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Elisabetta Furlan: lo yoga, per i bambini, è benessere. E scuola di vita

La maestra romana che da trent'anni insegna, con passione, questa pratica ai più piccoli, racconta che sono loro gli allievi migliori: attenti, aperti, ricettivi. E che proprio in giovanissima età si possono ricevere i migliori benefici a livello fisico e psichico. E anche formativo. Utili anche quando si diventerà adulti

Lia del Fabro
14 luglio 2011

Elisabetta Furlan, maestra yogaSi dedica all’insegnamento dello yoga ai più piccoli, con immutato entusiasmo, da trent’anni. Insieme al marito Giorgio, Elisabetta Furlan è maestra presso l’Accademia Yoga di Roma, la prima scuola di questo tipo fondata nella capitale nel 1969. In questi anni il suo impegno e le sue energie sono state destinate tutte alla diffusione e conoscenza di questa pratica tra i bambini. Per questo ha scritto libri con un taglio accattivante e divertente, destinati proprio a un pubblico di giovanissimi, come Yogando a scuola (Babaji, 2004), Yoga libera tutti (Salani, 2004), Giochiamo con lo yoga (Edizioni Mediterranee, 1991, ultima edizione 2008) tradotto in diverse lingue e arricchito di un DVD per imparare gli esercizi.

 

Perché lo yoga è adatto anche ai più piccoli?

Perché si tratta di una disciplina che riguarda la conoscenza dell’essere umano e ai bambini dovrebbero essere insegnati anche il valore e la consapevolezza del proprio corpo.

Quali sono i vantaggi fisici?

È una ginnastica che aiuta a mantenere nella crescita, il corpo forte, la spina dorsale dritta, a garantire flessibilità perché i bimbi non sono tutti sciolti allo stesso modo, e a migliorare lo stato di salute generale. Con lo yoga s’impara a respirare perché in Occidente i bambini già a un anno respirano spesso con la bocca aperta e questo aumenta la possibilità di infezioni come riniti e mal di gola. Insegnando la respirazione lenta, i bambini in pochi mesi riescono a praticarla spontaneamente in modo completo con grandi vantaggi. Lo yoga, attraverso l’estensione armonica dei movimenti, non trascura, come la ginnastica occidentale che valorizza solo il muscolo, tendini e legamenti e il ragazzo che lo ha praticato da bambino non avrà grossi problemi di articolazioni. Lo yoga favorisce anche un buon successo nella pratica degli sport: il personal trainer di yoga è utilizzato da molti sportivi come ballerine, nuotatori, tennisti e calciatori.

I bambini con la maestra nella posizione del cane

E i vantaggi a livello psichico?

Poiché la mente regola il processo neurovegetativo del corpo, lo yoga è adatto anche nel caso di problematiche legate a emotività, insonnia, mal di pancia, disturbi di natura psicosomatica. Oggi i piccoli sono sottoposti a molti impulsi esterni, soprattutto sul piano visivo, con una ricezione immediata e forte dal punto di vista emotivo, che può portare alla perdita di concentrazione e di calma e al subentrare di pensieri oppressivi, attacchi di ansia, angoscia, paure e fobie anche in età precoce. Attraverso le tecniche di  rilassamento in termini di sogno e di visualizzazione di immagini positive, i bambini si riequilibrano sul piano fisico e mentale.

Posizione dell’albero insieme alla mammaPossono farlo tutti i bambini?

Dai tre ai novanta anni tutti possono praticare lo yoga E poi le tecniche dello basilari si possono adattare per tempi e modalità a ogni singolo individuo e quindi anche ai bambini. Non ci sono limiti: come insegnante ho avuto allievi con sindrome di down, paraplegici, sordomuti e con manifestazioni comportamentali di ripetitività nella gestualità, autistici. Ogni piccolo può ricavare da questa pratica un benessere fisico e mentale.

A che età si può iniziare?

Intorno ai tre o quattro anni, anche se dipende molto da come i bambini sono stati cresciuti. Se sono molto vivaci vanno inseriti gradualmente e con attenzione nel gruppo, perché spesso si tratta non tanto di iper-attività ma di inquietudine, cioè di problematiche energetiche o interiori espresse in modo non corretto e che non vanno represse, ma solo ben incanalate.

 

Ci spiega come si svolge una lezione?

