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Antonio Marras

Antonio Marras

stilista
Il raffinato designer della moda che ha rinnovato il concetto di "haute couture", è convinto che libertà, condivisione e dignità dell'uomo siano valori guida fondamentali, soprattutto in momenti di crisi. Perchè non si può essere in armonia con se stessi se non lo si è anche con gli altri
Il raffinato designer della moda che ha rinnovato il concetto di "haute couture", è convinto che libertà, condivisione e dignità dell'uomo siano valori guida fondamentali, soprattutto in momenti di crisi. Perchè non si può essere in armonia con se stessi se non lo si è anche con gli altri
Biografia
3 febbraio 2016
Antonio Marras proviene da Alghero, in Sardegna, dove è nato cinquant’anni fa e dove continua a vivere, nonostante sia diventato uno dei designer più conosciuti e interessanti dell’alta moda italiana, con uno stile inconfondibile e molto riconoscibile.

Suo padre è commerciante di tessuti, da giovane inizia così a lavorare nel negozio di famiglia. Nel 1987 è chiamato da una ditta romana a disegnare collezioni di prêt à porter e nel 1996 presenta a Roma la sua prima collezione che porta il suo nome. Nel marzo 1999 sfila a Milano per la prima volta, e da qui inizia a farsi conoscere, distinguendosi per la poetica e per i richiami al mondo dell’arte e della letteratura. Il suo stile è molto riconoscibile: si rifà in modo rigoroso all’artigianato della Sardegna senza cadere nel folkloristico, cura ogni dettaglio, sovrappone forme e colori.

I suoi vestiti ricordano costumi sardi rinnovati con il gusto della contemporaneità, dalle linee essenziali ma con grande ricchezza decorativa. Spesso utilizza e ricicla vecchie stoffe in un contrasto tra ricco e povero. Insieme alle grandi collezioni di alta moda, Antonio Marras continua a ideare, con le linee “Laboratorio” e “Serie Limitata”, abiti realizzati a mano da bravissime sarte e artigiane sarde, nella grande casa-laboratorio di Alghero.

Nel 2003 la grande occasione: è chiamato come direttore artistico della maison Kenzo di Parigi. Un’esperienza, che durerà sino al 2011, che vivrà rivendicando la scelta umana ma anche artistica e professionale di restare a vivere ad Alghero. Numerose le incursioni nell’arte, nella letteratura, nella poesia: il progetto “Trama doppia”, le mostre, “Llencols de aigua” con Maria Lai, “Uno più uno meno” con Claudia Losi, “Il Racconto della forma”, “Minyonies”, “Noi facciamo. Loro guardano” con Carol Rama, “ Les funerailles de la baleine” , “Corps exquis”, “Archivio provvisorio” per la Biennale di Venezia, “La cadia de ma xia” per il Settembre dei poeti di Seneghe e l’Auditorium della Musica di Roma e tante altre iniziative.

Di recente ha lanciato una collezione di mobili, privilegiando anche in questo caso il riuso di materiali, stoffe e oggetti e ha sfilato in un importante progetto organizzato da Najla Maatouk a Kuwait City.
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