Il celeberrimo e visionario artista, candidato al Premio Nobel per la Pace 2025, ci conduce in un viaggio denso di significato (e di urgenze) fra iperconsumo, impegno per il pianeta e l'essere umano e un certo... "terzo paradiso"
Ci sono persone, grandi vecchi, nel senso più bello del termine, che non ti stancheresti mai di ascoltare, per la loro profondità, per la loro saggezza, per la loro visione. È quanto accade con Michelangelo Pistoletto, uno dei più celebri artisti italiani nel mondo, da sempre impegnato, tramite la sua arte, per un mondo più giusto, sostenibile, in pace.
Lo abbiamo incontrato in occasione della presentazione a Milano del progetto i “I temp(l)i cambiano”, un’opera imponente (alta 345 cm. e larga 320 cm., con un peso di circa 280 chilogrammi), realizzata con colonne doriche ottenute da cestelli di lavatrice, un fregio composto da serpentine di frigoriferi, una struttura inclinata che simboleggia il passaggio dall’era del progresso all’era del riciclo.
Un’opera voluta da Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che sarà visitabile gratuitamente per i prossimi tre anni nei Chiostri di San Barnaba a Milano e che ha lo scopo di sensibilizzare le persone verso un mondo più sostenibile e la necessità di cambiare paradigma, modificando le nostre azioni e trasformando in risorsa ciò che consideriamo rifiuto.
“Il riciclo non è solo un atto ecologico, è un gesto artistico e sociale”, spiega il Maestro Pistoletto. “Dare nuova vita a ciò che è stato scartato significa rimettere in circolo l’energia creativa. È un atto di responsabilità e di bellezza: trasformare il vecchio in qualcosa di nuovo, mantenendo memoria e aprendo al futuro”. Di questo e molto altro abbiamo parlato in questa intervista col grande e visionario artista. Di come l’educazione alla bellezza possa costruire la pace, non distruggerla, e di come l’arte rigenera il pianeta, senza consumarlo…

“I temp(l)i cambiano”, l’opera realizzata dall’artista Michelangelo Pistoletto che rimarrà esposta a Milano per tre anni (foto: VP)
Michelangelo Pistoletto, una vita per l’arte verso il Nobel per la Pace
Michelangelo Pistoletto, nato a Biella nel 1933, è una delle figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Dalla sua prima personale nel 1960 fino alle più recenti ricerche esposte nel suo Universario, l’artista ha costantemente superato i confini dell’estetica per intrecciare arte, società e trasformazione culturale.
Fondatore della “Cittadellarte” e ideatore del “Terzo Paradiso” – una visione di civiltà fondata sull’equilibrio tra natura e artificio – Pistoletto ha reso la sua pratica artistica uno strumento attivo di rigenerazione sociale, coinvolgendo comunità, istituzioni e nuove generazioni in processi creativi collettivi.
Questa traiettoria unica è alla base della sua candidatura al Premio Nobel per la Pace 2025, promossa dalla Fondazione Gorbachev e sostenuta da Nobel Italia. Una candidatura che riconosce il valore dell’arte come leva per la costruzione di un mondo più giusto e sostenibile, capace di sensibilizzare e unire culture diverse intorno ai temi della pace, dell’ambiente e della responsabilità collettiva.
Una candidatura che non è solo il coronamento di una carriera straordinaria, ma anche un impegno futuro, come lui stesso ha dichiarato, “per continuare a costruire ponti tra l’umanità e la sua speranza”.
Intervista e testi: Vincenzo Petraglia
Riprese e montaggio: Fabio Restelli

