Wise Society : Discoteche e locali sì, ma solo se ecosostenibili
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Discoteche e locali sì, ma solo se ecosostenibili

Al via il progetto Green Night, una serie di iniziative per ridurre l'impatto ambientale dell'industria del divertimento

Francesca Tozzi
27 aprile 2012

Facciamo la raccolta differenziata, lasciamo la macchina nel box per non inquinare e poi andiamo in un locale a maltrattare l’ambiente. Ovviamente, senza saperlo né volerlo. Sono 45.000 le tonnellate di anidride carbonica emesse da concerti, festival, performance organizzati in un anno in Italia, pari al consumo medio annuo di 6.000 famiglie di tre persone o di 22.000 auto che percorrono ciascuna 10.000 chilometri. A questi numeri vanno ad aggiungersi il consumo di risorse naturali, di materie prime e la produzione, spesso massiccia, di rifiuti.

Proprio per diminuire l’impatto ecologico dell’industria del divertimento, a cominciare dai locali notturni, è nato il progetto Green Night, ideato dal Centro Antartide di Bologna, da 20 anni attivo sui temi della comunicazione ambientale, con la collaborazione di Legambiente Reggio Emilia, WWF Rimini, coop Il Millepiedi, Dualica e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. Per esempio, illuminazione e amplificazione, che sono fra i principali consumi energetici, scenderebbero del 60% passando ai led e al digitale. Lo smaltimento di rifiuti di una serata di concerto produce le stesse emissioni di un’auto che percorre 6.500 km ma questi si riducono a meno di un quinto se si fa la raccolta differenziata e si utilizzano bicchieri e piatti biodegradabili.

Gli interventi proposti da “Green Night” ai locali vanno in questa direzione e sono riassunti in uno specifico protocollo al quale i locali possono aderire con vari livelli di impegno e di cambiamento. Il punto di partenza sono sicuramente gli interventi che permettono di ridurre i consumi di acqua, come l’installazione dei riduttori di flusso, ed energia, con l’installazione di sistemi di illuminazione a basso consumo. L’utilizzo di energia certificata verde, cioè proveniente da fonti rinnovabili, è auspicabile ma anche il menù è una variabile importante per contenere l’impatto ecologico di un locale: l’utilizzo di cibi a km zero limita i costi ambientali associati al trasporto degli alimenti mentre le portate vegetariane a parità di calorie fornite richiedono meno risorse per essere prodotte rispetto alla carne. Per maggiori informazioni sull’iniziativa e gli eventi collegati www.greennight.it

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