Wise Society : Quando la pelle si “ammala” sul posto di lavoro
ARTICOLI Vedi tutti >>

Quando la pelle si “ammala” sul posto di lavoro

In aumento le dermatiti professionali. A rischio estetiste, parucchieri, medici, infermieri, badanti, giardinieri e addetti alla ristorazione

Fabio Di Todaro
18 novembre 2015

Image by iStockCi sono l’istruttore di nuoto allergico al cloruro d’alluminio nelle piscine e il falegname ipersensibile a sostanze nella segatura. L’addetto del fast food che non può toccare il piccante chili senza che la pelle si arrossi e l’idraulico che non tollera composti presenti nelle gomme dei tubi. Giusto qualche esempio, per segnalare la presenza di un problema spesso trascurato. Sono circa i seicento nuovi casi di dermatiti professionali denunciati ogni anno, 172 gli allergeni scoperti in meno di due lustri: 119 di questi causa di dermatiti sviluppate in un ambiente di lavoro.

LE RESPONSABILITA’ DELLA CRISI ECONOMICA – Finora (quasi) nessuno si era occupato di questi lavoratori. A dar loro la giusta visibilità sono stati gli specialisti, nel corso dell’ultimo congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale, spiegando che le mancate denunce derivano in buona parte dalla crisi economica. La paura di perdere il lavoro spinge molti a tacere i disturbi e a convivere con essi con fatica. «Ogni anno sono poco meno di venti i nuovi allergeni individuati dagli studi scientifici e il 40% sono sostanze comuni in ambiente lavorativo – afferma Nicola Balato, docente di dermatologia all’Università Federico II di Napoli -. Si tratta di sostanze che si trovano in tinture per capelli, smalti per unghie, cere depilatorie, prodotti per il corpo. A rischio, di conseguenza, sono estetiste, parrucchieri, addetti dei centri benessere. La probabilità di dermatiti professionali è alta anche nei medici, negli infermieri e nelle badanti che devono somministrare farmaci ai pazienti. Le polveri che si depositano sulla cute toccando le pillole o spezzandole possono provocare irritazioni e sono numerosi gli operatori sanitari ipersensibili per contatto a medicinali molto diffusi».

NUOVE PROFESSIONI A RISCHIO – Oltre agli impieghi da sempre associati alle dermatiti allergiche da contatto, oggi è necessario considerare a rischio anche nuove professioni ritenute in passato meno esposte alle reazioni allergiche. «Alcuni nuovi allergeni sono contenuti in erbicidi usati dai giardinieri o nelle gomme utilizzate dagli idraulici, mentre fanno capolino nuove allergie che riguardano gli addetti alla ristorazione: chili e camomilla hanno già provocato casi di dermatite da contatto in addetti dei fast food e baristi», prosegue Balato. Quanto ai tabaccai e agli incalliti amanti del gratta e vinci, la dermatite da contatto può essere indotta dal nickel contenuto nei rivestimenti del tagliando della fortuna.

CONSIGLI PER LA PREVENZIONE – Nonostante il timore di ripercussioni sul posto di lavoro, segnalare i problemi è essenziale per riconoscere le situazioni di rischio e mettere in pratica i corretti metodi di prevenzione. Negli Stati Uniti si stima che le dermatiti professionali riguardino 15 milioni di persone. Nel nostro Paese, invece, l’attenzione è ancora scarsa e le omesse denunce sono la maggioranza. Vale la pena, dunque, fare qualche esempio. «Gli addetti dei centri estetici dovrebbero sempre usare i guanti per ridurre il contatto con le sostanze potenzialmente allergizzanti presenti nei prodotti utilizzati – puntualizza Alberico Motolese, direttore del reparto di dermatologia dell’azienda ospedaliera Macchi di Varese -. Mentre infermieri, medici e badanti dovrebbero sciacquare subito le mani dopo aver toccato le pillole, senza Image by iStocktoccarsi il viso per non indurre una reazione allergica cutanea anche sul volto». Utili sono anche le creme barriera, da utilizzare in aggiunta ai guanti come protezione per mantenere la pelle sana. «Se un individuo ha una storia di dermatite atopica nell’infanzia, è più a rischio di allergie – chiosa lo specialista Cataldo Patruno -. Una ragazza con questi trascorsi che diventa estetista ha un’elevata probabilità di sviluppare una dermatite da contatto».

Twitter @fabioditodaro

 

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 476 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 11218 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 475 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25002 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 25001 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 19877
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY