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Maran: «Milano, prima in mobilità sostenibile, passerà l’esame Expo 2015»

L'assessore alla Mobilità della città meneghina parla del cambiamento nelle regole della città e nelle abitudini dei milanesi che utilizzano sempre di più trasporto pubblico, car sharing e bike sharing

Mariella Caruso
16 dicembre 2013

Pierfrancesco MaranMilano è tra le città italiane più attente alla mobilità sostenibile. Il bike sharing e il car sharing sono realtà come nelle più importanti città d’Europa. Wise Society ne ha parlato con l’assessore alla Mobilità della città meneghina, Pierfrancesco Maran. «A Milano è in atto una trasformazione importante: se due anni fa era tra le città 10 città più congestionate d’Europa, oggi è felicemente scivolata al 24° posto ed è l’unica tra le città europee ad avere registrato performance così positive».

Cosa è stato fatto e quanto c’è ancora da fare?

Con l’introduzione di Area C il traffico in centro si è ridotto del 30%; negli ultimi due anni sono aumentati gli abbonati al trasporto pubblico grazie a una politica che ha favorito la fidelizzazione allo stesso; gli utenti del car sharing di Atm sono cresciuti del 50% e l’apertura ai privati ha fatto passare gli abbonati dai 5.000 di GuidaMi agli attuali 70.000. C’è in atto un cambiamento nelle regole della città e nelle abitudini dei milanesi. A favorire ulteriormente questo cambiamento sarà la crescita infrastrutturale legata a Expo 2015.

Uno dei prossimi obiettivi è la riduzione del tasso di motorizzazione 

Image by © Bob Daemmrich/CorbisQuali saranno i prossimi passi in direzione della mobilità sostenibile?

Uno dei temi importanti del piano della mobilità che stiamo redigendo per fissare gli obiettivi a medio e lungo termine è la riduzione del tasso di motorizzazione che a Milano continua a essere elevatissimo con 55 auto per 100 abitanti, mentre è in calo in tutte le città da oltre 1 milione di abitanti con cui ci confrontiamo che si attestano sotto le 40 e sono in discesa verso le 30. Risultati che vogliamo ottenere non attraverso divieti, ma offrendo opportunità come il car sharing che con l’ingresso di Enjoy di Eni in partnership con Trenitalia e Fiat, ha portato il parco auto milanese in sharing a quota 1500. Il bike sharing è un’altra grande possibilità. Abbiamo concretizzato con il Ministero dell’Ambiente il bike sharing a pedalata assistita: entro l’inaugurazione di Expo 2015, infatti, arriveranno 1.000 biciclette a pedalata assistita, distribuite su 80 nuove stazioni che dalla città raggiungeranno il sito dell’Esposizione (13 chilometri) e che dialogheranno con la struttura BikeMi esistente. Stiamo acquistando 30 nuovi treni per la metro rossa per dismettere i più vecchi e aumentare la frequenza. Stiamo cambiando 1/6 dei bus di superficie.

Image by © Ton Koene/dpa/Corbis

Il boom del car sharing  vi ha stupito?

No, i milanesi hanno fame d’innovazione e sanno che alcuni comportamenti, anche se comodi come l’utilizzo dell’auto, alla lunga non permettono alla città di crescere. Il tema del car sharing rientra in questa casistica perché riguarda anche l’economia. Il passaggio dal possesso all’utilizzo è stato introiettato dai milanesi che avevano solo bisogno della spinta adeguata.

Il car sharing: 2 competitor privati per un milione e mezzo di euro d’incassi

Economicamente quanto vale il car sharing per l’amministrazione milanese?

Poco rispetto ai 3 miliardi di euro del bilancio del Comune, ma è una case history importante. Fino a luglio 2013 il bilancio di GuidaMi, il car sharing di Atm, è stato chiuso in pareggio. L’apertura ai privati ha fatto sì che le nuove compagnie paghino per l’ingresso a Milano: per l’ingresso in Area C e la sosta danno un contributo di 1.100 euro a vettura. Mettendo insieme le 600 auto di Car2Go e le 650 di Enjoy l’introito è di circa 1 milione e mezzo di euro. Anche il car sharing di GuidaMi è passato da 5.000 a 7.000 utenti. Ora speriamo che anche a Milano venga dimostrato quanto testimoniano i dati internazionali, ovvero che ogni auto di car sharing fa ridurre di 10 il numero di auto private.

Image by © Walter Bibikow/JAI/CorbisDa componente del tavolo Anci dedicato al Tpl e alla mobilità quale sviluppo immagina per i sistemi di mobilità integrata in Italia alla luce dei tagli effettuati dal Governo ai trasferimenti in materia?

