Wise Society : Cariparma Crédit Agricole e Intesa Sanpaolo le banche più verdi d’Italia
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Cariparma Crédit Agricole e Intesa Sanpaolo le banche più verdi d’Italia

Assegnati i Green globe banking awards 2015. «C'è finalmente una crescita culturale, ma la strada da fare è ancora tanta», dice l'ideatore del Premio, Marco Fedeli

Mariella Caruso
23 ottobre 2015

Marco FedeliPuò un istituto bancario fare il suo lavoro con una particolare attenzione al mondo agroalimentare e, nello stesso tempo, osservando un comportamento sostenibile nei confronti dell’ambiente? La risposta è sì, «anche se ancora la strada da fare è tanta ci sono segnali di una crescita culturale e di mercato ogni anno più percepibile che attira non solo il management delle banche e i media più attenti», dice Marco Fedeli, fondatore di Green Globe Banking, laboratorio di idee che per il nono anno consecutivo ha consegnato i suoi premi. Per il 2015 ad aggiudicarsi i riconoscimenti, assegnati da un prestigioso comitato tecnico, sono stato il gruppo Cariparma Crédit Agricole e Intesa Sanpaolo.

Premiazione CariparmaLE MOTIVAZIONI – A determinare il titolo di “Banca Verde Italiana” nella categoria “impatti indiretti” per il gruppo Cariparma Crédit Agricole ha contribuito il progetto Orizzonte Agroalimentare. «Con questo progetto – si legge nelle motivazioni – il settore agricolo e agroalimentare italiano ha trovato un eccellente motore per accelerare il suo sviluppo, non solo in una logica di business ma anche di recupero dei valori culturali, di identità e sostenibilità di cui le aziende si fanno portatrici verso i loro territori. La banca quindi evolve dal suo ovvio ruolo di operatore finanziario – è aggiunto – per rappresentare un attore di sviluppo di territori e comunità, con la capacità di influenzare l’efficienza di intere filiere e di favorire il raggiungimento di obiettivi economici, sociali e ambientali. L’alto valore del progetto è testimoniato dall’innovazione di modelli di servizio e di interazione con il mercato, unito alla volontà di capire e interpretare in maniera innovativa un settore estremamente articolato e specialistico, che rappresenta uno dei principali componenti del Made in Italy, nell’anno di Expo 2015». Al Gruppo è andato anche il “premio di distinzione” per il progetto Gran Mutuo Green, in partnership con Edison e AzzeroCo2.

Premiazione Intesa San PaoloPer quanto riguarda Intesa San Paolo, invece, Il premio è stato assegnato per il Nuovo centro direzionale aziendale che, «rappresenta – spiega il comitato che ha assegnato il riconoscimento – non solo un perfetto esempio di ottimizzazione energetica, ma è anche la testimonianza dell’impegno della banca nella diffusione di valori sociali e ambientali verso tutti gli stakeholder». «La ‘Casa’ di Intesa Sanpaolo – si continua a leggere nella motivazione – è un luogo di lavoro efficiente che si apre alla comunità per coniugare le buone pratiche del rispetto ambientale e dell’innovazione tecnologica. Il grattacielo, considerato uno degli edifici di grande altezza più sostenibili del mondo, costituisce un intelligente sistema di risparmi in grado di generare nuove risorse economiche da destinare a rendere energeticamente efficienti altri edifici del Gruppo. Alta funzionalità, minimi consumi, ampi spazi verdi innovativi, benessere organizzativo sono eccellenti componenti di una cultura aziendale desiderosa di valorizzare contemporaneamente il capitale umano e quello naturale».

Premio ad honoremIl PREMIO AD HONOREM – Non solo banche, ma anche sociale con il premio ad honorem assegnato a Fulco Pratesi, uno dei precursori del movimento ambientalista italiano nonché fondatore e presidente onorario del Wwf Italia. «Sono felice di questo premio – ha detto Pratesi -. Oggi la sostenibilità è una cosa di cui si parla tutti i giorni, ma quando ho cominciato si trattava di temi che non interessavano a nessuno. Di certo ancora sono in molti a dover capire che, oltre a pensare a esplorare Marte, c’è da tutelare l’unico pianeta sul quale vivere di cui disponiamo: la Terra».

IL DIBATTITO – “Innovare in banca per innovare nell’agroalimentare e nel Made in Italy: il ruolo del Green banking” è stato il titolo del dibattito, supportato da un sondaggio curato da “Ricerche verdi”, che ha preceduto l’assegnazione dei premi. «Lo studio rivolto a operatori dell’agroalimentare associati a Confagricoltura e Cia – ha spiegato Fedeli – è partito dall’ascolto di un ristretto gruppo di opinion leader attraverso interviste individuali». Ad emergere è stato il giudizio «moderatamente positivo sulla situazione economica delle proprie aziende», con una differenza tra le grandi che non prevedono di crescere nel prossimo futuro e le medio-piccole che ripongono speranze Tavola Rotondasulla ripresa dell’economia. Per quanto riguarda i giudizi sulle banche partner emerge, al contrario, una certa penalizzazione nei confronti delle piccole e medie imprese a vantaggio di quelle più grandi. La motivazione, sempre secondo la ricerca, potrebbe essere quella di una scarsa conoscenza dei prodotti e servizi bancari che, se conosciuti, potrebbero essere utilizzati al meglio.

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