Wise Society : Cosa sono le Life Skills secondo l’OMS

Cosa sono le Life Skills secondo l’OMS

di
22 Aprile 2026

Scopri cosa sono le Life Skills secondo l’OMS, la loro storia dal 1993, e quali competenze aiutano a vivere meglio e affrontare le sfide quotidiane

Un adolescente su cinque in Europa ha dichiarato di soffrire di stress o difficoltà emotive ricorrenti. È quanto emerge dai dati dell’OMS nel 2024. L’uso eccessivo del web contribuisce a questo rischio depressione in aumento tra i giovanissimi, ma non è solo questo: è l’intero sistema, la società, a causare un malessere che arriva sempre prima. Mentre succede questo, scuole e sistemi educativi stanno cercando degli strumenti che superino le competenze tradizionali per rispondere al bisogno, sempre più impellente, di imparare a gestire emozioni e relazioni. Ed è qui che riemergono le Life Skills: competenze per la vita. Ma di che si tratta esattamente?  Niente di nuovo, ma qualcosa che oggi torna attuale come non mai considerando la freneticità del mondo in cui viviamo. L’OMS le ha individuate già negli anni ‘90, definendo in questo modo tutte le abilità pratiche che influenzano in modo diretto il benessere, individuale e anche collettivo. Capire cosa sono le Life Skills secondo significa quindi imparare a leggere il concetto di salute in modo diverso: non la mera assenza di malattia, ma più una capacità a 360 gradi di affrontare la quotidianità, in equilibrio con se stessi e con l’ambiente che ci circonda.

life skills oms

Foto Freepik

Cosa sono le Life Skills

In italiano le traduciamo come competenze o abilità per la vita, ma questo non ci aiuta realmente a capire di cosa stiamo parlando effettivamente. Per dare una definizione più approfondita, le Life Skills sono un insieme di competenze personali, relazionali e cognitive che danno modo alle persone di affrontare in maniera efficace le sfide della vita quotidiana. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si tratta di abilità trasversali che non derivano da conoscenze teoriche, bensì dal modo in cui si gestiscono emozioni, relazioni, decisioni e situazioni complesse che ci troviamo a fronteggiare. Sono quindi competenze pratiche, applicabili in ogni contesto: dalla scuola al lavoro, fino alla vita personale.

Il concetto alla base è semplice: il benessere non dipende soltanto da fattori fisici o esterni, ma anche dalla nostra capacità di adattamento, comunicazione e soprattutto reazione agli eventi. Una situazione può essere effettivamente dolorosa, ma come la fronteggiamo può di fatto ridimensionarla o, al contrario, farcela apparire peggiore. E non si tratta di “modo di essere”. Certo, alcune persone hanno delle abilità “innate”, già più sviluppate o che comunque vengono loro più naturali; per esempio, ci sono persone più capaci di altre nel non perdersi d’animo e guardare il lato positivo delle cose. Ottimismo, lo chiamano. Al tempo stesso, però, è possibile allenare e sviluppare le Life Skills, nel tentativo di stare meglio e aumentare la propria qualità della vita.  Possiamo quindi apprenderne di nuove o potenziarle nel tempo, sia attraverso esperienze che la vita ci propone, sia con pratiche mirate.

cosa sono le life skills

Foto Freepik

Storia delle Life Skills dell’OMS

Il concetto di competenze per la vita non è nuovo, ma nasce all’interno delle strategie di promozione della salute sviluppate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Quello era il periodo in cui si iniziava a superare una visione puramente clinica della salute, vale a dire: cominciando a dare rilevanza anche al benessere mentale. L’attenzione si spostava così, progressivamente, verso la prevenzione e il benessere globale della persona, senza ignorare le dimensioni psicologiche e sociali. Per la precisione lOMS ha lanciato le life skills nel 1993 come parte di un programma educativo rivolto in particolare a bambini e adolescenti, con l’obiettivo di rafforzare le capacità individuali di affrontare la pressione sociale. 

Il primo quadro delle Life Skills viene definito proprio negli anni Novanta, quando l’OMS individua un gruppo di competenze chiave da integrare nei programmi scolastici e nelle politiche di salute pubblica. L’idea alla base era quella di fornire degli strumenti pratici per prevenire determinati comportamenti a rischio, come abuso di sostanze, violenza o isolamento sociale. In questo caso non si voleva intervenire più solo sulle informazioni, ma anche sulle capacità personali.

