Wise Society : Alessandro Profumo: come gestire oggi in modo sostenibile un’azienda
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Alessandro Profumo: come gestire oggi in modo sostenibile un’azienda

di Paola Greco - Fabio Restelli
1 Agosto 2025

Le difficoltà sono tante, dettate anche dal complicato scenario globale, ma per restare sul mercato non si può fare dietrofront sui temi Esg. Con uno dei più noti top manager italiani abbiamo parlato di questo, ma anche di Europa, dazi, Green Deal e di come valorizzare il capitale umano

 

“Essere sostenibili significa esserci oggi, domani e tra cent’anni”. È quanto afferma in questa videointervista a Wise Society Alessandro Profumo, che ci offre uno sguardo attento e strategico su un mondo in rapido cambiamento, dove scegliere la sostenibilità non è un atto simbolico, ma una leva strutturale di trasformazione. Una riflessione ampia, che guarda al futuro delle imprese, dell’Europa e della società.

Dalla finanza all’industria, passando per l’innovazione tecnologica e il capitale umano, Alessandro Profumo ha attraversato decenni di trasformazioni con lo sguardo sempre puntato al futuro: un futuro che mai come oggi si costruisce a partire da una visione etica del fare impresa, in cui la sostenibilità diventa il fondamento stesso di un approccio orientato al lungo termine.

Ex Ceo di UniCredit e Leonardo, oggi chairman di Rialto Venture Capital, Alessandro Profumo riflette su cosa significhi davvero integrare la sostenibilità nel cuore delle imprese, e lo fa partendo da un presupposto chiaro: sostenibilità e strategia non sono due dimensioni parallele, ma due facce della stessa medaglia.

Non si tratta semplicemente di esercitare funzioni di controllo, quanto piuttosto di costruire un sistema valoriale condiviso, capace di orientare comportamenti coerenti, decisioni, cultura interna. E di attivare meccanismi correttivi qualora valori dichiarati e azioni concrete dovessero tendere a disallinearsi.

Sostenibilità sì, ma reale e misurabile

Ne emerge una visione pragmatica della sostenibilità, fondata sulla misurazione degli impatti, sull’allineamento tra principi e azioni, e sulla gestione dei vincoli reali che ogni impresa si trova ad affrontare. Nel corso dell’intervista si toccano punti chiave: dagli obiettivi Esg, che ridefiniscono per loro natura l’approccio manageriale, portando le imprese a misurarsi con una molteplicità di obiettivi e non con il solo risultato economico, alla centralità del capitale umano inteso come l’elemento dominante di ogni impresa; dal ruolo dell’Europa nella transizione globale ai limiti del Green Deal europeo, ritenuto di poca sostanza e distratto nel considerare l’impatto sociale.

E se lo scenario geopolitico è sempre più articolato, con l’emergere di nuovi attori globali oltre a Europa e Stati Uniti – Cina certamente, ma anche India, Paesi del Golfo, America Latina, Africa – anche le relazioni internazionali devono evolversi. “L’Europa, dice Profumo, “deve aprire lo spettro delle proprie relazioni”, dialogare, costruire alleanze, ma sempre mantenendo salda la propria identità: un’identità fondata su una forte dimensione sociale, ma anche su vincoli e su un importante impianto di regole che tutelano i diritti dei cittadini e la democrazia “a cui, chi vuole interagire con noi, si deve attenere”.

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Testi e Intervista: Paola Greco
Riprese e Montaggio: Fabio Restelli

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