Wise Society : Verso Archimede, l’auto prototipo a energia solare
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Verso Archimede, l’auto prototipo a energia solare

L'associazione Futuro Solare sta realizzando un veicolo per partecipare al World Solar Challenge, ma il sogno è arrivare alla produzione di un veicolo a energia pulita alla portata di tutti

Mariella Caruso
14 agosto 2014

Rendering prototipo Archimede - Foto Futuro Solare Il sogno è quello di partecipare al World Solar Challenge, sfida biennale tra prototipi di autovetture alimentate a energia solare, in programma in Australia dal 18 al 25 ottobre 2015. Una sfida che consiste nell’attraverso l’Australia da nord a sud, esattamente da Darwin ad Adelaide, percorrendo la bellezza di 3.300 chilometri. Senza, naturalmente, l’utilizzo di nessun altra energia se non quella prodotta dal sole.

Al lavoro per cercare di realizzare il sogno ci sono anche gli italiani di Futuro Solare, una onlus con sede a Siracusa, che da tempo è al lavoro per la progettazione e la realizzazione di mezzi di trasporto «per i quali le uniche energie impiegate – spiega Enzo Di Bella, uno dei fondatori dell’associazione – siano quella umana integrata a quella fotovoltaica per lo sviluppo dei mezzi a due ruote (progetto Polis, ndr) e quella solare per lo sviluppo dei mezzi a quattro ruote».

Il progetto del prototipo, in predicato di partecipare al World Solar Challenge, è stato battezzato “Archimede Solar Car” in onore al grande scienziato siracusano al quale la leggenda attribuisce l’invenzione degli specchi ustori. L’Archimede Solar Car è un prototipo di autovettura la cui unica forma di energia è quella ricavata da pannelli fotovoltaici che alimentano un motore elettrico. Le celle contenute nei pannelli solari, che ricoprono la parte superiore del veicolo, convertono l’energia del sole in energia elettrica. Questa, attraverso un sistema hardware, ricarica un pacco batterie che permette l’alimentazione del motore elettrico. L’avanzamento dei lavori del prototipo sono costantemente documentate nella pagina Facebook dell’associazione Futuro Solare che, come spiega Di Bella, «non ha fini lucrativi». «La nostra ricerca – sottolinea – è finalizzata alla divulgazione gratuita dei risultati ottenuti a chiunque ne faccia richiesta e che voglia investire in occupazione e ricerca nel nostro territorio, e rendere noto alle persone l’uso e lo sfruttamento di nuove energie più pulite».

Futuro solare  - Foto pagina FbProprio per questo l’associazione sta stringendo collaborazioni con enti pubblici, Università e aziende, oltre ad aver attivato un crowdfunding per reperire capitali da impegnare nel progetto. «Un protocollo d’intesa e collaborazione è stato siglato con la facoltà di Ingegneria meccanica dell’Università di Catania – continua Di Bella -. Ospiteremo nei nostri laboratori giovani laureandi che potranno studiare e realizzare le loro tesi su parti del nostro prototipo».

«Abbiamo la consapevolezza di non essere precursori in tal senso – ammette Di Bella -. Molte organizzazioni, tra cui Università di diversi paesi, hanno già realizzato prototipi in grado di viaggiare mediante energia solare. Quello che differenzia il nostro progetto dagli altri è l’idea di fondo che non è quella di realizzare un prototipo semplicemente concettuale e quindi distante dall’idea di un possibile utilizzo quotidiano e, fattore ancor più importante, dai costi difficilmente accessibili alla comune utenza, ma di condurre ricerche per poterne sviluppare, in seguito, mezzi utilizzando materiali comuni e dai costi ragionevoli destinati all’uso quotidiano».

In questo l’associazione Futuro Solare si considera “pioniera”. Questa “anima” che si propone, un domani non ancora prevedibile a livello temporale, però, non impedisce la condivisione delle conoscenze acquisite. «Le nostre ricerche sono “open source”, a disposizione di chiunque voglia svilupparle a patto, naturalmente, che non vengano utilizzate a fini commerciali e il loro successivo sviluppo sia a disposizione della comunità scientifica», chiarisce Di Bella.

A oggi Futuro Solare ha trovato appoggio nell’associazione Amici della terra, nel comune di Siracusa, nella sede aretusea di Confindustria, nell’Impact Hub Sicilia, nelle associazioni ambientaliste Italia Nostra Siracusa, nell’area marina protetta Plemmirio e nella Regione Sicilia. Tanti anche gli sponsor che, di fatto, conclude Di Bella, «ci mettono a disposizione i materiali per la realizzazione del prototipo».

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