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Il latte materno, prima difesa contro le allergie dei bambini

Ricco di anticorpi specifici, batteri, zuccheri complessi, acidi grassi essenziali è in grado di proteggere il bambino dalle infezioni e dalla comparsa di numerose malattie, tra cui le malattie allergiche.

Fabio Di Todaro
23 Aprile 2020
neonato

Foto belchonock © 123RF.com

Il latte materno è la prima, importante barriera protettiva contro le varie forme di allergia che, in Italia, colpiscono circa 1 bambino su 4. Possono comparire ad ogni età, anche nel primo anno di vita, e sono influenzate dalla predisposizione genetica e dai fattori ambientali, in particolare quelli dei Paesi occidentali, dove il numero degli allergici è in rapida crescita. Ma possono essere prevenute: partendo dall’allattamento al seno e arrivando (se necessario) all’introduzione nella dieta di mamme e bebè di prebiotici e probiotici.

Come e chi colpiscono le allergie

La forma più frequente tra i bambini italiani è la rinite allergica che colpisce il 35% dei ragazzi delle scuole medie inferiori. Seguono l’asma allergico, la dermatite atopica e le allergie alimentari. Negli ultimi decenni queste malattie hanno registrato un’impennata soprattutto nei Paesi occidentali in cui alcune abitudini, come l’igiene sempre più accurata e l’alto livello di inquinamento degli agglomerati urbani, ne favoriscono l’insorgenza e il peggioramento. Anche la predisposizione genetica ha un ruolo determinante. Se mamma e papà non sono allergici, infatti, il rischio che lo sia un figlio è limitato (10-15 per cento dei casi). La percentuale sale invece (30 per cento) se uno dei genitori è allergico e, di conseguenza, se lo sono entrambi (fino all’80 per cento).

Le allergie possono essere anche gravi, a seconda dei sintomi con i quali si manifestano e dell’impatto sulla qualità della vita. È il caso, in particolare, dei pazienti con anafilassi, ovvero la forma più grave di reazione allergica ad un alimento. Colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti. I suoi sintomi si sviluppano molto rapidamente: basta l’ingestione, il contatto, o la semplice inalazione di minime quantità dell’allergene per scatenare orticaria, edema e gonfiore del volto, prurito e gonfiore delle estremità, rinite, congiuntivite, mancanza di fiato, tosse convulsa. In circa 3 casi su 100 si arriva anche alla riduzione della pressione arteriosa e allo shock anafilattico.

Il latte materno come barriera contro le allergie

«Per contrastare la marcia allergica tra i bambini oggi abbiamo alcune armi efficaci, ma l’intervento deve essere precoce» spiega Alessandro Fiocchi, responsabile del reparto di allergologia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. «È scientificamente provato, infatti, che particolari interventi sulla dieta e sulle abitudini di vita delle future mamme e dei neonati entro le prime 4 settimane dalla nascita riducono il rischio di sviluppare allergie nel corso della crescita». La prima barriera contro le allergie è il latte materno che contiene una serie di sostanze (anticorpi specifici, batteri, zuccheri complessi ad azione sul microbioma intestinale e sul sistema immune del neonato, acidi grassi essenziali) in grado di proteggere il bambino dalle infezioni e dalla comparsa di numerose malattie, tra cui le malattie allergiche. Quando il latte della mamma non è disponibile, ai bambini a rischio di sviluppare allergie, in particolare alle proteine del latte vaccino, si raccomandano prodotti idrolizzati. Si tratta di“latti formulati in modo da avere una composizione il più vicina possibile a quella del latte materno che vengono sottoposti a un particolare procedimento (idrolisi) che provoca la scissione delle proteine riducendone la capacità di indurre reazioni allergiche.

Donna in gravidanza

Foto Anastasiia Stiahailo © 123RF.com

Probiotici e prebiotici: quando servono?

Un’altra strategia preventiva è l’introduzione nella dieta di mamme e bambini di prebiotici e probiotici. Questi ultimi sono microrganismi vivi (presenti in molti alimenti comuni, come yogurt o latte fermentato) che possono apportare benefici alla salute quando somministrati in quantità adeguate. In qualità di immuno-modulatori della risposta allergica, nelle linee guida della World Allergy Organization vengono raccomandati – in determinate situazioni – per la prevenzione delle allergie, soprattutto la dermatite atopica. «I probiotici – aggiunge l’esperto – possono ridurre la frequenza di manifestazioni allergiche già se assunti nel corso del terzo trimestre della gravidanza. La loro efficacia è comunque rilevabile anche nel corso dell’allattamento o con la somministrazione nel latte in formula, se il neonato non viene allattato al seno. Per quanto riguarda i prebiotici, invece, si hanno benefici solo se somministrati al lattante, in termini non solo di eczema, ma anche di asma e di allergia alimentare».

 

Twitter @fabioditodaro

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