Wise Society : La Sla, una “stronza” da non dimenticare

La Sla, una “stronza” da non dimenticare

di Mariella Caruso
22 Settembre 2014

Un'estate di donazioni (e polemiche) legate all'Ice Bucket Challenge conclusa con la 7ma Giornata Nazionale sulla Sla che ha fatto lievitare le donazioni fino a 2 milioni di euro

AislaL’estate è passata e con essa anche le secchiate gelate dell’Ice Bucket Challenge, la gara di solidarietà a favore della lotta contro la Sla, ovvero la sclerosi laterale amiotrofica o “morbo di Lou Gehrig”, una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria.

Il “bottino” di solidarietà estivo è stato notevole: in un periodo in cui tutte le campagne di raccolta sono spente la raccolta fondi è schizzata in alto spinta dalla condivisione virale di video di vip e persone comuni. Soltanto l’Aisla, una delle maggiori associazioni per la sensibilizzazione, la lotta contro la malattia e l’aiuto alle famiglie dei malati, ha raccolto milioni di euro, così come da tweet dedicato e messo in rete appena prima della Giornata nazionale sulla Sla del 21 settembre: “#IceBucketChallenge: Secchio dopo secchio, cubetto dopo cubetto, grazie a voi sono stati raccolti ad oggi € 1.879.463,30!”. Ci sono state, poi, parecchie donazioni alla Fondazione Borgonovo, nata nel 2008 per volontà di Stefano Borgonovo, ex calciatore ucciso dalla Sla, che lui chiamava “la stronza” il 27 giugno 2013.

Una somma che è cresciuta parecchio nel fine settimana tra il 20 e il 21 settembre, il weekend nel quale si è celebrata la 7ma Giornata Nazionale sulla Sla. Già lunedì 22 il totalizzatore delle donazioni è cresciuto fino a raggiungere i 2 milioni di euro. Cifra, quest’ultima, che mette un punto definitivo alle polemiche estive fiorite sull’Ice Bucket Challenge, già liquidate come pretestuose dal presidente dell’Aisla, l’ex calciatore oggi opinionista di Sky Italia, Massimo Mauro. «È duro sentire gente che polemizza. Non possiamo che essere felici di un’iniziativa di questo genere che ha il potere di sensibilizzare tutto il mondo nella lotta a questa malattia dimenticata da Dio e dagli uomini con testimonial che nessuna associazione avrebbe potuto permettersi»,  diceva Mauro in pieno boom di docce gelate. E, ovviamente, ha avuto ragione.

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