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Inquinamento atmosferico: hamburger VS un camion che percorre 230km

L'Università della California studia i fumi prodotti durante la cottura di un hamburger. I risultati sono scioccanti.

20 settembre 2012

Hamburger - foto di su-lin via flickRSe ci chiedessero quale sia l’impatto ambientale maggiore in termini di inquinamento dell’aria fra la cottura di un hamburger o un camion con rimorchio in autostrada, saremmo tutti d’accordo a puntare il dito sul mezzo pesante.

Chiunque scagionerebbe il gustoso (anche se non proprio salutare) panino, alimento preferito negli states e mattone portante di numerose catene fast food (junk?).

Tuttavia alcuni ricercatori dell’Università della California, precisamente a Riverside, hanno stabilito dopo accurate misurazioni che i grill in commercio (paragonabili a quelli usati in campo industriale), emetterebbero vapori di grasso, fumo, vapore acqueo e prodotti da combustione, oltre a molto calore. Nel 2007 il South Coast Air Quality Management District ha anche appurato che l’inquinamento dovuto alla cottura di alimenti negli esercizi pubblici è stato la seconda grande fonte di particolato rilevata nella zona della South Coast.

Le emissioni sarebbero quindi enormi, tali da equipararsi a quelle generate da un camion con rimorchio dopo aver percorso 230km.

Il fatto importante è che la combustione di carburante all’interno dei motori a scoppio e le relative emissioni sono strettamente controllate e regolamentate, mentre la cottura dei cibi grigliati non è mai stata considerata come fattore inquinante, o almeno non è mai stato necessario avere cura delle emissioni prodotte.

Per questo motivo i ricercatori stanno provando alcuni dispositivi che dovrebbero riuscire a rimuovere il grasso presente nei vapori di combustione facendolo raffreddare e raccogliendolo all’interno di un recipiente in acqua.

Il team sembra comunque responsabile, in quanto  tutti gli hamburger che sono stati cucinati per le rilevazioni sono stati donati ad un’associazione di volontari per essere poi ridistribuiti ai più bisognosi.

fonte: UCRtoday

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