Il rabarbaro è una pianta straordinaria, ricca di benefici e dal gusto particolare che non passa inosservato. Imparare a conoscerlo e sfruttarlo al meglio può arricchire la nostra cucina e favorire il nostro benessere, sempre prestando attenzione alle sue controindicazioni
Il rabarbaro è una pianta perenne originaria dell’Asia, di antichissima tradizione, utilizzata da sempre a scopi officinali grazie alle sue proprietà benefiche. Non solo ne parlano nei propri scritti Dioscoride, medico e botanico greco, Plinio il Vecchio ed anche Marco Polo, che lo cita ne “Il Milione”, ma nel tempo è diventata particolarmente apprezzata anche in cucina. E allora andiamo a scoprire insieme cos’è il rabarbaro, quali sono le sue proprietà e come sfruttarlo al meglio in cucina, prestando attenzione anche alle sue controindicazioni.

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Cos’è il rabarbaro?
Il rabarbaro appartiene alla famiglia delle Polygonaceae, la stessa degli spinaci e del grano saraceno: si tratta di una pianta erbacea molto vistosa, con grandi foglie verdi e lunghi gambi ricchi di succo, caratterizzati da un colore che può variare dal verde al rosso, a seconda della varietà. In estate sbocciano bellissimi fiori, riuniti in pannocchie, il cui colore può andare dal rosa intenso al giallo pallido. Quando questi lasciano il posto ai frutti, simili a noci, la pianta si indebolisce: per questo motivo, se si vogliono utilizzare i gambi per gustose ricette, è bene recidere i fiori prima che diano i frutti.
Oltre all’uso culinario, il rabarbaro è tuttavia noto anche per le sue proprietà medicinali. Non a caso è stato impiegato per secoli nella medicina tradizionale cinese come digestivo, lassativo e depurativo del fegato. Grazie ai suoi composti antiossidanti e alle sue fibre, viene utilizzato anche per favorire la digestione, regolare il colesterolo e migliorare la funzionalità intestinale, ma questo lo vedremo fra poco in modo più approfondito nel paragrafo dedicato proprio ai benefici del rabarbaro!

