Nei giorni dell’esame di Stato di quest’anno ha fatto molto discutere la scelta di alcuni studenti di sottrarsi, per protesta, alla prova orale della maturità, decidendo di non rispondere ad alcuna domanda della commissione, facendo scena muta. Ma cosa hanno voluto veramente dirci questi ragazzi con questo loro gesto plateale? Lo abbiamo chiesto a Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro, dove dirige l’équipe sulle dipendenze tecnologiche e la sezione adolescenti. Profondo esperto del mondo giovanile, Lancini è anche docente presso l’Università Milano-Bicocca e l’Università Cattolica di Milano ed è autore di diversi libri, tra cui “Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta” e “Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti”, da poco pubblicato e in cui esplora contesti e modalità in cui gli adolescenti costruiscono relazioni: in famiglia, a scuola, nel mondo digitale, in coppia e così via, e analizza come l’assenza di prospettive future e la fragilità adulta spesso ostacoli un dialogo autentico, rivelando al tempo stesso che cosa servirebbe davvero per avvicinarsi ai giovani, vale a dire, in primis, l’ascolto e una presenza più empatica.
Testi: Vincenz0 Petraglia
Riprese e montaggio: Fabio Restelli

