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Gruppo Mossi Ghisolfi
Multinazionale chimica

Il Gruppo Mossi Ghisolfi (www.gruppomg.com), fondato nel 1953 da Domenico Mossi e Vittorio Ghisolfi, è una multinazionale del settore chimico all’avanguardia mondiale nello sviluppo di tecnologie sostenibili, con sede a Tortona (AL).

Le attività del Gruppo fanno capo a due principali aree di business:
– produzione di PET/PTA (utilizzate per la realizzazione di bottiglie in plastica per alimenti) e le relative attività di ingegneria; questa area di business è coordinata M&G Chemicals con sede in Lussemburgo.
– Engineering e Ricerca & Sviluppo nella chimica sostenibile per la produzione di composti (come i biocarburanti di seconda generazione) derivanti da biomasse non alimentari; in quest’area operano in particolare Biochemtex e Beta Renewables, con sede in Italia.

Il Gruppo Mossi Ghisolfi nel 2013 ha conseguito un fatturato di 2,7 miliardi di dollari, con 2.000 dipendenti e circa 250 ricercatori. Il Gruppo opera in USA, Brasile, Messico e Italia ed è presente con attività di engineering in Cina, India e USA. Negli ultimi 5 anni il Gruppo ha investito 200 milioni di dollari in R&D. Il Gruppo ha sviluppato più di 1000 brevetti e ha assunto più di 200 persone negli ultimi 4 anni.

Impegno nella ricerca

L’innovazione è nel Dna della M&G che ha dato vita negli anni a una serie di acquisizioni strategiche che le hanno consentito di diversificare il proprio business. L’impegno sociale del Gruppo si concretizza innanzitutto nei forti investimenti in Ricerca & Sviluppo per la messa a punto, in campo energetico, di tecnologie il più rispettose possibili dell’ambiente.

Fra le acquisizioni più strategiche in tale ambito quella del 2004 di Chemtex International Inc., acquistata dalla Mitsubishi Corporation, che ha permesso al Gruppo di entrare nel business della progettazione e realizzazione di impianti legati alle nuove fonti energetiche.

Chimica sostenibile

Biochemtex (www.biochemtex.com) è una società leader a livello internazionale nello sviluppo e ingegnerizzazione di tecnologie e processi biochimici basati sull’utilizzo di risorse rinnovabili. In particolare, è stata sviluppata PROESA®, una tecnologia che ha richiesto un investimento di 150 milioni di Euro e sette anni di studi, e che consente di ottenere bioetanolo di seconda generazione e numerosi intermedi chimici a partire da biomassa lignocellulosica. Biochemtex sta sviluppando inoltre la nuova tecnologia MOGHI per la conversione della lignina – ricavata sempre da biomasse non alimentari – in bionafta e nei suoi derivati aromatici, largamente utilizzati in numerosi settori industriali. La società ha sede principale a Tortona (AL) e due Centri di Ricerca nelle sedi di Rivalta (AL) e Modugno (BA).

Beta Renewables (www.betarenewables.com) è una joint venture nata da un investimento di 250 milioni di Euro, tra Biochemtex, il fondo TPG e il leader mondiale della bio-innovazione, la danese Novozymes. Beta Renewables è proprietaria dello stabilimento di Crescentino (VC), dove è stata applicata su scala industriale per la prima volta al mondo la tecnologia PROESA® per la produzione di bioetanolo di 2. generazione.

Risparmio energetico

Fondamentale lo sviluppo di tecnologie innovative per i biocarburanti di seconda generazione che vede Crescentino, in provincia di Vercelli, giocare un ruolo di primissimo piano. Il nuovo stabilimento è il primo impianto al mondo di bioetanolo di seconda generazione e funziona tramite filiera corta: il processo produttivo, dalle aree di coltivazione fino ai centri di trattamento della materia prima, si svolge, infatti, nel raggio di una distanza massima di 40 km.

Elemento che, insieme con la riutilizzazione (anche qui, Crescentino è il primo impianto al mondo a farlo) della lignina, la parte cioè non trattabile della materia prima, come combustibile per gli impianti di generazione elettrica, consente un rilevante risparmio energetico e un abbattimento delle emissioni pari al 70 percento.

Attenzione all’ambiente

Un’alta sostenibilità ambientale insomma per questo stabilimento che completa il quadro di uno scenario in cui i biocarburanti di seconda generazione appaiono come una delle strade più promettenti per la progressiva sostituzione delle fonti energetiche fossili destinate ai trasporti, i quali da soli generano oggi il 25 percento delle emissioni di gas serra.

Crescentino ha una capacità produttiva a regime pari a 45 mila tonnellate annue, in grado di consentire un risparmio di 51 mila tonnellate di CO2 all’anno, pari all’impiego di 7 mila autoveicoli.

Largo ai giovani

La responsabilità sociale della Mossi & Ghisolfi si esprime anche attraverso vari progetti di valorizzazione dei suoi dipendenti, soprattutto i giovani, su cui si ha sempre investito e, nonostante la crisi economica globale, continua a investire: basti pensare, per esempio, che nel centro Ricerche di Rivalta Scrivia (AL) l’età media dei ricercatori, provenienti dalle più prestigiose università italiane e del mondo, è di circa 30 anni.

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Guido Ghisolfi