Gli effetti del climate change con temperature ed eventi meteorologici estremi sono sotto gli occhi di tutti: possono essere la causa di nuove malattie? Lo spiega l'esperto Mario Raviglione, ordinario di Salute Globale all’Università degli Studi di Milano
La serie post-apocalittica “The last of us” è solo cupa fantascienza o potrebbe rivelarsi presto realtà? A giudicare da quanto sta avvenendo negli ultimi anni, anche a causa dei cambiamenti climatici, potremmo rispondere che la realtà sta emulando la fantasia creativa del cinema: malaria ad altre malattie infettive si stanno sviluppando anche in Europa ai nuovi virus e altre possibili nuove epidemie potrebbero essere all’orizzonte. C’è correlazione c’è fra i cambiamenti climatici e la diffusione di vecchie e soprattutto nuove infezioni? E cosa dobbiamo aspettarci per il futuro e cosa possiamo fare per contrastarle? Ne parla in questo video l’esperto Mario Raviglione, professore ordinario di Salute Globale presso l’Università degli Studi di Milano.
La serie “The last of us”: fantascienza o realtà?
Nella serie post-apocalittica “The last of us” un uomo, Joel, deve proteggere una ragazza, Ellie, immune al contagio, che potrebbe rappresentare l’unica speranza per il futuro dell’umanità, da un’epidemia causata da un fungo che trasforma le persone in creature mostruose, all’interno di un mondo completamente devastato.
Il cuore della serie non è solo l’azione o l’ambientazione apocalittica, ma il profondo legame che si sviluppa tra i due protagonisti. Lungo il loro viaggio, affrontano pericoli costanti, comunità distrutte e dure scelte morali, in un mondo dove l’umanità sembra sul punto di scomparire.
Tratta dall’omonimo videogioco sviluppato da Naughty Dog, The Last of Us esplora temi come la sopravvivenza, la perdita, l’ambiente, l’essenza della natura degli esseri umani.
Il modello One Health per la salute globale
Come far fronte e soprattutto prevenire i rischi legati alle nuove possibili epidemie? Mario Raviglione offre diverse chiavi di lettura al problema, come, per esempio, l’approccio integrato One Health, che riconosce che la salute umana, animale e dell’ambiente sono strettamente collegate. Pertanto l’unico modo per prevenire malattie (come pandemie, zoonosi, resistenza agli antibiotici) è lavorare insieme – medici, veterinari, biologi e altri esperti – per proteggere tutti i sistemi viventi in modo coordinato.
Testi: Vincenzo Petraglia
Riprese e montaggio: Fabio Restelli

