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Michela Marzano: dico no alle bellezze da vetrina

Contro un cliché che vuole le donne belle ma mute, l'unica arma è indignarsi. E per essere efficaci, bisogna unirsi e rivendicare insieme i diritti di tutti. Lo afferma una filosofa. Che è convinta che oggi l'Italia offenda il sesso femminile

di Monica Onore
22 giugno 2010

Negli ultimi quindici anni l’immagine della donna in Italia è regredita. Il modello da seguire, l’unico rimasto, è essenzialmente uno: essere seduttive e tacere. L’indignazione ha spinto Michela Marzano, che insegna Filosofia all’Università Descartes di Parigi e autrice di saggi di filosofia morale e politica, a scrivere il libro Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne (Mondadori).

Michela Marzano, insegnante

 

Occorre rinunciare all’immagine per sfuggire agli stereotipi?

Non bisogna contrapporre l’apparire all’essere. Non si tratta di dover rinunciare all’immagine per arrivare a una forma di benessere. Il problema è saper conciliare ciò che io mostro agli altri, ovvero l’apparire, con ciò che io sono dentro di me, ovvero con quello che esprimo in quanto persona al di là della semplice immagine. E’ importante trovare la giusta misura senza che l’immagine stereotipata si sostituisca a quello che io sono.

Perché l’Italia di oggi offende le donne?

Per troppi anni il messaggio predominante  è stato quella di una “donna immagine”, bella e muta. Questo non significa che non ci siano altri tipi di persone, che provano una forte indignazione per quello che accade. Stiamo attraversando un periodo di grandi difficoltà e aumenta la sensazione e la coscienza di un vero e proprio malessere.


Libro di Michela Marzano, foto di Monica Onore
Cover libroCosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

L’indignazione. Anch’io ho provato questo sentimento che mi ha spinto ad utilizzare le mie competenze filosofiche per cercare di fare qualcosa. Per esempio tradurla in un messaggio che indichi alle altre gli strumenti critici attraverso i quali prendere le distanze da questa immagine stereotipata. Si può anche andare al di là ed affermare il diritto all’uguaglianza, alla libertà e alla possibilità di portare avanti il proprio discorso come persona. Il libro per me è un mezzo di resistenza.

Che tipo di relazioni costruire con le altre donne?

Fare rete tra le donne è l’unica possibilità che abbiamo oggi per combattere questo stereotipo. Non si tratta semplicemente di un’azione individuale, ma di creare un legame con le altre per rivendicare i diritti di tutte. Quello che le donne vogliono è di essere riconosciute al di là della loro immagine.

Apparire, foto di Monica Onore

 

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