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Per arrivare sano alla meta impara a correre nel modo giusto

Gianluca Canzi, responsabile del Centro Ortopedico di Milano utilizza una tecnologia all'avanguardia a misura di runner: ecco di cosa si tratta e perchè è molto utile

Francesca Tozzi
9 febbraio 2012

Gianluca CanziTutti vogliono correre ma non tutti si avvicinano a questo sport nel modo corretto. Fra scarpe sbagliate, allenamenti eccessivi, stili di corsa “sbilenchi” e pessimo uso della leva piede, ci si ritrova spesso a fare i conti con problemi muscolari e articolari senza aver portato a casa grandi risultati. Lo sa bene Gianluca Canzi, tecnico ortopedico specializzato nei problemi dell’appoggio del piede e responsabile del Centro Ortopedico di Milano, che da quando aveva vent’anni si occupa di “estremità”, ne ha trattato circa 60 mila paia nel corso del suo lavoro e in circa 15 mila casi si è servito di una tecnologia all’avanguardia, l’F-Scan, che consente di monitorare al computer la camminata e la corsa per analizzarne le dinamiche, rilevarne le anomalie e andare a correggerle in modo mirato. Grazie a questa nuova strumentazione, di cui il Centro Ortopedico si è dotato per primo a livello europeo, è possibile aiutare il runner dalla scelta della calzatura fino alla correzione delle anomalie nella supinazione e pronazione. La cultura, però, come spesso accade, non segue la tecnologia.

Quanto contano le giuste informazioni ortopediche

 

Quanti runner professionisti o amatoriali si rivolgono a lei?

Sport TennisSecondo me ancora troppo pochi. Oggi rispetto a venti anni fa ci si avvicina alla corsa con un atteggiamento meno qualunquista grazie alle molte riviste specializzate e alle informazioni presenti anche sul web. Non c’è più il Forrest Gump che prende e parte. Le persone un minimo di cultura sportiva ce l’hanno. Spesso, però, le informazioni raccolte non sono precise, sono frammentarie, confuse, l’approccio insomma dovrebbe essere più scientifico. Per correre seriamente e serenamente senza aver problemi di strappi muscolari e infortuni vari è importante essere controllati e guidati da tutti i punti di vista, alimentare, meccanico, radiografico e osteopatico perché la performance sia possibile. Correre una mezza maratona non è molto impegnativo ma affrontare una maratona senza la giusta preparazione può essere pericoloso.

Può farci un esempio di questo approccio multidisciplinare?

Io spesso ho collaborato a progetti che prevedevano più figure di specialisti. Uno di questi, per esempio, portato avanti con Isokinetic, un importante centro internazionale per la riabilitazione ortopedica e sportiva, si chiamava Dai Navigli al Central Park ed era appunto dedicato a chi voleva avvicinarsi alla corsa in maniera più scientifica. L’abbiamo fatto nel 2010 per portare poi la gente a fare la maratona di New York nel 2011. Abbiamo preso dei campioni di persone senza patologie ma con caratteristiche diverse e li abbiamo seguiti dal punto di vista alimentare, fisiologico e meccanico. I fisiatri hanno controllato lo stato di forma iniziale e i livelli di lattato e hanno valutato i margini di miglioramento legati a un allenamento specifico e mirato. La squadra era completata da un osteopata e da un esperto in alimentazione. Io mi sono occupato della parte meccanica: studiavo l’anatomia del piede, valutavo l’appoggio durante la corsa e controllavo che non ci fossero problemi di assetto, partendo sempre dal consiglio di una calzatura adeguata e proseguendo con la correzione di eventuali problemi.

Come individuare la scarpa più adatta

 

La scelta della calzatura di solito avviene in modo inconsapevole: vai in un negozio di scarpe e ti fai consigliare. È cosi?

La tendenza è quella di comprare i modelli alla moda senza pensare alle proprie reali esigenze. Ci sono dei negozi specializzati dove si certa di capire come cammina e corre il cliente per dargli la calzatura più adatta ma in generale l’industria lancia nuovi modelli di calzature sempre più performanti e trendy, capaci sulla carta di ovviare ad ogni problema. In realtà ogni piede è diverso: il consiglio va personalizzato indicando al runner la calzatura che è più idonea per il suo tipo di piede dal punto di vista dell’appoggio e della morfologia.

