Il grounding consente di ristabilire un contatto autentico con se stessi e con la realtà circostante senza richiedere strumenti complessi né spazi particolari: basta attenzione, presenza e continuità
Capita a volte di sentirsi sopraffatti dallo stress e dai pensieri, come se il corpo e la mente vivessero su piani separati. Questo avviene perché la mente, nel tentativo di proteggerci dalla sofferenza, attiva diversi meccanismi di difesa, che a volte rischiano di compromettere il nostro benessere. In questi casi è importante tornare al “qui e ora”, ed è questo lo scopo del grounding: su tratta di una pratica che riporta l’attenzione al presente attraverso un contatto consapevole con il corpo e l’ambiente. Riducendo ansia e stress in modo immediato, il grounding aiuta a riconnetterci con il nostro corpo, migliorando benessere fisico, mentale ed emotivo e favorendo un equilibrio psicofisico profondo e duraturo. Ma esattamente cos’è il grounding e perché è così importante? Scopriamolo insieme, approfondendo il suo significato, alcuni esercizi pratici ed i benefici che questi portano.

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Cos’è il grounding
Il termine grounding è inglese e tradotto significa radicamento. Se dovessimo quindi dare una definizione del termine, potremmo dire che indica la pratica di stabilire un contatto consapevole con la terra e con il proprio corpo.
Il significato di grounding tuttavia va ben oltre il semplice toccare il suolo: rappresenta uno dei principi più importanti della pratica bioenergetica ideata dal medico Alexander Lowen, volta a riequilibrare le energie sottili dell’organismo. Partendo dal presupposto che la connessione tra individuo e suolo sia una connessione energetica, attraverso il grounding è possibile sentire l’energia fluire nel proprio corpo e ristabilire l’equilibrio energetico tra l’alto e il basso. Il risultato è che questa tecnica di rilassamento favorisce un senso di stabilità e presenza, riportando la persona a contatto con la realtà del proprio corpo, permettendo di stabilire una connessione adeguata con il suolo che lo sostiene: si ritorna a percepire le proprie emozioni, l’ambiente circostante, si riacquista consapevolezza nella realtà, nel “qui ed ora” (hic et nunc come dicevano i latini), traendo energia da questa consapevolezza.
Esercizi pratici di grounding
Applicare il grounding è semplice e può essere fatto ovunque: conoscere gli esercizi da praticare può essere molto utile quando si avverte la necessità di ridurre lo stress, il dolore, o nei casi in cui si rischia di perdere il controllo o di essere sopraffatti dalla paura di non riuscire a fare qualcosa. Inoltre può essere applicato anche per migliorare il sonno e il ritmo notturno del cortisolo.
Ecco allora alcuni esercizi di grounding – semplici e ripetibili – per tornare con i piedi per terra, che si possono fare all’occorrenza o anche quotidianamente:
- Respiro radicato: si parte da un gesto naturale — inspirare ed espirare — trasformandolo in un movimento che stabilizza: inspirando si immagina di attingere energia dalla terra, espirando si lascia andare ciò che pesa. La sua forza sta nella lentezza, nella visualizzazione e nel coinvolgimento del sistema nervoso, che risponde immediatamente al respiro calmo. Si può praticare da seduti o da sdraiati, come si preferisce;
- Camminare a piedi nudi sulla terra (earthing): il contatto diretto con la natura restituisce sensazioni tattili che spesso ignoriamo — temperatura, consistenza, micro-movimenti — e invita a rallentare. È un modo semplice per allenare la presenza senza forzarla. Basta camminare a piedi nudi in un parco, in un giardino o in spiaggia ed immaginare di assorbire l’energia della terra attraverso i piedi, rilasciando le tensioni;
- Visualizzazione delle radici, per lavorare sul piano simbolico: chiudere gli occhi e immaginare di essere un albero, con radici che scendono nel terreno, crea una sensazione di solidità interna che aiuta nei momenti di incertezza. Allena l’immaginazione, ma anche la postura: più ci sentiamo radicati, più il corpo tende naturalmente a stabilizzarsi;
- Tocco terapeutico con oggetti naturali: si introduce un elemento tattile che risveglia i sensi. Pietre, foglie, conchiglie: non serve nulla di speciale, basta qualcosa di naturale che riporti alla concretezza. Tenerlo tra le mani concentrandosi su consistenza, temperatura, peso dell’oggetto porta la mente al presente, interrompendo la catena dei pensieri ripetitivi;
- Meditazione seduta con attenzione al corpo: bisogna sedersi con la schiena dritta, i piedi ben appoggiati a terra, concentrarsi sul respiro e percepire il peso del corpo che si distribuisce sul suolo. In tal modo è possibile immaginare che tutto il corpo, dalla punta dei piedi alla testa, si rilassi completamente, rilasciando le tensioni.
