Ce ne parla l'ematologo e ricercatore Roberto Mina dell'Università degli Studi di Torino, realtà molto impegnata nella sperimentazione dei trattamenti di nuova generazione
Il mieloma multiplo è un tumore del sangue che riguarda ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo e colpisce un tipo particolare di cellule del midollo osseo, le plasmacellule, provocando danni al tessuto osseo, creando delle lesioni focalizzate che portano allo sviluppo di fratture. Una patologia nei confronti della quale sono stati fatti negli ultimi anni molti passi avanti grazie alla ricerca e all’individuazione di farmaci di nuova generazione.
Ma quali sono i sintomi e quali sono i trattamenti più innovativi? Ce ne parla il dottor Roberto Mina, ematologo e ricercatore presso il Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università degli Studi di Torino, realtà molto impegnata nella sperimentazione di nuovi farmaci.
Cos’è il Mieloma multiplo
Il mieloma multiplo è una forma di cancro ancora poco conosciuta dal grande pubblico, ma che colpisce ogni anno migliaia di persone in tutto il mondo. Si tratta di un tumore del sangue che nasce nel midollo osseo, il tessuto spugnoso presente all’interno delle ossa, dove vengono prodotte le cellule del sangue.
In particolare, il mieloma multiplo coinvolge le plasmacellule, che, in condizioni normali, aiutano l’organismo a combattere le infezioni. Tuttavia, nel mieloma multiplo, le plasmacellule diventano cancerose, si moltiplicano in modo incontrollato e producono proteine anomale, dette proteine monoclonali o paraproteine.
Questa crescita incontrollata ostacola la normale produzione delle cellule del sangue, indebolendo il sistema immunitario, causando anemia, problemi di coagulazione e, spesso, danni alle ossa e ai reni.
Fra i sintomi, dolori ossei, stanchezza cronica, infezioni frequenti e livelli elevati di calcio nel sangue. Nonostante sia considerato una malattia ancora incurabile, il mieloma multiplo è oggi più gestibile e l’obiettivo è quello di renderla una malattia cronica, grazie a diagnosi precoce e terapie mirate come anticorpi monoclonali, immunomodulanti, Car-t, anticorpi bispecifici…).
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Intervista e testi: Vincenzo Petraglia
Montaggio: Fabio Restelli
