Tutto quello che c’è da sapere sui piccioni piccoli
«La grandezza e il progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali», diceva Gandhi. Una frase che possiamo anche ridimensionare alla nostra individualità: l’uomo che tratta bene gli animali che incontra -soprattutto se in difficoltà- come può non essere considerato buono? A volte, però, la volontà di aiutarli c’è, ma quello che manca è sapere come poterlo fare. Per esempio, come comportarsi se ci si imbatte in un piccolo di piccione?
Batuffolini grigi, con occhi grandi e un po’ spaesati, che se ne stanno a terra dopo essere, forse, caduti dal nido. O dopo aver tentato il volo per la prima volta. Ne trovi uno: cosa fai? In quei momenti, l’istinto di raccoglierlo è forte, ma dall’altra parte c’è sempre la paura di fare la scelta sbagliata. Perché prendersi cura di un pullo -di piccione, in questo caso- non è sempre facile e tantomeno necessario: riconoscere la situazione giusta può fare la differenza tra salvare una vita e interferire inutilmente con la natura.
Vediamo dunque tutto quello che c’è da sapere sui cuccioli di piccione: cosa mangiano, come riconoscerli, come capire se stanno male e quando arriva il momento in cui, pronti, volano via a esplorare il mondo in completa autonomia.

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Piccione piccolo: caratteristiche e come riconoscerlo
Partiamo dal principio: come capisco se quello che ho davanti è effettivamente un piccione piccolo? Come prima cosa, bisogna imparare a riconoscerlo. Per fortuna, i pulcini di piccione -detti anche pulli- hanno caratteristiche fisiche ben precise che lo distinguono dagli adulti e da altre specie.
Nei primi giorni di vita un piccione piccolo è nudo, o ricoperto da una sottile peluria giallastra. Gli occhi sono ancora chiusi -o giusto semiaperti- e il becco è sproporzionato rispetto al resto del corpo. Crescendo, sviluppa poi un piumaggio grigiastro arruffato, ma resta comunque molto diverso dall’esemplare adulto: le penne non sono ancora compatte, la cera sopra il becco è molto evidente e le zampe appaiono grosse e, anche qui, sproporzionate rispetto alla corporatura.
Un giovane piccione svezzato -detto ramingo- può già trovarsi a terra, goffo nei movimenti e con un volo decisamente incerto, ma è comunque ancora dipendente dai genitori per quanto riguarda il cibo. Riconoscere queste fasi è essenziali per capire se l’animale ha davvero bisogno del nostro intervento o se si trova, semplicemente, nel suo naturale percorso di crescita. Con cui è bene non interferire, per non fare danni indesiderati e irreparabili.

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Perché non si vedono mai piccioni piccoli?
Le nostre città, da sempre, pullulano di piccioni. Ne abbiamo talmente tanti che, in alcuni casi, sono nate anche iniziative controverse come il “tiro al piccione” di Como, con rilascio di uno speciale patentino per abbatterli. Sebbene siano passati oltre dieci anni e certe iniziative non vengano più proposte, il problema non è diminuito, anzi: si stimano cifre come 200.000 esemplari solo a Milano, per renderci conto di quanti sono.
Eppure, nonostante le quantità, vedere un piccolo di piccione è un evento raro. Ma perché? Non è che i piccioni piccoli non esistano, chiaramente: come tutte le specie che popolano la Terra, nascono cuccioli anche loro e poi crescono nel tempo. È solo che non li vediamo quasi mai così piccini, perché trascorrono i primi giorni o settimane al sicuro nel nido, lontano da occhi indiscreti e dai pericoli delle strade, delle città.
I nidi dei piccioni, poi, sono nascosti e protetti, costruiti in punti difficili da raggiungere. Cornicioni, tetti, cavità di edifici o strutture urbane sopraelevate: tutti quelli che per noi sono punti scomodi anche solo in cui guardare. Questo li protegge dal disturbo umano, chiaramente, ma anche dai predatori che, anche in ambienti insoliti come la città, ci sono e si aggirano pronti a rubare le uova o i cuccioli stessi.
E poi, non è che i pulli rimangano pulli poi così a lungo: anzi, crescono molto in fretta. Nel giro di pochi giorni sviluppano piume e crescono di dimensioni, diventando più simili agli adulti. Questo periodo così ridotto in cui sono ancora piccoli riduce drasticamente le probabilità di imbatterci in uno di loro.
Anche quando diventano raminghi, comunque, i giovani piccioni rimangono nel nido. Almeno, fino a che non sono in grado di muoversi e nutrirsi autonomamente. I genitori li alimentano di continuo, perciò è piuttosto raro che vengano lasciati da soli a terra. Quando cominciano a scendere, anche se goffi e impacciati, hanno già il piumaggio praticamente completo, ed è perciò difficile distinguerli dagli adulti.
Non li vediamo mai, quindi, per una serie di fattori: protezione naturale in primis, ma anche crescita veloce e comportamento dei genitori, che se ne prendono cura e fanno in modo che siano al sicuro fino al momento giusto per lasciarli esplorare in autonomia.

