Wise Society : La plastica bio che s’ispira alla buccia d’arancia
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La plastica bio che s’ispira alla buccia d’arancia

Un'azienda israeliana ha appena lanciato sul mercato una serie di imballaggi per alimenti e bevande totalmente biodegradabili

Andrea Ballocchi
19 ottobre 2015

raccolta differenziata PlasticEurope plastica miscela di polimeri Legambiente impatto ambientale bio plastica Beach litterQuanta plastica si produce ogni anno? La risposta arriva da PlasticEurope, associazione europea dei produttori di materie plastiche: 299 milioni di tonnellate (dati 2013) con un incremento costante: erano 288 nel 2012 e, andando indietro al 2004, si è assistito, in 9 anni, a una crescita pari a 95 milioni di tonnellate.

Tutti sappiamo quanto la plastica sia presente nella vita di tutti i giorni, con applicazioni importanti in ogni settore e ambito produttivo. La sua utilità è indiscussa, ma un ragionamento sul suo impatto ambientale andrebbe fatto. Perché è vero che è un materiale riciclabile e quindi, con un’attenta raccolta differenziata, ciò che si produce si può riutilizzare, ma è anche vero che per produrla si utilizzano prevalentemente sostanze derivate dal petrolio e che molti oggetti vanno a finire a terra, nei fiumi, nel mare. Nicolò Carnimeo, docente di diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bari, nell’intervista rilasciata a wisesociety.it, ricordava che «oggi il pianeta conta cinque isole di plastica sparse tra i vari oceani: una delle quali è più estesa di tutta l’Europa».

Per quanto riguarda l’Italia c’è poco da sorridere: nel rapporto Legambiente, Beach Litter, nel confronto tra 2015 e 2014 si è registrato un aumento del 15% dei rifiuti di plastica presenti sui litorali italiani.

Cosa fare quindi per invertire questa tendenza? Ispirarsi all’arancia. È quanto ha fatto una startup israeliana di nome Tipa, che ha ideato e prodotto una linea di imballaggi “bio” flessibili utilizzabili per conservare i cibi: sacchetti per il pane, confezioni per merendine, per la pasta o per bevande.

Perché citavamo l’arancia? Perché come la buccia del frutto, anche la miscela di polimeri che vanno a comporre il film dei prodotti Tipa sono multistrato. In particolare, quelli ideati dall’azienda israeliana derivano da prodotti o sottoprodotti di cibi e comprendono resina, film multistrato, laminati e molto altro ancora.

Alla vista, gli imballaggi Tipa sembrano come i tradizionali di plastica, ma la differenza è sostanziale: essi, infatti, sono biodegradabili al 100% in 180 giorni e non lasciano nessun residuo tossico. Per contro, i tempi di smaltimento di una bottiglietta di plastica tradizionale si stimano in 1000 anni.

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