Wise Society : Green Economy, le proposte di Assovetro per una “differenziata” di qualità
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Green Economy, le proposte di Assovetro per una “differenziata” di qualità

Già oggi tutte le bottiglie sono realizzate con oltre il 70% di materiale riusato, con punte del 90-95%

Ilaria Lucchetti
23 gennaio 2013

foto di James Cridland/flickrUn eco-riconoscimento, o marchio ambientale, da assegnare a quei contenitori nati da percentuali elevate di materiale riciclato. E una raccolta del vetro più “raffinata” di quella attuale, fatta per colore.

Sono le due proposte fatte da Assovetro in materia di Green Economy, per un percorso più deciso verso la sostenibilità ambientale: «Il riciclo del vetro – ha detto Giuseppe Pastorino, presidente della sezione vetro cavo dell’associazione aderente a Confindustria – è il miglior esempio di economia sostenibile perché il vetro è un materiale riutilizzabile al 100% ed è capace di mantenere inalterate le qualità iniziali. Purtroppo però le raccolte differenziate sono troppo spesso di qualità scadente. È necessario quindi sviluppare e sostenere la raccolta monomateriale di imballaggi in vetro, che permette il più ampio riciclo, e incentivare la raccolta di vetro per colore, che in Italia ha visto solo sperimentazioni a Verona e in Versilia. L’industria, proprio per far crescere l’utilizzo del rottame, sta svolgendo il suo ruolo, sviluppando tecnologie in grado di separare per colore i frammenti di vetro direttamente negli impianti di trattamento»

Il riutilizzo di questo materiale per la produzione di nuovi contenitori offre molti vantaggi ambientali. Eccone alcuni:

– una maggiore efficienza produttiva, infatti usando 100 Kg di rottame riciclato si ricavano 100 Kg di prodotto nuovo, mentre sono necessari 120 Kg di materie prime per ottenere 100Kg di nuovo prodotto;

– un minor consumo di energia. Nel rottame di vetro sono già avvenute una serie di reazioni e quindi la temperatura di fusione del rottame è inferiore a quella richiesta per la fusione di materie prime minerali;

– una riduzione delle emissioni in atmosfera. Il minor consumo di energia si traduce in più basse emissioni di CO2, circa 2 milioni di tonnellate in meno all’anno.

 

 

 

 

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