Wise Society : Che spazio diamo al piacere nella nostra quotidianità? E quanto è importante dargliene?

Che spazio diamo al piacere nella nostra quotidianità? E quanto è importante dargliene?

di Tiziana Zubani
4 Marzo 2026

La naturopata Tiziana Zubani spiega perché è importante riconoscere e proteggere i momenti di piacere nella nostra vita, per preservare innanzitutto il nostro benessere psicofisico

Che cos’è davvero il piacere e che spazio occupa nella nostra vita? Il primo passo per comprendere il piacere è fermarsi e chiedersi cosa significhi davvero “sentirlo”. Dire semplicemente “mi piace” non basta. Non è nemmeno sufficiente domandarsi se ciò che abbiamo fatto piacerà agli altri o se siamo stati apprezzati. Il piacere autentico non nasce dallo sguardo esterno, ma da una percezione interna, profonda, che riguarda il modo in cui ci sentiamo mentre viviamo un’esperienza.

Il piacere è un’emozione che crea espansione. Quando lo proviamo, qualcosa dentro di noi si apre: il corpo si distende, il respiro si fa più ampio, il volto si illumina in modo naturale. È una sensazione di benessere e di pace che non ha bisogno di conferme esterne.

persona in relax

Foto: Debabrata Hazra / Unsplash

Riconoscere i momenti di piacere

Un esercizio utile consiste nel riportare alla mente i momenti di piacere vissuti nel passato, come se fossero fotogrammi. Non tanto per rivivere l’evento in sé, ma per soffermarsi sulle emozioni che lo hanno accompagnato. Che cosa abbiamo sentito? Dove si manifestava quella sensazione nel corpo?

Siamo spesso più allenati a ricordare la sofferenza che il piacere. Le emozioni legate alla paura tendono a fissarsi nella memoria per proteggerci dal rischio che si ripetano. Il piacere, invece, lo mettiamo in dubbio. Quasi ci imbarazza stare bene. Ci chiediamo se sia giusto, se durerà, se sia troppo bello per essere vero.

Il piacere si può allenare

Eppure il piacere va allenato. Non è un evento straordinario, ma una pratica quotidiana. Si coltiva nelle piccole cose: nel tempo dedicato ad assaporare un buon cibo senza fretta, in una telefonata fatta per condividere una gioia, nell’attenzione ai gesti semplici che riempiono le nostre giornate.

La fretta ci mantiene in superficie e non permette l’ascolto. Fermarsi, anche solo per qualche istante, cambia la qualità dell’esperienza. Il respiro che apre il plesso solare, le spalle che si sciolgono, la mente che si alleggerisce dai giudizi: sono segnali sottili ma chiari che indicano uno stato di presenza. In quel momento possiamo affermare con semplicità: “Questo è quello che provo e sento io”. Ed è sufficiente.

Tiziana Zubani, Naturapata

Tiziana Zubani, Naturapata

Il ruolo dei sensi nel benessere

Ogni forma di piacere ha una diretta connessione con l’anima ed è connessa ai sensi. Il gusto, l’olfatto, la vista, l’udito e il tatto sono porte attraverso cui facciamo esperienza del mondo. Se questi canali non vengono nutriti, anche l’immaginazione si impoverisce. Non possiamo immaginare né percepire ciò che non conosciamo.

Il gusto, in particolare, occupa un posto speciale. Assaggiare non significa semplicemente mangiare, ma entrare in relazione con ciò che scegliamo di portare a noi. Se imparassimo a usare il gusto insieme agli altri sensi, il piacere diventerebbe più pieno e consapevole, e non avrebbe bisogno di eccessi per manifestarsi, inghiottendo per esempio troppo cibo, di cui non abbiamo bisogno e che, se ci pensiamo, toglie valenza al piacere.

Difendere il piacere per costruire benessere

Allenare il piacere significa anche difenderlo. Lasciare andare giudizi e pregiudizi libera energia e forza personale. Il piacere non è un lusso, ma un punto di partenza per un benessere che coinvolge mente e corpo.

Riconoscerlo, concedergli spazio e coltivarlo ogni giorno è un atto di cura verso sé stessi. È da qui che può nascere un equilibrio più stabile, capace di riflettersi non solo sul piano emotivo, ma anche su quello fisico.

Tiziana Zubani, Naturopata

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