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Rabarbaro: proprietà e benefici
Il rabarbaro, usato sia in cucina che come rimedio naturale e fitoterapico, ha numerose proprietà benefiche per l’organismo, che è molto più comodo racchiudere in un elenco. Ecco, allora, tutti i benefici di questa straordinaria pianta.
- Digestivo e Lassativo Naturale: il rabarbaro è ricco di composti antrachinonici, sostanze che stimolano la motilità intestinale e favoriscono l’evacuazione. Per questo motivo è spesso utilizzato per contrastare la stitichezza occasionale. Tuttavia, a dosi moderate, può anche svolgere un’azione tonica e regolatrice dell’intestino senza risultare eccessivamente irritante.
- Depurativo del fegato e dell’organismo: Grazie alla sua azione coleretica e colagoga (stimola la produzione e il deflusso della bile), il rabarbaro aiuta a depurare il fegato e favorisce la digestione dei grassi. Questo lo rende un valido alleato dopo pasti abbondanti o in periodi di detox.
- Antinfiammatorio e antiossidante: il rabarbaro è ricco di flavonoidi e polifenoli, sostanze con proprietà antiossidanti che aiutano a contrastare lo stress ossidativo e a ridurre l’infiammazione nel corpo. Questi benefici del rabarbaro contribuiscono a proteggere le cellule dall’invecchiamento precoce e a rafforzare il sistema immunitario.
- Fonte di vitamine e minerali: i gambi del rabarbaro contengono una buona quantità di vitamina K, importante per la coagulazione del sangue e la salute delle ossa, oltre a potassio, calcio e magnesio, minerali essenziali per il corretto funzionamento del sistema nervoso e muscolare.
- Favorisce la perdita di peso: il rabarbaro fa dimagrire? Certamente, essendo povero di calorie e ricco di fibre, il rabarbaro è un alimento ideale per chi segue una dieta dimagrante. Le sue fibre aiutano a mantenere il senso di sazietà più a lungo e favoriscono il transito intestinale. Inoltre, la sua azione depurativa aiuta a eliminare i liquidi in eccesso.
- Regola il colesterolo e la glicemia: Alcuni studi suggeriscono che il consumo regolare di rabarbaro possa contribuire a ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e a migliorare il profilo lipidico nel sangue. Inoltre, le fibre presenti nella pianta possono aiutare a stabilizzare la glicemia, evitando picchi improvvisi di zucchero nel sangue. Tra i benefici del rabarbaro c’è anche quindi quello di favorire la salute cardiovascolare.
- Tonico e astringente a basse dosi: se assunto in piccole quantità, il rabarbaro può avere un effetto tonico sull’apparato digerente, stimolando la produzione di succhi gastrici e favorendo l’appetito. Per questo motivo, viene talvolta utilizzato come rimedio naturale contro la perdita di appetito o la digestione lenta.
Controindicazioni
Nonostante i numerosi benefici del rabarbaro, è tuttavia importante ricordare che non è esente da controindicazioni. Bisogna innanzitutto ricordare che le foglie sono tossiche: contengono infatti alte concentrazioni di acido ossalico, una sostanza che può risultare pericolosa per reni e cuore. Del rabarbaro vanno consumati esclusivamente i gambi, che sono la parte commestibile della pianta.
Altro aspetto da tenere in considerazione sono le dosi: il sovraddosaggio del rabarbaro può portare a sgradevoli inconvenienti come crampi addominali e disidratazione (con conseguente perdita di minerali) a causa delle sue proprietà lassative.
Per questo l’uso terapeutico del rabarbaro è sconsigliato alle donne in stato di gravidanza, ai bambini sotto il 12 anni e a chi soffre di problemi cronici a carico dell’apparato digerente. In ogni caso, prima dell’utilizzo del rabarbaro come prodotto da erboristeria, è bene affidarsi al consiglio di un medico, soprattutto in caso di condizioni specifiche di salute.

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Come cucinare il rabarbaro
Prima di capire come cucinarlo, è opportuno scoprire che sapore ha il rabarbaro così da fare già mentalmente i giusti abbinamenti. Come anticipato, sono i gambi a essere la parte commestibile della pianta (ricordiamo che le foglie sono tossiche!): questi sono caratterizzati da un gusto unico e inconfondibile. Si tratta di una combinazione di note acidule, con un retrogusto amarognolo nei gambi verdi, mentre quelli dal colore rossastro sono più dolci. Questa particolare sapore rende il rabarbaro particolarmente versatile in cucina: è perfetto per bilanciare la dolcezza nei dessert, ma funziona benissimo anche nei piatti salati, aggiungendo un tocco speciale alle preparazione. In generale, il suo sapore acidulo si abbina benissimo con fragole, mele e agrumi.
E se vi state chiedendo come cucinare il rabarbaro, sappiate che è adatto a diverse preparazioni e può essere utilizzato per marmellate o composte, proprio in abbinamento con fragole o agrumi, oppure per insaporire torte e crostate, come la famosa “rhubarb pie”: un dolce soffice e speziato, che può essere accompagnato da panna montata o crema alla vaniglia.
Se si vogliono stupire gli ospiti, si possono preparare dei gustosi soufflé con rabarbaro e fragole, oppure rendere più particolare un petto di pollo, grazie ad un contorno di rabarbaro e cipolla caramellati.
È inoltre indicato per realizzare chutney (un condimento salato a base di frutta o verdura, aceto e spezie) ed altre salse da accompagnare a formaggi o carni, o se si vuole aggiungere un tocco originale si può provare a utilizzarlo per dei cocktail originali o delle fresche bevande estive.
Paola Greco
