Wise Society : Quando si progetta l’auto con empatia
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Quando si progetta l’auto con empatia

Maria Elisabetta Marelli
13 Maggio 2011

Pregnancy suitProgettare un auto mettendo al centro la persona. Quindi non solo badare a performance e sostenibilità, ma anche al benessere di chi è alla guida. In quest’ottica il gruppo di sviluppo prodotti di Ford Europa ha utilizzato Pregnancy Suit: una speciale tuta per la gravidanza che permette a ingegneri e collaudatori di percepire le sensazioni fisiche di una gestante al nono mese, per comprendere al meglio le esigenze e le limitazioni di azione nei movimenti di una donna gravida alla guida. Un sistema che interpreta un brevetto americano (Empathy Belly) nato con un preciso scopo sociale: far percepire alle adolescenti, che ormai sempre più spesso diventano madri, le profonde mutazioni del corpo durante la grvidanza. Così dopo mesi di ricerca al Technical Centre di Ford a Merkenich, in Germania, è nata la nuova Focus, auto pensata per la donna gestante, ma venduta in tutto il mondo per la sua comodità a persone di ogni età, con taglia, corporatura e capacità diverse.

L’ingegnere Angelika Engel, specialista degli aspetti ergonomici e presidente della commissione dei prodotti femminili di Ford Europa ci spiega come Pregnancy Suit, un sistema brevettato negli Stati Uniti per far fronte alla necessità di capire l’avanzamento delle fasi di gravidanza, utilizzato negli ambiti più disparati, sia stato adottato e sviluppato da Ford nei passaggi e nelle esigenze della progettazione di un sistema, Pregnancy Suit, unico nel panorama della ricerca automobilistica mondiale per la costruzione dell’ergonomia del posto di guida.

Pregnancy suitCome è stata concepita questa tuta per la gravidanza?

E’ stata sviluppata all’inizio degli anni ’90, quando abbiamo iniziato a pensare ad altri gruppi di utenti. Pregnancy Suit nasce per mostrare agli uomini e fare esperienza di cosa vuol dire essere incinta al nono mese. La tuta è piena di acqua calda per dare prima di tutto la sensazione di calore, da qui si passa all’importanza del cambio di gravità, ci sono quattro litri di acqua e altri tre chili di pesi posti nelle tasche anteriori, poi un astuccio che simula la testa del bambino posto in prossimità della vescica che preme e trasmette una sensazione poco confortevole nel camminare, come accade in questo periodo avanzato di gravidanza; c’è poi una fascia che preme sul diaframma per rendere più difficile il respiro e seni molto gonfi che limitano il movimento. Quando indossi Pregnancy Suit sei immediatamente al nono mese, al contrario di una vera gravidanza che invece è progressiva, questa simulazione offre un’esperienza immediata. Usiamo questa tuta per mostrare ai giovani ingegneri uomini cosa significhi essere in stato di gravidanza, quali problemi le donne debbano affrontare quando sono incinte, le difficoltà nell’entrare in un veicolo, dover sedersi più lontano dal volante senza avere le braccia più lunghe, trovare la corretta posizione per sentirsi comode ma sicure.

Pregnancy suitPregnancy Suit è stata concepita solo per semplificare i movimenti delle donne incinte o anche per una maggiore protezione del feto?

Non è concepita e non può essere usata per motivi di sicurezza, tutto quello che facciamo è per mostrare ai nostri tecnici uomini le difficoltà oggettive create da una gravidanza perché a loro sembra che sia solo un problema psicologico. Questa tuta è utile per la progettazione di prodotti per le donne ma può essere utile anche per lo studio dei movimenti di altre tipologie di utenti come anziani o persone in sovrappeso. Dobbiamo guardare a tutte le tipologie di persone che guidano le nostre auto o che vendono le nostre auto, che devono avere una posizione di guida confortevole, sentirsi comodi e sicuri, che possano raggiungere qualsiasi cosa debbano raggiungere anche mentre stanno guidando, per esempio la maniglia del cassetto portaoggetti, scomoda e lontana per le donne incinte, per le persone piccole e anche per quelle sovrappeso.

Qual è il futuro della ricerca in campo automobilistico?

Sono convinta che nel futuro della ricerca automobilistica ci sarà più attenzione all’individualità del guidatore e non solo ad una più specifica tipologia a cui guardiamo come per le donne, le donne incinte, gli anziani, le persone disabili e sarà sempre più in via di sviluppo, perché qualsiasi persona possa guidare un’automobile.

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