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Una petizione chiede più ScienzainParlamento

Su change.org una petizione rivolta ai presidenti di Camera e Senato chiede che l‘Italia si doti subito di un ufficio di consulenza e documentazione scientifica permanente e indipendente al servizio della democrazia

Fabio Di Todaro
11 aprile 2019

Scienza in Parlamento: su change.org una petizione chiede che «l‘Italia, come molti altri Paesi, si doti subito di un ufficio di consulenza e documentazione scientifica permanente e indipendente al servizio della democrazia». La petizione, rivolta all’attenzione dei presidenti di Camera e Senato e di tutti i parlamentari, è stata presentata da un gruppo di ricercatori e giornalisti scientifici, ed è già stata firmata da diversi scienziati. «Dalla salute all’energia, dalla privacy online alla sicurezza internazionale, ogni giorno chi governa il Paese – scrivono i promotori di ScienzaInParlamento – deve assumere decisioni che chiamano in causa la scienza e la tecnologia. È fondamentale quindi che anche il Parlamento italiano, come già avviene in molte altre democrazie, abbia una struttura che garantisca un servizio efficiente di documentazione e consulenza scientifica che aiuti a prendere decisioni più efficaci e informate».

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ScienzainParlamento: su change.org una petizione affinchè il Parlamento si doti subito di un ufficio di consulenza e documentazione scientifica permanente e indipendente al servizio della democrazia, Flickr

L’ESEMPIO DEGLI ALTRI PAESI – «Se ci guardiamo intorno, strutture simili le troviamo in Francia, Germania, Olanda, Austria, Norvegia, Svizzera, Danimarca e Gran Bretagna. Anche il Parlamento europeo può contare su una struttura simile (Stoa, ndr). Spagna, Messico e Cile stanno attualmente costituendo uffici di documentazione scientifica, mentre negli Stati Uniti il Congresso riavrà presto un servizio di consulenza scientifica dopo anni di inattività. Perché allora non avere anche in Italia una struttura che aiuti il Parlamento a essere più informato sulle grandi questioni scientifiche e tecnologiche contemporanee? Sono numerosissimi i casi – ricorda la petizione su Change.org – che ci fanno dire che un Ufficio parlamentare di consulenza scientifica sia necessario anche da noi. Si pensi a leggi su temi importantissimi come il clima, le scelte energetiche, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dei big data e dell’ingegneria genetica, l’esplorazione dello spazio, la sanità e gli inevitabili risvolti bioetici. Pensiamo anche al problematico dibattito sulle vaccinazioni, a quello sulla sperimentazione animale e la lunga sequela di cure del miracolo, dal caso Di Bella alla cura Vannoni, che hanno sempre coinvolto le nostre Istituzioni e le forze politiche in uno scontro in cui la scienza è stata messa da parte ai danni dei cittadini».

RUOLO FONDAMENTALE PER LA DEMOCRAZIA – Tra i firmatari della petizione ci sono Roberto Cingolani (direttore dell’Istituto italiano di tecnologia), Paolo Vineis (a capo del dipartimento di epidemiologia ambientale dell’Imperial College di Londra e componente del Consiglio superiore di sanità), Andrea Grignolio e Guido Silvestri (a nome del Patto trasversale per la scienza), Silvio Garattini (presidente dell’Irccs Mario Negri) e Francesca Pasinelli (direttore generale della Fondazione Telethon). «Nel dibattito democratico, la disponibilità di informazioni scientifiche attendibili, coerenti e sistematiche è fondamentale come base per prendere decisioni equilibrate ed efficaci. Proprio per questa ragione, in molti Paesi democratici del mondo consulenti scientifici esperti interni o esterni ai Parlamenti preparano note informative o rapporti di studio, in modo da offrire ai rappresentanti dei cittadini un chiaro panorama sullo stato del dibattito e degli attuali confini della conoscenza scientifica, promuovendo quindi un dialogo virtuoso fra politica e ricerca scientifica. Vogliamo che i nostri rappresentanti politici abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie per poter far fronte alle grandi sfide che il futuro ci riserva», conclude la petizione.

Twitter @fabioditodaro

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