Mi baso sul metodo tradizionale, che si rifà a cinquemila anni fa, perché non esiste un modo moderno di praticare yoga. Per assimilarne il beneficio profondo il bambino deve praticare le posizioni in modo corretto. Un’applicazione terapeutica equilibrata parte dallo scioglimento articolare, con ripercussioni positive sulla colonna vertebrale e di conseguenza sul sistema nervoso. Con i tre movimenti dell’estensione, inarcamento e rotazione si ha una profonda sollecitazione di tutta la colonna vertebrale e si lavora per prevenire le potenziali deviazioni che possono insorgere nel portamento. Del resto la ginnastica correttiva occidentale si rifà a molte posizioni dello hata yoga. Importanti sono poi gli esercizi per la respirazione completa con il naso e il coinvolgimento addominale, toracico e clavicolare per imparare la corretta respirazione. Inserisco una posizione di equilibrio che, se mantenuta anche per pochi secondi, agevola concentrazione, attenzione, forza di volontà, memoria. La lezione termina con le dinamiche spazio-tempo, che sono divertenti e che favoriscono il coordinamento motorio e lo sviluppo equilibrato e armonico dei due emisferi del cervello. E nel tempo il controllo del sistema nervoso involontario.

 

Quali sono gli insegnamenti che cerca di trasmettere ai suoi allievi?

Cerco di far comprendere ai bambini, dando loro consapevolezza, che i valori – amore, pace, verità, non violenza – esistono e che sono dentro di noi.  All’inizio e alla fine della lezione gli allievi, seduti in cerchio, sono tutti fratelli e sorelle, non c’è il mio o il tuo, ma solo una grande famiglia al di là del concetto del ristretto nucleo familiare. Unendo le mani in mudra, in quello che chiamiamo “anellino”, idealmente diamo vita a un anello più grande che abbraccia tutti i bimbi del mondo creando solidarietà mentale e energia vitale che, attraverso la recita dell’om e dello shanti, invia armonia e pace a tutti. È il significato della non violenza, nel senso di fermare il male prima che avvenga, affrontandolo.

I bambini nella posizione del loto

 

I bambini come rispondono?

Sono bravissimi  e appassionati, perché percepiscono l’energia del loro corpo. Negli ultimi quattro, cinque anni ai miei corsi arrivano sempre più spesso piccoli pieni di rigidità interiori che hanno bisogno di calma profonda e anche di amore, inteso non come gratificazione e permessivismo, ma come consapevolezza di sé. Nelle grandi scuole yoga dell’India dove sono stata, ho imparato che l’insegnante, senza mai interferire sulla crescita e valutando sempre con positività ciascun bambino, deve aiutarlo a sviluppare le sue capacità interiori  all’interno di un gruppo dove si confronta con i limiti, che sono solo blocchi momentanei, di altri coetanei. Sono dei semi gettati nel cuore dei nostri figli questi dello yoga che non si perdono ma che, più avanti nel tempo, da ragazzi o adulti possono essere recuperati magari in momenti difficili della vita.

Questa attività trentennale di insegnamento e contatto con i bambini che cosa le ha lasciato?

Tantissimo, tutto. Insegno anche agli adulti, alle gestanti e agli anziani. Ma il mio dharma, la mia missione sulla terra, è insegnare ai bimbi, come mi è stato detto trenta anni fa da alcuni maestri in India. Non devo fare alcuno sforzo perché di loro apprezzo la sincerità,  la purezza, la ricettività, l’apertura mentale e sono i miei alunni più progrediti perché imparano tutto velocemente. Sono energetici e ricettivi, capiscono l’essenza dello yoga e le possibilità di appagamento in termini di flessibilità fisica, di sentimenti, di emozioni e di energia che ne ricevono.

In visita alla casa del Maestro yoga Paramahansa  Yogananda  a Calcutta

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2 risposte a Elisabetta Furlan: lo yoga, per i bambini, è benessere. E scuola di vita

  1. Anna Maria Zullo

    Ciao Elisabetta, sono appena stata promossa come insegnante di Ashtanga yoga di I e II livello. Mi ricordo molto bene all’inizio quando dovevo riempire la domanda d’iscrizione c’è perchè vuoi diventare un insegnante di yoga? Io scrissi che volevo insegnare yoga ai bambini, ragazzi perchè è da qui che si comincia a mettere le buona fondamenta e in questa società i ragazzi sono stressati già all’età di tre anni. Mi sono imbattuta in questo articolo e mi si è illuminata la vera ragione per cui avevo deciso di fare questo percorso. Non me lo sono dimenticata ma non sò se la mia preparazione sia adeguata ai ragazzi, ci sono sicuramente accorgimenti e metodi per rendere tutto semplice e sopratutto non inusuale. Per i ragazzi tra i 14 e 16 anni lo scoglio è difficile. Come mi consigli di affrontare questo percorso?? Tanti complimenti ancora , ciao Anna

  2. che bell’articolo! sono un insegnante di hatha yoga e da un pò di tempo penso che voglio iniziare con i bambini…il tuo articolo mi ha ispirato! aggiungerò questa attività nel mio studio!

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