Ma l’aspirante runner magari non conosce le caratteristiche del proprio piede…

Infatti. Per questo deve raccogliere prima informazioni più precise. È una parte importante del nostro lavoro. Non controlliamo e trattiamo solo persone con problemi ma usiamo gli strumenti di analisi a nostra disposizione, come quelli per la lettura computerizzata del cammino, per indicare il tipo di calzatura più adatta e risolvere eventuali problemi di assetto con la realizzazione di un plantare ad hoc che consentirà al runner di godersi la corsa, migliorare i risultati e non avere problemi dopo.

Come avviene l’analisi computerizzata del cammino?

F-Scan - Forze esercitate dal piede nella scarpaGrazie a un sistema che si chiama F-Scan, capace di valutare le forze esercitate dal piede nella scarpa. Il sistema riproduce infatti le pressioni della pianta di ambedue i piedi usando un sensore, sottile come un foglio di carta  e dotato di 960 punti di percezione distribuiti sull’intera superficie plantare, da sistemare all’interno della scarpa dell’atleta. Lunghi fili collegano il sensore al computer che elabora i dati con un campionamento continuo di 100 volte al secondo mentre lui cammina, corre e salta. Queste informazioni vengono poi tradotte in grafici e immagini che servono a studiare il tipo di appoggio del piede, le modalità dinamiche di interazione con la calzatura ed eventuali anomalie. Il sistema consente, se necessario, di realizzare un plantare personalizzato a partire dai dati raccolti e di verificarne la funzionalità.

I consigli per una camminata corretta

 

Che novità ha portato l’adozione di questo tipo di tecnologia?

Camminata correttaDiciamo che fino ai primi anni ‘90 non si sapeva esattamente come funzionava anatomicamente un piede. Questa strumentazione all’avanguardia ha consentito all’ortopedia podologica di fare notevoli passi avanti; in Italia è stata testata nel 1991 dai bioingegneri dell’Istituto Don Gnocchi di Milano ma è stata creata negli Stati Uniti, a Boston nel Massachusset. Questa è la prima strumentazione che permette la visualizzazione degli appoggi del piede all’interno della calzatura che sono i più importanti. Prima si usava una pedana su cui la persona camminava e correva a piede nudo ma ciò che conta è l’interazione fra il piede e la scarpa che ti consente di compiere il gesto atletico nelle migliori condizioni. Nessuno corre a piedi nudi. E poi il solo pensiero di andare a impattare un piede su una pedana non ti permette di correre in modo normale, fisiologico: ti cambia l’appoggio del piede nel momento in cui tu pensi come devi appoggiarlo. Come Centro Ortopedico siamo stati i primi a livello europeo a dotarci di questi nuovi strumenti, lavorando con il gruppo dei bioingegneri di Milano guidati dal dottor Viganò che aveva avuto la possibilità di studiare negli Stati Uniti e l’opportunità, grazie all’ingegner Rodano, di avere a disposizione le prime macchine e fare i primi test in bioingegneria. Quella del Don Gnocchi è sempre stata all’avanguardia dal punto di vista della ricerca.

Come è andata all’inizio?

Questa soletta dotata di sensori ci ha permesso in un primo momento di visualizzare circa 12 secondi di cammino e di fare anche delle valutazioni su tapis roulant. Poi la tecnologia si è evoluta molto aumentando la lunghezza dei cavi, la precisione dei risultati e i tempi fino a visualizzare circa un minuto e mezzo di corsa. Ormai la stiamo usando da vent’anni. Adesso è possibile fare a meno dei fili e delle scatolette che immagazzinano dati. È l’ultima evoluzione di questa tecnologia: la radiofrequenza, con la quale si possono fare più agevolmente le valutazioni all’esterno in tutti gli sport, a partire dalla corsa outdoor. Non dimentichiamo però che da sola la tecnologia non è sufficiente. Ci vogliono competenze mediche e ortopediche di alto livello e molta esperienza per poter tradurre correttamente i dati e i grafici in soluzioni pratiche ed efficaci per i runner. E non dimentichiamo il buon senso. Tutto nella corsa, dal gesto atletico alla scelta della calzatura, va fatto con consapevolezza e affidandosi al consiglio di tecnici ed esperti.

 

 

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