Il sistema nazionale del trasporto pubblico sta vivendo una crisi profonda che sta mettendo in crisi alcune grandi città. Senza un Piano nazionale rischia di scomparire. Il ministero delle Infrastrutture sta lavorando col nostro tavolo per due obiettivi: stabilizzare il Fondo Nazionale Trasporti perché il Tpl non sta in piedi senza contributo statale e far ripartire gli investimenti per l’acquisto di nuovi autobus visto che l’età media del parco nazionale del trasporto pubblico è doppia rispetto a quella della media europea.

I Comuni non possono essere lasciati da soli

L’aumento delle tariffe, però, scoraggia l’utilizzo del trasporto pubblico…

Purtroppo i Comuni vengono lasciati sempre più soli. Sarebbe necessario, invece, che quando si pianificano infrastrutture, in particolar modo a contributo statale come il trasporto pubblico, si tenga conto che le amministrazioni necessitano di essere aiutate nel mantenimento dei servizi.

Image by © WALTER ZERLA/cultura/CorbisGli aumenti sono, quindi, conseguenza dell’assenza di una politica nazionale?

In un momento di contrazione economica si riduce progressivamente la spesa pubblica. Le tariffe, secondo gli obiettivi prestabiliti, dovrebbero coprire il 35% delle spese di servizio. Questo, però, avviene solo in 5 capoluoghi di regione su venti e crea dei picchi di diseguaglianza. Gli utenti di Milano, per esempio, coprono con i loro pagamenti il 50% della spesa.

Quali strategie possono essere messe in atto per aumentare la consapevolezza dei cittadini in tema di mobilità sostenibile?

La mobilità sostenibile dovrebbe essere uno dei temi di sviluppo del Paese. Molte persone stanno, però, riflettendo autonomamente sul possesso dell’auto e sull’immobilizzazione delle risorse in genere. Una delle poche conseguenze positive di questa crisi è l’attenta analisi del bilancio da parte di ogni famiglia che cerca di ridistribuire le proprie risorse. Dal canto suo l’Anci ha proposto la detraibilità fiscale degli abbonamenti al trasporto pubblico, questo ne aiuterebbe lo sviluppo.

Il sistema dei trasporti milanesi passerà l’esame Expo 2015  

Image by © Vincenzo Lombardo/Robert Harding World Imagery/CorbisL’area C insieme a iniziative come le “Domeniche a piedi” ha sortito un miglioramento della qualità dell’aria milanese?

Non si può pensare che singoli provvedimenti, specie su aree così piccole, possano ottenere risultati misurabili. Ogni provvedimento va accompagnato e deve essere costruita una regia che in passato non c’è stata. L’Area C riduce  la congestione del traffico che è uno dei grandi problemi dell’inquinamento. L’errore, però, è stato pensare che fossero principalmente le grandi città a poter risolvere il problema dell’insalubrità dell’aria. Le azioni delle città possono dare il buon esempio e dare il via al cambio delle abitudini, se però non vengono supportate da politiche adeguate sul trasporto merci (un terzo dei camion che viaggiano in Lombardia sono euro 0) rischiano di essere insufficienti. Per questo il Ministero dell’Ambiente sta lavorando con le regioni del Nord per redigere un piano Area da presentare all’Ue.

Image by © Walter Zerla/Blend Images/Corbis

 

 

Manca poco all’inaugurazione di Expo 2015, il sistema di trasporti lombardo è pronto a reggere?

Prima di ogni grande evento le infrastrutture danno sempre un senso di inadeguatezza, è stato così anche per le Olimpiadi di Londra. A Milano si lavora alacremente per farle crescere: la linea 5 è già arrivata fino alla Stazione Garibaldi e altre cinque stazioni saranno completate in tempo per l’Expo 2015. Anche la linea 4 dovrebbe essere operativa da Linate a Forlanini per l’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale. Ma la capacità di regia dimostrata da Milano in occasione della visita del papa che aveva numeri di picco simili ci dimostra che riusciremo a reggere.

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Una risposta a Maran: «Milano, prima in mobilità sostenibile, passerà l’esame Expo 2015»

  1. klement

    Decongestionare il traffico è cosa ben diversa dall’esaltazione di tornare a una città d’acqua buttandola all’aria per riesumare i navigli. E’ paradossale che l’adeguamento alla bassa velocità provochi lavori ancora più pesanti che l’alta. Basta aprire un solo cantiere e tutti diventeranno No canal

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