Lo spiega il neuroscienzato e psicologo Andrea Bariselli, autore del seguitissimo podcast "A Wild Mind"
Che la natura – quella natura con cui sempre più nella società iper tecnologizzata in cui viviamo stiamo perdendo contatto – faccia bene al nostro benessere generale è cosa ormai nota e a dimostrarlo ci sono fior fior di ricerche, ma sapevate che quando siamo immersi nella natura, il nostro cervello cambia forma e frequenza? Non si tratta di una metafora poetica, ma di un dato scientifico. A raccontarlo in questa intervista è Andrea Bariselli, che abbiamo incontrato nel corso della Ocean Week di Milano, psicologo, neuroscienziato e autore del podcast di successo A Wild Mind, diventato anche un libro pubblicato con Rizzoli.
Neuroscienze applicate a mente e ambiente
Andrea Bariselli, classe 1981, è Ceo e Chief scientist di Strobilo, un’azienda che applica le neuroscienze alle problematiche ambientali e sociali. Dopo una brillante carriera nella psicologia clinica, ha deciso di dedicarsi a un progetto più ampio, unendo scienza e innovazione per comprendere come l’ambiente possa influenzare il nostro cervello.
Il legame tra mente e ambiente naturale è al centro delle sue ricerche: la natura non solo ci calma, ma modifica le nostre onde cerebrali, influenzando direttamente i meccanismi neurologici legati a stress, attenzione e benessere. Studiando da anni il funzionamento del cervello in contesti naturali, nel suo lavoro Bariselli si interroga su come, in un mondo sempre più digitale e frenetico, sia possibile ritrovare un contatto autentico con la natura e sfruttarne i benefici.

Il libro di Bariselli è un affasciante viaggio fra neuroscienze e ambiente
A Wild Mind, il libro (e il podcast) dove ambiente e neuroscienze dialogano fra loro
Nel suo libro A Wild Mind (2024, Rizzoli) e nell’omonimo (e seguitissimo) podcast, Bariselli lancia una provocazione: stiamo vivendo al di fuori della nostra natura biologica, sommersi da stimoli artificiali e da un carico mentale continuo che ci logora. La cultura del “tenere duro a ogni costo” rischia di allontanarci dal benessere e dal senso di felicità che la natura può offrirci.
Secondo il neuroscienziato, una parte delle nostre difficoltà a cambiare rotta dipende da meccanismi cerebrali, in particolare dalla corteccia prefrontale mediale, che limita la nostra capacità di immaginare l’impatto delle nostre azioni sul futuro del pianeta.
Il libro, scritto in modo molto accessibile e coinvolgente, è un viaggio tra neuroscienze, esperienze sul campo e riflessioni personali. In esso si alternano domande provocatorie a spiegazioni scientifiche, avendo la consapevolezza e raccontando in modo chiaro come il nostro cervello sia profondamente connesso alla natura. La tesi è potente: per costruire un futuro più umano, equilibrato e sostenibile dobbiamo tornare a dialogare con la nostra natura (e con la Natura che ci circonda).
Intervista e testi: Vincenzo Petraglia
Riprese e montaggio: Fabio Restelli