Ognuno di questi esercizi di grounding ci aiuta a vivere il presente in un preciso attimo e istante, liberando così la mente da ansie e preoccupazioni.

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Ecco cosa accade quando ci radichiamo
I benefici del grounding sono diretta conseguenza delle tecniche e degli esercizi appena illustrati: la cosa incredibile è che emergono su diversi piani e non esclusivamente sul rilassamento immediato. Qui di seguito, per ognuno degli esercizi menzionati nel paragrafo precedente, elenchiamo gli effetti sul piano mentale e fisico.
- Il respiro radicato, ad esempio, ha un effetto regolatore: riduce l’attivazione fisiologica, riequilibra il ritmo respiratorio e crea uno spazio interno più ampio per affrontare emozioni intense. È una pratica utile prima di un impegno importante o nei momenti in cui ci si sente sopraffatti.
- L’earthing — che affianca sensorialità e movimento — favorisce una progressiva riduzione delle tensioni muscolari e migliora la percezione del corpo nello spazio: non è solo un gesto “naturalistico”, ma aiuta chi tende a farsi trasportare dai pensieri a ritrovare un contatto immediato con la realtà fisica.
- La visualizzazione delle radici invece sostiene la stabilità emotiva: nei periodi di incertezza, quando ci si sente “senza appigli”, questa immagine di solidità facilita un senso interno di direzione e presenza. È un beneficio più sottile, ma spesso significativo per chi vive momenti di transizione.
- Il tocco terapeutico, coinvolgendo il tatto, attiva la mindfulness sensoriale: porta calma perché reindirizza l’attenzione su qualcosa di concreto, riducendo ansia e dispersione mentale. È uno strumento prezioso anche al lavoro o nei contesti dove non è possibile praticare esercizi più strutturati.
- La meditazione sul corpo, infine, invita a rilasciare tensioni residue che spesso influenzano umore, respiro e qualità del sonno. Con il tempo aumenta la consapevolezza corporea e rende più facile riconoscere i segnali precoci di stress, permettendo di intervenire prima che si accumulino.
I benefici del grounding su corpo e mente
Com’è facile immaginare grounding e il radicamento possono quindi portare con sé molti benefici e aspetti positivi che si riflettono sia sul piano mentale che fisico, alcuni dei quali sono stati anche confermati da studi preliminari sul tema. Li riassumiamo qui sotto
- Riduzione dello stress e miglioramento dell’umore
Alcuni studi indicano una riduzione dei livelli di cortisolo salivare e un miglioramento del tono dell’umore dopo sessioni di grounding. Molte persone riportano una sensazione soggettiva di calma e centratura dopo una sessione di radicamento - Miglioramento della qualità del sonno
L’esposizione al contatto diretto con la Terra sembra correlarsi a un miglior funzionamento del ritmo circadiano, secondo alcune ricerche preliminari. Fare esercizi di grounding permette di addormentarsi più facilmente e di godere di un sonno più profondo - Riduzione dell’infiammazione
Alcuni studi pilota hanno mostrato una riduzione di marcatori infiammatori e del dolore soggettivo, soprattutto in atleti dopo sforzi intensi. - Migliore recupero muscolare
Alcuni dati suggeriscono un miglioramento negli indici di dolore muscolare post-esercizio (DOMS) in atleti che hanno utilizzato esercizi di grounding prima del sonno. - Effetti sul sistema cardiovascolare
Uno studio preliminare ha osservato cambiamenti nella viscosità del sangue — che è importante per la salute cardiovascolare — dopo sessioni di grounding.
Benché i risultati delle ricerche siano molto interessanti, ma non sufficienti per trarre conclusioni definitive, è chiaro che il grounding porti con sé evidenti effetti benefici sul corpo e la mente. Nell’attesa che la scienza ci dia il suo responso definitivo, nulla ci vieta di applicare i pilastri di questa pratica nella nostra vita: sicuramente non può far male, anzi.
Paola Greco

