Wise Society : Perché il Dna invecchia e come rallentare il suo declino?
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Perché il Dna invecchia e come rallentare il suo declino?

di Paola Greco - Fabio Restelli
17 Settembre 2025
SPECIALE : I segreti della longevità

Se le cellule sanno come rigenerarsi, perché invecchiamo e soprattutto come possiamo evitare che ciò avvenga? È da qui che parte un affascinante viaggio all'interno del nostro corpo e delle nuove prospettive della ricerca scientifica insieme con Fabrizio d'Adda di Fagagna, fra i massimi esperti mondiali della materia

 

Perché invecchiamo se le cellule sanno come rigenerarsi? E perché si consumano i telomeri, le strutture terminali dei cromosomi del nostro Dna, l’unica parte della cellula che, una volta danneggiata, non si può riparare? Da qui parte l’affascinante viaggio nella cellula insieme con Fabrizio d’Adda di Fagagna, biologo cellulare esperto nello studio dei processi di invecchiamento delle cellule incontrato in occasione del Milan Longevity Summit.

Nato a Udine, classe ‘66, d’Adda di Fagagna ha trovato il meccanismo molecolare responsabile del fenomeno noto come “senescenza cellulare”: un processo naturale di invecchiamento cellulare, attraverso il quale le cellule perdono la capacità di dividersi e replicarsi e si accumulano in una condizione di “dormienza”. Tra i suoi contributi più significativi c’è la scoperta del legame diretto tra il danno al Dna e l’innesco, appunto, della senescenza cellulare: questo processo infatti pare strettamente legato ai telomeri, le strutture terminali dei cromosomi che si accorciano ad ogni divisione cellulare.

Quando i telomeri raggiungono una lunghezza critica, scatenano una risposta di “danno al Dna” che blocca la proliferazione cellulare. Quando la cellula ferma la replicazione, entra in senescenza, attivando meccanismi dannosi per l’organismo: comincia infatti a secernere delle sostanze proinfiammatorie che, causando infiammazioni sistemiche, ci rendono maggiormente fragili ed esposti alle malattie. 

Perché rallentare l’invecchiamento del Dna?

In quest’ottica l’invecchiamento non è in sé una malattia, ma è il più alto fattore di rischio per tutta una serie di patologie estremamente importanti, legate, appunto, all’invecchiamento: malattie cardiovascolari, tumorali e neurodegenerative.

Fabrizio d’Adda di Fagagna ha recentemente sviluppato una terapia con approccio ad Rna, capace di spegnere quell’allarme molecolare che si accende quando i telomeri sono danneggiati e che causa l’invecchiamento cellulare, aprendo nuove prospettive per sviluppare terapie in grado di modulare la senescenza, rallentando l’invecchiamento e potenziando le difese contro le malattie tipiche dell’età avanzata.

Fabrizio d’Adda di Fagagna e il suo importante lavoro di ricerca

Fabrizio d’Adda di Fagagna dirige all’Ifom (Istituto Firc di Oncologia Molecolare) l’unita di ricerca Risposta al danno al Dna e senescenza cellulare; ha all’attivo diversi premi e riconoscimenti internazionali e oltre 40 articoli scientifici pubblicati sulle più prestigiose riviste specialistiche internazionali, quali Nature, Nature Cell Biology e Nature Genetics. Nel 2012 è stato nominato membro dell’Embo, la prestigiosa Organizzazione europea per la Biologia Molecolare. Sempre dal 2012 è anche Primo ricercatore del CNR di Pavia, dove dirige un laboratorio dedicato allo studio del mantenimento della stabilità genomica.

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Testi e Intervista: Paola Greco
Riprese e Montaggio: Fabio Restelli

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