Wise Society : Piccoli orti (urbani) crescono
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Piccoli orti (urbani) crescono

Addio gerani e bouganville. Adesso su balconi e terrazze si raccolgono melanzane e pomodori e qualcuno riesce persino a fare il compost. La passione per l'agricoltura "da città" è sempre più diffusa anche in Italia. Perchè riconcilia con la natura e con il ciclo virtuoso della produzione alimentare. Facendoci recuperare il valore del cibo

Sabrina Sciama
26 aprile 2011

Campagnamica

La ritrovata passione per la semina e la cura di piante alimentari in un piccolo orto o sul balcone è il segnale forte del desiderio di riavvicinarsi alla  natura e ai cicli di produttività della  terra, soprattutto da parte degli abitanti delle grandi città. Riscoprendo il gusto  “terapeutico” e costruttivo della manualità e superando il distratto e irrazionale atteggiamento di consumo e spreco di cibo.

Al moltiplicarsi di tante iniziative illustri – dall’orto di Michelle Obama in poi – e di altrettanti progetti individuali e collettivi, si affianca anche un vero
e proprio boom di manuali, libri, siti, blog, e forum
dedicati all’argomento.

Consigli alla portata di tutti: in libreria e online

Fra le ultime novità editoriali Urbi et Orti. L’orto urbano: manuale di coltivazione ecologica su balconi e terrazze di Josep M.ª Vallès ( Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri). Il libro è pensato e scritto per chi vive in città e vuol coltivare sui piccoli spazi esterni dei propri appartamenti frutta e verdura, tenendo sotto controllo i parassiti e, volendo, imparando anche a produrre compost. Partendo da zero e senza nessuna competenza specifica. «Tutti i consigli contenuti nel libro sono il risultato di molti anni di pratica agricola su una terrazza di Santa Coloma de Farners (provincia catalana di Girona) il che garantisce l’assoluta possibilità di applicare realmente quanto esposto in queste pagine», racconta l’autore.

Anche in Rete si possono trovare moltissime informazioni e approfondimenti. da www.ortiurbani.it (attrezzature, consigli, notizie) a www.antikaofficinabotanica.it (difesa e cura dell’orto), ma anche: www.arcoiris.it (sementi), www.agribionotizie.it (consigli e notizie), www.giardinaggio.it/orto/paginizorto.asp (consigli e notizie), www.greenme.it/abitare/orto-giardino (hi tech, notizie e consigli).

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E sempre nel Web (www.effettoterra.org sportello di supporto ai consumi sostenibili ed eco-compatibili) si scopre che la passione di coltivare verdura e frutta su terrazzi e i balconi coinvolge quasi quattro italiani su dieci, che negli Stati Uniti l’orto in terrazzo sta appassionando l‘upper class con insalate e pomodori coltivati anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston. Tanto che, già nel 2008, Burpee Seeds, la più grande azienda americana di sementi, ha venduto il doppio rispetto all’anno precedente, proprio grazie a questa nuova dilagante passione.


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Anche nel nostro Paese, la corsa agli orti è sempre più veloce e coinvolge settori pubblici e privati ma anche diverse figure professionali. Come l’entomologo dell’Università di Bologna, Gianumberto Accinelli, fondatore del progetto Eugea (Ecologia Urbana Giardini e Ambiente) che attraverso il sito dell’associazione (http://www.eugea.it/) spiega il suo pensiero «Proponiamo una diversa visione del verde: vorremmo che le persone non considerassero più il terrazzo come una stanza da arredare con “piante-mobili”, ma un piccolo ecosistema che da una parte contribuisce al recupero ambientale e dall’altra dona la possibilità di stupirsi della meraviglia della natura».

Merita una segnalazione il WWF che nel gennaio 2011 ha presentato il progetto Rotaie Verdi” sulla falsariga della High Line di New York (www.thehighline.org). Tra gli scopi del progetto contribuire ad aumentare la fruibilità di aree verdi da parte dei cittadini, favorire la riqualificazione del paesaggio storico urbano e il restauro dell’archeologia industriale e ferroviaria, secondo standard elevati di risparmio energetico.

Gli orti di Slow Food

In prima fila sulla questione anche Legambiente che, nel Lazio, già a novembre 2008 aveva lanciato, insieme all’assessorato all’Agricoltura della Regione, la proposta di realizzare 100 orti urbani entro un anno, all’interno delle aree regionali protette. Non da meno l’associazione SlowFood con l’iniziativa “Orti in Condotta” (progetto di educazione alimentare e ambientale nelle scuole) avviato fin dal 2004; proprio i bambini e le loro comunità sono anche al centro del progetto “1000 orti per Africa”, iniziativa nata qualche anno fa da un’idea di Carlo Pettini, presidente di Slow Food e rilanciata quest’anno durante il quarto meeting di Terra Madre a Torino.
L’obiettivo è la realizzazione di 1000 orti in tutta l’Africa (nelle scuole, nei villaggi, nelle periferie delle città) in collaborazione con le comunità del cibo presenti sul territorio. Dal kenya A Capo Verde, dal Senegal alla Tanzania, con lo scopo finale di raggiungere la sovranità alimentare nel Continente e aiutare i contadini locali a non perdere le loro tradizioni agricole. Tra i progetti già avviati quelli con 17 scuole in Uganda e  una cooperativa di donne contadine in Costa d’Avorio. Per sostenere l’iniziativa Slow Food e fondazione Terra Madre hanno messo in atto molte iniziative tra cui la mostra Volti di Terra Madre del fotografo Mauro Vallinotto, alla libreria Bibli di Roma (via dei Fienaroli 28, fino al 27 marzo). Chiunque, acquistando una foto, potrà contribuire al progetto cui sarà devoluto l’intero ricavato dell’esposizione.

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