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Anche in Svizzera arriva la prima funivia a energia solare

Nel paese che conta oltre 1700 teleferiche, l'impianto di Staubern tra i cantoni di San Gallo e Appenzello, è l'unico alimentato ad energia solare

19 aprile 2018
svizzera, funivia, energia solare

La prima funivia a energia solare svizzera è quella di Staubern e porta su e giù 8 passeggeri, Foto: Friedrich Böhringer, creative commons

Se ne parla poco, ma la svolta in chiave sostenibile è già in atto. Le funivie alimentate grazie all’energia solare sono già una realtà sulle Alpi. L’ultima per cui è stata annunciata la svolta è quella di Staubern, che collega la montagna che sorge tra i cantoni svizzeri San Gallo e Appenzello Interno alla valle del Reno. Il piccolo impianto di risalita, con una capacità di otto persone, viene descritto come uno dei prossimi modelli di turismo a misura d’ambiente. La piccola cabina farà su e giù grazie all’energia prodotta dai pannelli solari posizionati nelle stazioni di partenza e di arrivo e stoccata in batterie grazie alle quali il funzionamento del mezzo sarà sempre garantito: indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

UN ESPERIMENTO ANALOGO ANCHE SUL MONTE BIANCO – Quella svizzera è soltanto l’ultima mossa che segnala una svolta in corso già da un paio d’anni. Risale al 2015 infatti la scelta di rendere «green» il ben più complesso impianto di risalita che collega Pontal d’Entrèves (Courmayeur) a Punta Helbronner. Il tutto nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente, grazie a celle in grado di resistere anche ad alta quota. L’impianto comprende una serie di strutture integrate, materiali ad alto isolamento e pompe di calore per la realizzazione dei sistemi di riscaldamento. I sistemi fotovoltaici sono stati installati da un’azienda italiana, la EnergyGlass, nelle due stazioni funiviarie di Pontal d’Entrèves (base) e di Punta Helbronner. Per rispettare lo straordinario valore naturalistico dell’area, il progetto ha puntato sul contenimento dell’impatto ambientale e dei consumi energetici. La sfida principale consisteva nel riuscire a coprire il fabbisogno energetico di una stazione d’alta quota come quella di Punta Helbronner. Per questo sono stati sviluppati dei pannelli solari in grado di generare il massimo della potenza anche in condizioni estreme. Queste ultime, unite alla rarefazione dell’aria hanno inoltre richiesto l’istallazione di un triplo strato vetri più resistenti e uno studio approfondito sulle dimensioni e sulla configurazione dei generatori fotovoltaici.

Twitter @fabioditodaro

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