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Piccolo di piccione: quando vola via?
Ad un certo punto, anche il ramingo lascia il nido e vola via. Quando accade? In genere, tra le 4 e le 6 settimane di vita, a seconda della disponibilità di cibo e della sicurezza dell’ambiente che lo circonda.
Le fasi dello sviluppo di un piccione piccolo sono davvero molto rapide, e si susseguono nell’arco di un mese, un mese e mezzo al massimo. Il pullo appena nato viene considerato così fino al compimento del settimo giorno di vita: qui è ancora nudo e completamente dipendente dai genitori.
Si sviluppano le piume intorno alle 2-4 settimane, i muscoli alari si rafforzano e inizia a muoversi nel nido, facendo qualche piccolo esercizio di apertura e chiusura delle ali. La fase “ramingo” arriva intorno al mese di vita: il piumaggio è quasi completo e si sposta a terra nei dintorni del nido. Un paio di settimane dopo è pronto a volare con sicurezza, cercare cibo da solo e diventare completamente indipendente dai genitori.

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Cosa fare se si trova un piccolo di piccione
Evento estremamente raro, ma se succede? Cosa fare nel caso in cui troviamo un piccolo di piccione a terra? Saperlo è fondamentale perché, come non tutti sanno, non sempre i piccoli da soli hanno bisogno di aiuto o si trovano in difficoltà.
Perciò, il primo passo da fare è una valutazione approssimativa dell’età del piccolo:
- Pullo nudo o con pochissima peluria: non ha più di dieci giorni di vita. In questo caso, è quasi sicuramente caduto dal nido ed è indifeso, perché richiede attenzione immediata.
- Ramingo piumato: ancora non vola bene, ma è un giovane già più grande, intorno al mese di vita. È probabile che i genitori si trovino lì nei dintorni e lo nutrano a terra, perciò potrebbe non avere bisogno di aiuto.
Dopo aver più o meno classificato il pennuto, ci attiviamo per proteggerlo da eventuali pericoli. Se si trova in strada, vicino a gatti, cani o traffico, spostalo delicatamente in un luogo sicuro, ma sempre vicino a dove è stato trovato. Non portarlo lontano: i genitori potrebbero non riconoscerlo.
Non nutrirlo da solo con pane, latte o altri alimenti per umani: possono essere molto dannosi per il suo organismo. I pulli necessitano di alimenti specifici, reperibili solo in centri specializzati o presso alcuni veterinari (approfondiamo tra poco). Anziché prendere iniziative “a casaccio”, contatta esperti che possano essere d’aiuto. Per esempio:
- CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici) locali;
- un veterinario specializzato in fauna urbana;
- Associazioni animaliste che si occupano di volatili.
Ma prima ancora di intervenire, limitati a osservare e. Molti giovani a terra sembrano soli, ma in realtà sono osservati dai genitori che si tengono a leggera distanza, ma che non li perdono di vista. Intervenire è giusto solo se l’animale è ferito, in pericolo immediato o è un pullo nudo incapace ancora di muoversi.
La regola d’oro in questo caso è: non sempre “salvare” è la scelta giusta. A volte, il modo migliore per aiutare un piccolo di piccione è lasciarlo sotto la supervisione dei suoi genitori, proteggendolo dai pericoli.

