Wise Society : Se il prezzo delle sigarette raddoppiasse, la metà dei fumatori smetterebbe
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Se il prezzo delle sigarette raddoppiasse, la metà dei fumatori smetterebbe

Lo conferma un'indagine nazionale condotta dalla Fondazione Umberto Veronesi in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. In Italia ogni anno muoiono 70.000 persone a causa del fumo di sigaretta

Fabio Di Todaro
30 maggio 2019

Con le sigarette, se ne vanno in «fumo» i polmoni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione del World No Tobacco Day 2019, ha scelto di puntare l’attenzione sulle ripercussioni che il fumo di sigaretta ha sulla salute dei polmoni. «Don’t let tobacco take your breath away» («Non lasciare che il tabacco ti tolga il respiro») è lo slogan individuato per la giornata, in calendario come ogni anno il 31 maggio. Il fumo di sigaretta danneggia molti organi e resta il maggior fattore di rischio prevenibile di morte prematura. Sui polmoni, che sono gli organi più estesi a contatto con l’ambiente esterno, l’impatto può manifestarsi con la comparsa di diverse malattie: dal tumore del polmone alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). Ma anche con condizioni più rare, per cui è meno nota l’associazione con il tabacco: come la fibrosi polmonare idiopatica, la bronchiolite respiratoria e l’istiocitosi polmonare  a cellule di Langerhans.

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Per il fumo di sigarette ogni anno in Italia muoiono 70.000 persone, image by iStock

FUMO E SALUTE DEI POLMONI – Il fumo di tabacco è la causa principale del cancro del polmone. Si stima sia responsabile dell’85-90 per cento di tutti i casi di malattia. Anche l’esposizione al fumo passivo aumenta il rischio e smettere, seppur dopo molti anni, riduce le probabilità di ammalarsi. Il fumo provoca ai polmoni un danno infiammatorio e un danno fisico. L’infiammazione, oltre a rappresentare una condizione ideale per lo sviluppo di una malattia oncologica, determina una riduzione del calibro dei bronchi. La perdita di elasticità, che riduce la funzionalità polmonare, è invece dovuta alla progressiva distruzione degli alveoli (enfisema), in cui avvengono gli scambi tra l’aria ricca di ossigeno e quella ricca di anidride carbonica. L’ostruzione delle vie aeree è il filo conduttore che lega altre malattie fumo correlate, come la bronchite cronica (Bpco). La cessazione del fumo è il modo più efficace per migliorare i sintomi dell’asma e rallentare la progressione della Bpco. Gli effetti nocivi del fumo di tabacco sono rilevabili anche nel corso della vita intrauterina: diverse ricerche hanno evidenziato come l’esposizione fetale al aumenta le probabilità di una crescita (o una funzionalità) ridotta nei polmoni del nascituro. I bambini esposti da piccoli al fumo passivo, inoltre, sono più esposti a bronchiti, asma, polmoniti e infezioni respiratorie ricorrenti. Fra i danni respiratori determinati dal fumo ci sono però anche malattie meno conosciute e rare. Ma soltanto in Italia, sono oltre trentamila le persone che soffrono di condizioni come la fibrosi polmonare idiopatica, la bronchiolite respiratoria e l’istiocitosi polmonare a cellule di Langerhans. Tutte in grado di compromettere la qualità di vita di chi ne è colpito e di regredire (in molti casi) abbandonando le sigarette.

QUANTO SERVIREBBE AUMENTARE IL PREZZO DELLE SIGARETTE – Ma nonostante ciò, la prevalenza di consumo di tabacco fra gli italiani rimane stabile. Ogni anno, soltanto lungo la Penisola, a causa del fumo di sigaretta perdono la vita in settantamila. Da qui l’appello a impegnarsi in maniera decisa contro questo problema, che finisce per ripercuotersi sulla salute di molti e sulle tasche di tutti. Oltre all’educazione fin dalle scuole, tra le misure considerate più efficaci per limitare l’impatto devastante del tabagismo vi è l’aumento del prezzo del tabacco. Al tema, in occasione della giornata mondiale contro il fumo, Fondazione Umberto Veronesi ha dedicato un’indagine nazionale al fine di valutare quanto spendono gli italiani per le sigarette e quale effetto avrebbe un incremento del costo delle sigarette sui fumatori. È così emerso che la spesa mensile è superiore ai cento euro per un terzo dei fumatori e, in metà dei casi, più alta di quanto immaginato. Invitati a immaginare un impiego alternativo del denaro lasciato al tabaccaio, la maggioranza assoluta degli italiani sceglierebbe di premiarsi con un viaggio o una vacanza.  E se i prezzi raddoppiassero, il 46 per cento smetterebbe. Un’ipotesi che vede favorevole quasi un italiano su due (46,5 per cento) e contrario poco più di uno su tre (35 per cento).  Ma se le entrate aggiuntive derivanti fossero investite in campagne antifumo e nella prevenzione e cura delle malattie fumo-correlate, i favorevoli aumenterebbero (57,3 per cento) e i contrari calerebbero (21,2 per cento).

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Il fumo delle sigarette (e del tabacco in generale) si stima sia responsabile dell’85-90 per cento di tutti i casi di cancro al polmone, Image by iStock

UNA MISURA SUBITO ATTUABILE – «Un aumento dell’accisa di un euro a pacchetto, in un anno, farebbe vendere 360 milioni di pacchetti in meno ed entrare nelle casse dello stato 2,2 miliardi di euro in più – afferma Silvano Gallus, responsabile del laboratorio di epidemiologia degli stili di vita dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano -. L’aumento della tassazione sui prodotti di tabacco è una strategia attuabile e raccomandata dalla comunità scientifica, che non potrebbe che favorire la finanza pubblica». Secondo Giovanni Fattore, ordinario di scienze sociali e politiche dell’Università Bocconi, «questo aumento salverebbe migliaia di vite all’anno, consentendo notevoli risparmi di spesa sanitaria. Al tempo stesso, però, peserebbe di più sui fumatori con reddito basso che non riescono a smettere. Per correggere questo aspetto, si può prevedere che l’intero gettito venga re-investito in iniziative per favorire una società senza fumo, aiutando concretamente con servizi e terapie i fumatori». Chiosa Giulia Veronesi, responsabile dell’unità di chirurgia robotica toracica dell’Istituto Clinico Humanitas. «Risparmiare il denaro speso per le sigarette e investirlo in qualità di vita può essere una motivazione importante per chi vuole smettere di fumare».

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