Wise Society : Nell’asilo nel bosco i bimbi crescono felici
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Nell’asilo nel bosco i bimbi crescono felici

A Ostia Antica è nato L'asilo nel bosco, progetto di outdoor education. I bambini scoprono le emozioni seguendo le regole della natura

Maria Enza Giannetto/Nabu
1 novembre 2016
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L’asilo nel bosco si trova nelle campagne di Ostia antica ed è rivolto ai bimbi dai 2 ai 6 anni (foto Facebook)

Le regole della natura come fonte di insegnamento e via libera all’immaginazione e la spontaneità. È questo il paradigma educativo di L’asilo nel bosco, un progetto pedagogico rivolto ai bambini dai 2 ai 6 anni che si propone di rispondere ai bisogni dei più piccoli attraverso una quotidianità scolastica che si svolge quasi per intero all’aria aperta. Un progetto che è già realtà, da due anni, nelle campagne di Ostia Antica, poco distante dal Tevere, alle porte di Roma. ll progetto è nato dall’incontro tra Paolo Mai e Giordana Ronci fondatori di L’Emilio (che gestisce un nido e una scuola dell’infanzia e fa parte del circuito internazionale di educazione alternativa REEVO) e Danilo Casertano dell’Associazione Manes (che si occupa di formazione e che coordina i progetti “Community School” una scuola primaria e secondaria e “Maestri di strada” un’iniziativa che lavora sull’abbandono scolastico).

L’obiettivo principale dell’Asilo nel Bosco è che i bambini crescano felici. E così, tra sassi, pigne, foglie e pezzetti di legno i piccoli sono liberi di inventare, fantasticare e giocare modellando la realtà, costruendola e inventandola a loro piacimento. Senza restrizioni né divieti, se non quello scritto sul cartello di legno all’entrata: “In questo piccolo pezzo di mondo non è vietato: giocare a palla, saltare sulle balle, salire sugli alberi, ridere a crepapelle, sporcarsi, giocare con l’acqua, urlare di gioia, andare nelle pozzanghere”.

«Educare all’aria aperta – spiegano Paolo Mai e Giordana Ronci – ci pare particolarmente funzionale ai nostri scopi in questo periodo in cui a livello scientifico si comincia a parlare di patologie legate al “deficit di natura” (Richard Louv “L’Ultimo bambino dei boschi”), in un contesto in cui alcune attitudini innate del bambino quali la fantasia, l’immaginazione e la creatività sono mortificate, in cui la curiosità viene imprigionata da rigidi schemi costruiti dall’adulto e in cui tutto sembra ruotare intorno all’aspetto cognitivo rilegando in un cantuccio l’importanza della relazione  e delle emozioni».

Nell’asilo nel bosco, quindi, la classe, intesa come spazio chiuso e sempre uguale,

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Nell’asilo nel bosco i bambini “imparano facendo” attraverso diverse esperienze che stimolano la curiosità, l’immaginazione, l’autonomia e la creatività, Foto Pixabay

scompare e lascia il posto all’ambiente esterno ricco di stimoli. I bambini così “imparano facendo” attraverso diverse esperienze che stimolano la curiosità, l’immaginazione, l’autonomia e la creatività. Nel libro L’asilo nel bosco (Edizioni Tlön, 2016), firmato con lo pseudonimo Emilio ManesPaolo Mai scrive: «Come dice Tiao Rocha (antropologo e educatore brasiliano, ndr), la scuola non è il servizio militare obbligatorio e dunque deve essere un luogo in cui i bambini siano allegri e vadano con piacere, a tal punto da desiderare che sia aperta anche il sabato, la domenica e durante le feste. I bambini vivono nel presente, se chiediamo loro se preferiscono una caramella oggi o cinque domani la scelta cadrà sicuramente sulla prima opzione. In virtù di questo i nostri sforzi sono concentrati nel garantire loro un presente piacevole, convinti che sia la base anche per garantire loro un futuro soddisfacente».

E a chi si mostra preoccupato per il futuro, pensando che possa essere dannoso per i più piccoli vivere felici e allegri e seguire i propri interessi per poi ritrovarsi “seduti e chiusi in aula alle elementari” i responsabili rispondono che «un bambino autonomo, creativo e che abbia una sana autostima saprà cavarsela in qualsiasi situazione». E, soprattutto, rispondono che esistono già anche le scuole elementari  che seguono la stessa impostazione. Dall’esperienza dell’asilo, infatti, lo scorso anno è nata anche la Scuola nel Bosco, una primaria in collaborazione con lo Stato: «una scuola pubblica nel suo senso etimologico di aperta a tutti e appartenente al popolo, una scuola con sovranità educativa».

Il progetto funziona. E piace. Tanto che, in questi due anni, i responsabili sono stati e continuano a essere impegnati in corsi e seminari  indirizzati a chiunque voglia aprire una scuola dell’infanzia o una primaria che segua lo stesso paradigma educativo e che voglia davvero curare “il deficit di Natura” attraverso l’outdoor education, ovviamente, seguendo un’unica regola: “vietato non essere felici”.

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