Negli anni dopo, il modello delle abilità per la vita si è diffuso nel mondo, adottato da sistemi educativi e organizzazioni internazionali. Il concetto si evolve e si amplia, poi, trovando applicazione anche in ambiti come il lavoro, la formazione degli adulti e il benessere organizzativo. Inclusione e salute mentale sono le sfide più complesse delle Life Skills, che rafforzano il legame tra esse e lo sviluppo sostenibile. Sono passati più di trent’anni da allora eppure si tratta di un concetto sempre attuale, anche perché capace di evolvere con i tempi. 

life skills oms 1993

Foto Freepik

Quali sono le principali abilità per la vita

Quelle individuate dall’OMS sono varie competenze, sia cognitive che emotive e sociali, tutte in grado di aiutarci a gestire in modo efficace le sfide quotidiane, e a prendere decisioni consapevoli. Alcune sono più diffuse e importanti di altre, nel senso che si rivelano utili in una maggior quantità di situazioni. Tra queste abbiamo per esempio il pensiero critico, abilità che permette di analizzare informazioni, valutare alternative e risolvere problemi in maniera ragionata, evitando di reagire in modo impulsivo o per condizionamenti esterni. A questa si affianca -e non sostituisce- il pensiero creativo, che serve aa trovare soluzioni originali e adattarsi a situazioni, nuove o complesse che siano.

La gestione delle emozioni è un’altra competenza molto importante, grazie alla quale possiamo riconoscere e modulare sentimenti forti come ansia o rabbia, andando a ridurre lo stress e migliorando il benessere psicologico. Più specifica c’è anche la gestione dello stress, che insegna tecniche pratiche per affrontare scadenze e cambiamenti senza compromettere il proprio equilibrio. 

Le abilità comunicative e relazionali completano il quadro. Saper ascoltare, esprimere idee in modo chiaro, negoziare, risolvere conflitti, sono tutti modi per costruire relazioni positive in ogni contesto (famiglia, scuola, lavoro e comunità). Svilupparle ci aiuta a gestire i rapporti con gli altri al meglio, senza lasciarsi scalfire dalle situazioni spiacevoli ma, piuttosto, imparando a cogliere gli eventuali insegnamenti. Importanti sono anche la consapevolezza di sé e l’autocontrollo, che ci aiutano a conoscere punti di forza e limiti, a definire obiettivi realistici e a prendere decisioni in linea con i nostri valori. 

Ce ne sono poi altre, utili e importanti: empatia, capacità di collaborazione e problem solving sociale ci aiutano a interagire efficacemente con gli altri e a contribuire a contesti più inclusivi e sostenibili. Tutte queste rientrano tra le principali Life Skills, che non dobbiamo vedere come un’indicazione su “cosa fare in caso di”, ma più un aiuto per affrontare la vita con equilibrio e consapevolezza. 

l'oms ha lanciato le life skills nel

Foto Freepik

Perché le Life Skills sono importanti

Le Life Skills sono un enorme aiuto nella vita, dal momento che rappresentano strumenti di crescita personale, in un certo senso. Mezzi per sviluppare resilienza, autonomia e consapevolezza, qualità indispensabili in questo mondo così tanto complesso e soprattutto in continuo cambiamento: non facciamo in tempo ad abituarci a una situazione che già si è evoluto, e dobbiamo esser pronti a riadattarci. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la mancanza di queste competenze aumenta il rischio di stress cronico, ansia, comportamenti a rischio e difficoltà relazionali, mentre il loro sviluppo contribuisce a una migliore gestione delle emozioni e delle pressioni quotidiane. Facendo un esempio, non possiamo che pensare ai giovani che praticano regolarmente strategie di problem solving e gestione dello stress. I risultati sono evidenti, e si traducono in: più adattabilità scolastica e sociale, più capacità più efficace di risolvere conflitti e un migliore equilibrio in generale tra vita personale e responsabilità.

Anche sul piano collettivo le Life Skills si rivelano importantissime. Grazie a loro è più facile sviluppare comportamenti pro-sociali di empatia e collaborazione, che sono poi gli elementi che servono per creare comunità più inclusive e sostenibili. Chi presenta delle buone abilità di comunicazione, negoziazione e pensiero critico sarà anche più facilmente in grado di partecipare attivamente alle decisioni collettive. Tutti comportamenti che portano a meno conflitti e a soluzioni più eque e sostenibili. 

