Wise Society : “Pecoranera”: come vivere nella natura con pochi mezzi
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“Pecoranera”: come vivere nella natura con pochi mezzi

Coltivare i campi è come respirare e nutrirsi: un gesto naturale. Così Devis Bonanni, il giovane contadino-blogger della Carnia, racconta la sua scelta di vita. In un libro uscito da poco e già di grande successo

Lia del Fabro
16 settembre 2012

Devis BonanniUna scintilla: così Devis Bonanni definisce quell’ispirazione che, da giovanissimo, gli ha fatto immaginare in quale direzione poteva andare la sua vita. Solo qualche anno dopo, però, avrebbe trovato “il bandolo della matassa”. Lo racconta nell’intenso e bel libro che ha chiamato Pecoranera, dal nome del suo progetto di vivere nella natura con pochi mezzi,  limitando al massimo i consumi.

L’editore Marsilio, dopo averlo scoperto attraverso il blog che Devis anima da 2003  gli ha proposto di scrivere la sua storia: pubblicato a marzo di quest’anno, il libro è già alla seconda edizione. Merito del  passaparola e degli incontri con il pubblico che Devis sta tenendo soprattutto nel Triveneto per spiegare ai suoi lettori come è arrivato a questa scelta, all’inizio folgorato dalla lettura di un articolo letto sulla rivista “Focus” che spiegava come organizzare una fattoria autosufficiente.

Le soddisfazioni e le difficoltà del progetto

 

Le sue idee sociali e politiche lo spingono a visitare molti eco-villaggi, in Italia e all’estero. Inizia a coltivare l’orto di famiglia su un terreno abbandonato, a 17 anni, sotto gli occhi della nonna che dal balcone di casa lo copre di urla per una scelta che considera l’emblema di un ritorno ai tempi della miseria economica.

Le convinzioni ambientaliste, che si esprimono  nelle scelte di praticare agricoltura biologica, diventare vegetariano, muoversi solo ed esclusivamente con la bicicletta o con i mezzi pubblici, scaldarsi quasi prevalentemente con la legna arriveranno più tardi nel corso degli anni.

Ci sono nel libro anche momenti di vita quotidiana come la soddisfazione dei primi raccolti o della prima polenta fatta con il suo mais, i patimenti per le grandinate o per il freddo intensissimo degli inverni, soprattutto quando la canna fumaria della stufa non funziona a dovere, i momenti di crisi e di solitudine che fanno vacillare le sue scelte, superati dall’apertura alla condivisione del progetto Pecoranera con altri  che lo hanno raggiunto in questi anni  a Raveo.

Sino ad arrivare alla consapevolezza che la sua è stata la scelta giusta, naturale, quasi inevitabile perché coltivare i campi è come respirare, come nutrirsi: «anche il più piccolo degli orti è un compendio», scrive Devis, «dell’intero Pianeta, un modo per avere a che fare con la Terra e prendersene cura»

Devis Bonanni

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