Mario Draghi: le mafie e il prezzo dello sviluppo dell’economia italiana

Graziella Turiello, Paolo Robaudi
9 giugno 2011

Mario Draghi riflette sulle cause della crescita economica rallentata da contaminazioni illecite che cercano lecite coperture per acquisire un reale potere d’acquisto. Contro le infiltrazioni della criminalità organizzata dovrebbero arrivare le segnalazioni di banche e professionisti, avvocati, notai e commercialisti, che spesso, a causa anche delle cosiddette pressioni ambientali, sono ancora numericamente ininfluenti. Un dato, tra i tanti, che determina la difficoltà di sviluppo del Paese.

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Mario Draghi
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Una risposta a Mario Draghi: le mafie e il prezzo dello sviluppo dell’economia italiana

  1. La Sicilia, era ferma prima del 1861 ed è rimasta ferma amche dopo l’Unità. Se elevazione culturale c’è stata in un secolo e mezzo, non è mai quella che avrebbe potuto e dovuto esserci. Il risultato è che, parte de i siciliani che decidono oggi di andare ad investire altrove il proprio futuro, lo fa con un palmare in tasca. La maggioranza di quelli che rimangono, dormono il sonno del nulla incupito dai sogni della paura. Paura del fare, di muovere l’aria, di trasformare la Sicilia in un campo di battaglia che poi, deriva da una paura personale, di perdere la propria tranquillità o il proprio piccolo benessere. Questo è quello che prevale da due secoli almeno.

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