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Edoardo Boncinelli: vita da centenari

Il celebre fisico e genetista racconta nel suo ultimo libro come la scienza ci farà vivere fino a cent'anni. Anche se restano ancora aperti gli interrogativi sulla qualità di questi anni in più. Per il momento ci suggerisce (anche se non ama affatto dare consigli) semplici regole per imparare a vivere meglio

monica onore
7 ottobre 2010

Edoardo Boncinelli, fisico e genetistaEdoardo Boncinelli, fisico e genetista, dal 1992 dirige il Laboratorio di biologia molecolare dello sviluppo dell’Istituto scientifico Ospedale San Raffaele di Milano. Ma è anche un ottimo divulgatore che riesce facilmente ad appassionare il pubblico agli argomenti scientifici: è preparato, preciso, chiaro ma anche ironico e simpatico. Nel suo ultimo libro Lettera a un bambino che vivrà 100 anni. Come la scienza ci renderà (quasi) immortali edito da Rizzoli, spiega perchè, grazie agli enormi progressi della biologia e della medicina, gli individui nati oggi potranno vivere fino a 100 anni.
Merito della lotta alla mortalità infantile e del costante progresso della scienza. Ma su una cosa ci mette in guardia: l’avanzamento delle conoscenze non basta se non migliora, di pari passo, la qualità della vita.

 

Cosa prevede il suo libro per il futuro?

 

I giovani che nascono oggi avranno una vita molto lunga. Se sono femmine metà di loro raggiungerà i 100 anni, se sono maschi un po’ meno. Nel libro racconto tutto questo: sembra una previsione azzardata, ma in realtà è un dato di fatto. Su questo non ci sono dubbi, semmai  il problema è che tipo di esistenza avranno e quanto saranno sani. 

 

Cos’è cambiato finora e cosa cambierà?

 

Grazie al progresso e al trattamento delle malattie infettive la mortalità si è ridotta drasticamente. Nei Paesi sviluppati come il nostro, inoltre, la medicina moderna e le scienze hanno fatto passi da gigante, tanto da permetterci di vivere così a lungo. E nell’immediato futuro ne verranno molte altre.

   Scientists,  Photo by Mia Mala McDonald - album di Craig Anderson/flickr

Quali scoperte ci hanno cambiato la vita?


Difficile fare delle classifiche. Se risaliamo molto indietro, l’abitudine di lavarsi le mani con il sapone e l’uso dei disinfettanti sono stati fondamentali per ridurre la mortalità e allungare la durata della vita. Più vicino a noi, direi che una delle scoperte decisive è stata quella degli antibiotici. Mio nonno è morto nel 1938 per una banale polmonite, se si fosse ammalato solo qualche anno più tardi avrebbe avuto maggior chance di essere curato. Da quella fondamentale scoperta in poi è sempre stato un crescendo di nuove conoscenze. Un esempio? Lo studio della pressione sanguigna e dei meccanismi che la regolano; le medicine che quasi tutti prendono dopo una certa età, per controllarla e curarla, hanno cambiato completamente lo scenario dell’aspettativa di vita.  Nel libro racconto a grandi linee le malattie più importanti e i rimedi che stiamo mettendo a punto per allungare e migliorare il tempo che ci è dato.

  Perché per l’uomo è così importante conoscere e fare nuove scoperte?

 
Anche quando non è strettamente necessario, l’uomo vuole applicare le sue conoscenze alla vita pratica. Prendiamo la televisione a colori. Non era così necessaria, ma ora c’è. Magari presto avremo anche una Tv con gli odori. L’uomo va avanti a prescindere dalla necessità, è un’animale opportunista per definizione. Tutto quello che scopre lo mette in pratica e lo farà sempre.

Quali saranno le conseguenze di una vita più lunga?

Ci sono due fattori importanti di cui tener conto per il futuro. Il primo è che saremo sempre di più. Ma non possiamo certo eliminare qualcuno con la scusa che siamo in troppi! Il secondo è che ci saranno sempre più anziani, quindi sarà necessario trovare nuovi stimoli sociali e motivazioni anche per loro. Perché non basta vivere, bisogna anche vivere bene.

Two Scientists-colour, album di Robin Hutton/flickrCome viene percepita la scienza oggi?

Oggi nella maggior parte dei Paesi la gente considera la scienza come un’alleata. In Italia invece la si disprezza o la si considera una nemica. Questo è un errore fondamentale perché o ci appelliamo alla scienza o non ci appelliamo a nulla.

Quali le regole da seguire anche dal punto di vista etico?

Non amo parlare di etica, secondo me nessuno ha diritto di farlo. La scienza mette in campo nuove opportunità e scoperte che spesso alimentano discussioni morali. Ma scienza ed etica sono distanti tra loro per  metodi e obiettivi. C’è un codice comune tra le persone di buona volontà in base al quale certe cose si fanno e altre no. Per me sono valori importanti la coerenza e la lealtà, ma non è detto che lo siano per tutti.

I suoi consigli per vivere meglio?

Pochissimi perché ogni canale televisivo, ogni rivista, ogni stupido dà dei consigli, ed io mi sono proprio stufato. Se devo condensare in poche parole quello che suggerisco è: mangiare di tutto con moderazione, fare sport senza esagerare, adoperare il cervello senza paura di esagerare.

Quali sono “i sogni impossibili” che le piacerebbe la scienza scoprisse subito?

Ho almeno due desideri. Il primo è che mi piacerebbe sapere dove e come sono scritti i nostri ricordi. Sembra paradossale ma non lo sappiamo. Secondo, visto che i nostri geni sono così simili a quelli degli scimpanzé, però noi parliamo e loro no, vorrei sapere dove sta scritto nel nostro genoma che noi possiamo apprendere e usare un linguaggio.

Human genome printed, album di JohnJobby/flickr

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Una risposta a Edoardo Boncinelli: vita da centenari

  1. Aniello

    Dmanda rivolta al Prof. E. Boncinelli,
    Darwin, e dopo di lui tutti gli scienziati concordano sulla derivzione delle specie tutte, da pochi individui, iniziali partendo da circa 4 miliardi di anni fa, ciò significa che i miei antenati, lo erano anche dei rettili, uccelli, insetti, ed altri mammiferi, allora perchè ora l’orso sa cosa deve mangiare, il gorilla sa cosa deve mangiar, la capra sa cosa deve mangiare, gli insetti sanno cosa devono maniare, e l’uomo non sa esattamente se è erbivoro, frugivoro, onnivoro, o granivoro?
    Grazie se mi convince.

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