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Come capire se il cucciolo di piccione sta male
Capire se un pulcino di piccione ha bisogno di cure mediche è uno degli step fondamentali per decidere se intervenire o chiamare un centro specializzato. Ci sono dei segnali inequivocabili da ricercare per rendersi conto se sta male oppure no: vediamoli insieme.
In primis, il suo aspetto fisico parla per lui. Un piumaggio arruffato o mancante in modo anomalo può essere un sintomo allarmante, così come occhi chiusi oppure opachi, con secrezioni oculari e/o nasali. Anche il becco può dirci tanto: se è deformato o di un colore giallo pallido, può indicare malnutrizione dell’uccello. Nei casi di ferite o traumi, poi, è ancora più facile rendersi conto se l’animale sta male o meno: è evidente, con zampe o ali piegate in modo innaturale, ferite aperte o sanguinamento visibile.
Se il corpo non appare malato, possiamo fare affidamento al comportamento. Debolezza o immobilità eccessiva (non cerca di muoversi o di spostarsi) sono segnali a cui prestare attenzione, così come la scarsa reattività al contatto o ai rumori e la respirazione affannosa o eccessivamente rapida.
Anche il comportamento in relazione all’alimentazione è un fattore determinante per decidere se intervenire o meno: il rifiuto del cibo (anche se offerto nel modo corretto), vomito o diarrea frequente sono sintomi preoccupanti.
Un’ultima avvisaglia che qualcosa non va può darcela il nostro olfatto. Se c’è un odore forte e sgradevole proveniente dal piumaggio o dal becco, dobbiamo intervenire chiamando chi di dovere: spesso, è segno di infezioni in corso.
Cosa facciamo se notiamo uno di questi segnali? Riepilogando quanto detto finora: contattiamo immediatamente un CRAS o un veterinario specializzato in fauna urbana. Nel frattempo, evitiamo di somministrare cibo o acqua in autonomia (potremmo peggiorare la situazione) e ci limitiamo a mantenere il piccolo al caldo, in un luogo tranquillo, fino all’arrivo di un esperto.

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Cosa far mangiare al piccione piccolo
Torniamo un attimo indietro alla questione alimentazione: cosa mangiano i piccioni piccoli? E cosa dare se ne troviamo uno? Come detto -ma è sempre bene ribadirlo- un piccolo di piccione (pullo o ramingo che sia) non può mangiare né cibo per adulti né tanto meno cibo per umani. Ha bisogno di una specifica alimentazione, dal momento che il suo apparato digerente è delicato e ancora in fase di sviluppo.
Più nel dettaglio, un pullo nudo entro il decimo giorno di vita deve essere alimentato con latte artificiale per uccelli o pappine, reperibili nei centri di recupero o in negozi altamente specializzati. Va somministrato in piccole quantità più volte al giorno, con strumenti delicati come siringhe senza ago per richiamare le modalità di imbecco dei genitori, a cui il piccolo è abituato. Mai latte vaccino, pane, semi secchi o cibo per uccelli adulti: non solo non sono adatti, ma possono causare soffocamento o problemi digestivi anche seri.
Quando si tratta di giovani piumati tra le due e le cinque settimane di vita, il discorso cambia. I raminghi possono cominciare a mangiare semi morbidi ammollati in acqua, piccole porzioni di cereali cotti e frutta morbida. Continuano poi a ricevere cibo semi-liquido dai genitori (o dai centri di recupero) fino a quando non imparano a volare per bene. A quel punto, diventano autonomi e provvedono da soli al proprio sostentamento.
Come indicazioni generali, le regole sono sempre le stesse: offrire piccole quantità più volte al giorno, mantenere il cibo pulito e fresco (evitando in ogni modo le muffe) e limitarsi al cibo, non all’acqua. Almeno fino a quando il piccolo non è in grado di bere da solo: soltanto in quel momento si deve provvedere anche all’idratazione.
Soprattutto, però, c’è da evitare di improvvisarsi esperti. In primis perché i volontari e gli specialisti esistono e sono lì per questo, in secondo luogo perché si rischia di fare davvero danni. Se non hai alcuna esperienza con pulli di piccione, perciò, è sempre meglio come prima cosa -dopo aver valutato che la situazione ha bisogno di attenzione- contattare un CRAS o un veterinario specializzato e lasciare che se ne occupi chi di dovere. L’alimentazione errata, così come lo spostamento quando non è necessario, possono di fatto essere azioni fatali per un cucciolo di piccione.