Le abilità per la vita sono anche un valido supporto nel mondo digitale e iperconnesso in cui viviamo oggi. Con tutte queste informazioni complesse, le fonti che non sempre sono attendibili e i contenuti artificiali che ci propongono in ogni dove, abbiamo più modo di interpretare e prendere decisioni consapevoli, allontanandoci dal rischio di disinformazione a catena.  Questa dimensione cognitiva, messa insieme alla gestione emotiva e sociale, le rende un ponte tra benessere individuale e responsabilità sociale.

Possedere e sviluppare Life Skills non è soltanto un aiuto per affrontare meglio le sfide quotidiane, quindi, ma anche un modo per contribuire a costruire un contesto più equilibrato e sostenibile, dove persone e comunità possono crescere in armonia con se stessi e con l’ambiente che li circonda.

abilità per la vita

Foto Freepik

Come allenare le competenze per la vita

“Nessuno nasce imparato”, mai come in questo caso si tratta di una frase azzeccata. Certo: c’è chi alcune abilità per la vita ce le ha più sviluppate già di default, magari per esperienze che ha vissuto durante l’infanzia o comunque nel corso della propria vita. O a volte è semplicemente questione di carattere. Ciò non significa, però, che non si possa intervenire per svilupparne di nuove o potenziare quelle già presenti facendo un lavoro su se stessi. Allenare le Life Skills è un processo possibile, pratico e continuo, e significa trasformare comportamenti quotidiani in occasioni di apprendimento consapevole. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per sviluppare queste competenze si passa attraverso esperienza, riflessione e allenamento costante, più che dallo studio tradizionale. Per questo, il primo passo è portare attenzione alle proprie abitudini: riconoscere come reagiamo a situazioni di stress o alle decisioni da prendere è la base per poter valutare la situazione e, di conseguenza, migliorarla. 

Una delle strategie più efficaci è il lavoro sulla consapevolezza di sé. Possiamo praticarla tenendo un diario personale o fermandoci a riflettere sulle proprie reazioni, oppure ancora attraverso specifiche tecniche di mindfulness. In ogni caso l’obiettivo è quello di identificare le nostre emozioni e i nostri punti di forza, nonché le aree in cui possiamo migliorare. Una sorta di analisi che ci dà modo di intervenire in modo più mirato su determinate abilità, come autocontrollo e gestione dello stress. Quest’ultimo, tra l’altro, è un ulteriore elemento che si può allenare attraverso tecniche concrete di respirazione consapevole, attività fisica regolare e organizzazione del tempo. Dobbiamo imparare a conoscerci, e soprattutto a riconoscere (in tempo) i segnali di sovraccarico, intervenendo prima che diventino critici. 

Per quanto riguarda pensiero critico e problem solving, invece, ci sono altri modi per allenarli: di solito si tratta di mettere in discussione automatismi e opinioni che formuliamo, magari senza nemmeno rendercene conto o rifletterci troppo.  Analizzare una situazione da più punti di vista, valutare conseguenze e alternative, evitare risposte impulsive: sono tutti esercizi semplici ma fondamentali per arrivare a decisioni più coscienti. Anche esporsi a contesti nuovi -viaggi, esperienze formative, confronto con persone diverse- stimola la flessibilità mentale e incrementa di netto la nostra capacità di adattamento. Si tratta di uscire dalla famosa comfort zone come “terapia d’urto” per imparare qualcosa. 

Alcuni di noi hanno più difficoltà nell’ambito delle relazioni, non necessariamente intime: anche sul lavoro o nella vita di ogni giorno. In questo caso abbiamo diversi modi per sviluppare competenze utili, uno su tutti è proprio il confronto diretto con gli altri. Ascolto attivo, comunicazione chiara, gestione dei conflitti, capacità di collaborazione migliorano di gran lunga chiedendo feedback e mettendosi in gioco. È questo il passaggio essenziale per costruire relazioni davvero sane ed efficaci, in ogni contesto. 

In ogni caso, è sempre importante non pretendere troppo da se stessi -per non cadere nello scoraggiamento- e adottare un approccio graduale. Le Life Skills non si possono certo acquisire tutte insieme o dall’oggi al domani: si costruiscono nel tempo, con piccoli miglioramenti costanti. Anche pochi minuti al giorno fanno la differenza per il futuro. Quello che dobbiamo fare, quindi, è sfruttare l’esperienza quotidiana in un percorso di crescita attiva: osservare, sperimentare, correggere, migliorare, in base a ciò che ci succede prendiamo gli insegnamenti che ne conseguono e guardiamo oltre.

Wise Radio
© Riproduzione riservata
Altri contenuti su questi temi: , ,
Continua a leggere questo articolo:
WISE RADIO