Lo yoga per adolescenti

Fiorenza Da Rold, Gisella Bianchi
9 Novembre 2011

Insegnare ai ragazzi il rispetto e l’importanza della relazioni con gli altri. Per vivere una stagione così “turbolenta” in modo più equilibrato

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Una risposta a Lo yoga per adolescenti

  1. La prima cosa che viene in mente a noi fantasiosi occidentali per una pratica di ‘asana’ pensata per gli adolescenti è quella di farli lavorare in coppia. Si sa, che lavorare con un’altra persona è utilissimo per conoscere sè stessi e capire di più gli altri, per imparare a rapportarsi in modo armonico e cooperativo, per superare conflitti, per non sentirsi soli in un cammino, l’’asana’ così potrebbe elevarsi a metafora: l’adolescente non più visto quale sede del conflitto ma come collaboratore e complice insostituibile. In realtà questa è un’utopia, già audace per gli adulti, non tutti desiderano il contatto e se quello è il carattere di una persona, non sarà certo una seduta di yoga che la potrà aiutare ad aprirsi, al contrario, potrebbe avvertire anche un senso di fastidio; è un pregiudizio che gli ‘yogis’ si amano tutti e che si abbracciano tutti, che vige fra di loro la compassione el’amore incondizionato, che non esiste l’invidia, talvolta salta fuori anche dagli insegnanti nei confronti dei praticanti, è un dato di fatto, certo questa è la filosofia dello ’yama’ ‘nyama’ma per noi occidentali il percorso è duro e le emozioni sono brutte bestrie da gestire anche per gli insegnanti se non hanno fatto un bel percorso di spessore . La cosa è ancora di più inimmaginabile per gli adolescenti, non si possono mettere in coppia due adolescenti maschio e femmina: troppo caos emozionale, non è con una seduta di yoga col contatto che diventeranno amorevoli o compassionevoli, che non saranno invidiosi gelosi o competitivi, caso mai potrebbe succedere il contrario, se l’adolescente ha problemi di relazione con una proposta del genere potrebbe avere anche delle reazioni non gradevoli.
    Per non parlare poi delle tempeste ormonali davvero a rischio se esposte al contatto, infatti in India non lo favoriscono.
    C’è poco da ridere oggi con gli adolescenti, proporre poi pratiche con i genitori è ancora più deleterio. Sono tutte facilonerie dell’occidente che non sa più ormai cosa inventare e studiare per stupire, per attirare la legge del mercato. Non si scherza con il mentale e l’emozionale oggi con tutti, figuriamoci con gli adolescenti, in India infatti la pratica facilona e divertente viene proibita, non tanto per una questione morale, ma pratica e realistica, è come andare dallo psicologo con l’amichetto o con la mamma. Tante distorsioni oggi si trovano nel mondo dello yoga, non si vuole fare i conservatori, si sa che le cose cambiano ed evolvono, ma praticare questo viaggio sul tappetino deve essere assolutamente solitario. Se si sente nella classe la necessità di una condivisione o di apertura caso mai si possono proporre altre vie meno invasive come riunirsi in cerchio ma senza contatto. In realtà se il lavoro è sottile, se ci sarà interesse alla pratica, anche praticare ognuno per proprio conto, sul tappetino ma insieme, è uno stare insieme in silenzio comunicativo, il problema è che il concetto di ‘silenzio’ nonostante le varie informazioni che ci piombano addosso da tutte le parti non è ben chiaro neanche per gli insegnanti.
    Se è vero che i disagi, le tensioni e le difficoltà interiori tipiche dell’adolescenza sono iconizzati dalla musica, dalla letteratura e oggi anche al cinema, in quel caos sentimentale, emozionale e ormonale, lo yoga può costituire una vera e propria oasi nella quale rifugiarsi, ma che sia yoga, in due non ci può essere l’auto-ascolto, la percezione delle tensioni, la capacità di controllare i propri pensieri e non si arriva di certo alla presa di coscienza. Per quanto un insegnante di yoga creda in buona fede di aiutare un adolescente proponendogli ‘asana’ in coppia, non solo è un abbaglio ma è anche un pericolo per la sua sfera emotiva, ormonale e sentimentale, se poi in coppia vuol dire con un genitore bisogna chiedersi che sensazioni potrebbe provare un adolescente in una sequenza rocambolesca di ‘asana’ sul petto o fra le gambe della mamma, a quell’età, dove tutto l’immaginario erotico è un terreno delicato, a rischio e senza confini.

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