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Urban Green Revolution: chiunque può farsi l’orto a casa

Arriva Urban Green Revolution, concept ideato per consentire a chi vive in una metropoli di coltivare un orto a casa propria. Ottimizzando gli spazi in modo facile e naturale

Francesca Tozzi
12 marzo 2013

Minigarden CornerArriva Urban Green Revolution, il primo concept che consente a chi vive in una metropoli di realizzare e coltivare un orto nel proprio ambito abitativo.

Se è vero che la primavera è stagione di orti e giardini, e che risveglia la voglia di fiori e verde soprattutto se si abita in una grande città e si è costretti ad avere a che fare per mesi con il grigio del cielo inquinato e del cemento di strade e case, è altrettanto vero che non tutti nasciamo con il pollice verde. Pur essendo un’attività bella e gratificante, coltivare in ambito urbano e domestico è una cosa seria e impegnativa, e con un certo risvolto sociale perché è anche un modo per rendere le nostre città più belle, vivibili e anche produttive. In una parola, sostenibili.

Insomma, bisogna saperlo fare. Urban Green Revolution è un concept che sostiene la cultura del verde urbano accogliendo alcun valori legati all’ottimizzazione e verticalizzazione degli spazi, al riciclo, alla protezione del terreno con metodi biologici. Il concept, composto da vari prodotti acquistabili separatamente, promuove lo sviluppo di questi valori attraverso soluzioni e tecniche per consentire di agire in modo sostenibile, in ambiente urbano, su piccole o minuscole superfici o spazi spesso trascurati. Un sistema integrato che consente di coltivare anche in habitat ristretti la “coltura del bello”.

ArcoirisEcco qualche esempio. Rapid Compost: acceleratore della fermentazione naturale per trasformare i residui vegetali del giardino e i rifiuti organici domestici in un ottimo concime organico (compost) con elevato contenuto in humus; un buon punto di partenza per avviare un orto biologico.

NovaFlore: miscugli di semi di varietà floreali di campo, dai colori vivaci e particolarmente graditi dagli insetti utili, e Arcoiris: varietà di semi di ortaggi biologici rari ed antichi, particolarmente resistenti alle malattie e agli insetti infestanti.

E poi MiniGarden Vertical – MiniGarden Corner, sistema modulare di coltivazione verticale; Green Basic Grow Your Own: set di mini serre; Eco Pot Maker: Kit di cilindretti in legno per creare piccoli contenitori con la carta dei giornali, ridando così vita ai vecchi quotidiani, il tutto con un’attenzione particolare al riciclo e al riutilizzo; Pest Control Cover: una barriera in garza per proteggere le nostre colture in vaso dagli attacchi degli insetti infestanti.

Il concept Urban Green Revolution sarà in vendita a partire da fine marzo nei principali garden center del Nord Italia e in parte del Centro Italia; è previsto uno sviluppo futuro nelle restanti Regioni. Un’idea per rendere i nostri spazi e le nostre città più verdi e vivibili.

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Una risposta a Urban Green Revolution: chiunque può farsi l’orto a casa

  1. ColtivaMi è stata pensata bene?
    Io penso proprio di no. Almeno per alcune evidenti ragioni. 1 Le aree selezionate sono di superficie troppo ridotta e sommate tutte quante raggiungono appena l’estensione degli orti esistenti in via Chiodi in un unico insediamento. 2 La partecipazione ai bandi pone in contrapposizione i gruppi di cittadini interessati, come in una vera e propria gara tra imprese ed il risultato è che ci saranno degli esclusi che avranno dedicato inutilmente impegno, tempo e denaro per restare a mani vuote. 3 Il testo deliberato dalla Giunta prevede che la coltivazione si possa fare o in terra riportata al di sopra del suolo consegnato dal Comune oppure in cassoni contenenti la terra di coltivo, lasciando per il transito il suolo originario. Quindi se si pensa che occorrono circa 50 cm (che dopo l’assestamento diventano circa 30) per coltivare, essendo 25.000 mq la superficie complessiva dei 9 siti, si tratterà di portare 12.500 mc di terra di coltivo. E poiché un piccolo autocarro adatto a fare questo lavoro ne trasporta 2 in un viaggio, ci vorranno 6.250 viaggi di autocarro. E chi li paga? e dove la prendiamo la terra di coltivo? Nei cantieri della BreBeMi? 3 I cittadini che hanno letto la notizia di questa iniziativa vorrebbero mettersi in lista per avere un orto, per partecipare alle associazioni ammesse, magari ad una di quelle che sarà assegnataria dell’area più vicina a casa per evitare di andare in macchina all’orto.E come fa? A chi si rivolge? Dove trova questa associazione? La deve fondare per caso lui con i suoi amici? E quindi quante associazioni concorreranno per un unico lotto? E se non è in grado di predisporre il progetto che viene richiesto? E se nessuno si fida a dargli i soldi per cominciare? E come restituirà i soldi spesi se non avrà la concessione perchè battuto da un altro gruppo concorrente?
    Devo continuare o basta così? Perchè poi si parla di pozzi di prima falda, ma sanno quanto costa realizzare un pozzo di prima falda e quanti documenti si devono produrre agli uffici della Provincia di Milano? E quanto tempo ci vuole? E chi fornirà la corrente per le pompe se il terreno non è vicino ad una linea elettrica? E come si può avere la corrente se la legge 47/85 e seguenti obbliga ad avere preventivamente una concessione edilizia?

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