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Minni: il sistema targato Enea per controllare lo smog

Misurare i risultati dei provvedimenti per la qualità dell’aria è il primo passo per mettere in atto efficaci piani antismog. Per questo l'Enea ha ideato un progetto per il controllo dei dati sull'inquinamento: si chiama Minni e si basa su un aggiornamento continuo e in tempo reale dei dati raccolti

Francesca Tozzi
22 aprile 2013

L’inquinamento atmosferico è un’emergenza nazionale con un alto impatto sulla salute. Mettere in atto piani antismog che vanno dall’incentivo alle rinnovabili e alla mobilità sostenibile fino ai vari progetti di pianificazione urbana e riduzione del traffico è una buona cosa ma inutile nel momento in cui non si è in grado di monitorarne i risultati.

Ecco perché l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha ideato un progetto per il controllo dei dati sull’inquinamento, che si basa su un aggiornamento continuo e in tempo reale dei dati raccolti. Si chiama MINNI, Modello Integrato Nazionale a supporto della Negoziazione Internazionale, ed è un sistema modellistico che permette di valutare l’efficacia dei provvedimenti per la qualità dell’aria, sia a livello nazionale che regionale. Basato su una metodologia riconosciuta a livello internazionale, consente all’Italia di partecipare ai negoziati internazionali con un proprio sistema di valutazione scientifica per studiare i fenomeni di inquinamento e le azioni da attuare per la loro riduzione. Si tratta quindi di un sistema in grado di rappresentare le peculiarità del nostro Paese dal punto vista meteorologico, geografico e produttivo, con valutazioni sull’inquinamento atmosferico e sulle sue cause, sull’impatto sulla salute umana e sugli ecosistemi, e sull’azione di degrado sul nostro patrimonio artistico e culturale.

MINNI prevede un aggiornamento continuo ed è composto da due sistemi, il sistema modellistico atmosferico-Sma, in grado di simulare i processi chimico-fisici in atmosfera e di simulare le concentrazioni dei principali inquinanti, e lo strumento di analisi Gians-Italia, in grado di elaborare scenari relative alle emissioni e all’impatto degli inquinanti in atmosfera, nonché di analizzare i costi delle misure di risanamento della qualità dell’aria.

Nel corso del 2012 questo sistema ha contribuito alla positiva conclusione del processo negoziale per la revisione del protocollo di Goteborg, fissando le percentuali di riduzione delle emissioni da conseguire entro il 2020.

Foto di steven.buss/flickr

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