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Come produrre energia da una finestra di casa

Un gruppo di ricercatori italiani della Bicocca ha messo a punto un sistema di lastre di plastica incolori da applicare ai vetri e che trattengono l'energia solare

Fabio Di Todaro
2 settembre 2015

Foto by Michael Nolan/Robert Harding World Imagery/CorbisNon sono tossiche e fanno il loro dovere: proteggere l’ambiente dall’aria esterna e dai raggi solari. Ma, ed è questa la novità, si candidano a essere anche un nuovo generatore di corrente. Sembrano vetri comuni, ma nascondono un “trucco”. Meglio prepararsi, dunque, all’installazione alle finestre del vostro appartamento di lastre in plastica in grado di catturare la luce solare e metterla a disposizione degli elettrodomestici che sempre in maggior numero riempiono le nostre abitazioni.

ENERGIA DAL SOLE – Le finestre fotovoltaiche sono una novità d’agosto, frutto del lavoro – presentato attraverso una pubblicazione apparsa su Nature Nanotechnology – di un gruppo di ricercatori dell’Università Bicocca di Milano, del Los Alamos National Laboratory del Nuovo Messico (Stati Uniti) e dell’azienda UbiQD, che ha messo a punto le lastre (di plastica o vetro) nelle quali sono incorporate speciali nanoparticelle che assorbono la luce solare e la trattengono all’interno della lastra. Tocca alle celle solari installate lungo il perimetro della finestra raccogliere la luce intrappolata per convertirla in elettricità. Così una finestra qualsiasi può divenire un generatore di elettricità in grado alimentare i computer di un ufficio, il condizionatore d’aria in una giornata afosa o l’illuminazione interna di un’abitazione.

COME FUNZIONANO LE FINESTRE DEL FUTURO? – I nuovi vetri fotovoltaici non sono tossiciperché in questi dispositivi non vi sono cadmio né altri metalli. In più, sono molto efficienti perché assorbono la luce da tutto lo spettro solare – non solo dal rosso, come avviene con i dispositivi precedenti – e al tempo stesso non riassorbono la loro stessa luminescenza. Sono incolori, superando così uno dei limiti più grandi per l’applicazione in edilizia civile, ovvero l’impatto estetico. «Affinché questa tecnologia potesse uscire dai laboratori di ricerca, abbiamo realizzato nanoparticelle costituite da leghe di più elementi, riuscendo ad ottenere concentratori non tossici, con straordinarie capacità di assorbimento della luce del sole – spiega Francesco Meinardi, docente di fisica della materia dell’ateneo meneghino protagonista della ricerca -. In questo modo abbiamo coniugato le elevate efficienze e le grandi dimensioni richieste per la costruzione di elementi architettonici reali». La caratteristica, mai raggiunta finora, di aumentare grandemente l’efficienza fotovoltaica e di ottenere lastre essenzialmente incolori, molto simili alle tipiche lenti degli occhiali da sole grigio-brune, «fa sì che queste nuove finestre fotovoltaiche si integrino in modo ‘invisibile’ nel contesto urbano», sottolinea Francesco Carulli che ha lavorato al progetto durante la sua tesi di Laurea in Scienza dei Materiali per la quale è stato insignito del premio “Technology for human beings” della Prismian Group.

APPARTAMENTI AUTO-SOSTENIBILI – Con questi nuovi nano-materiali, sarà presto possibile realizzare finestre fotovoltaiche o altri elementi architettonici flessibili e semi-trasparenti per convertire tutte le parti di un edificio in generatori di energia solare, come sempre più fondamentale nei contesti ad elevata urbanizzazione. Stando alle stime riportate nella pubblicazione, sostituendo le vetrate di un grattacielo con le “finestre-concentratori”, si genererebbe l’energia necessaria all’auto-sostenibilità di trecento appartamenti. Ma i vantaggi non finirebbero qui, visto il conseguente risparmio energetico derivante dal ridotto ricorso al condizionamento ambientale. È un primo passo verso le città del futuro. L’obiettivo è ridurre l’impatto sull’ambiente.

Twitter @fabioditodaro

 

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