Wise Society : Fecondazione assistita: probabilità di riuscita per età e tipo di tecnica

Fecondazione assistita: probabilità di riuscita per età e tipo di tecnica

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16 Marzo 2026

Guida completa alle percentuali di successo della fecondazione assistita, con dati su FIVET, ICSI, inseminazione artificiale e fattori che influenzano il successo

Numeri, percentuali, probabilità. Fecondazione assistita e probabilità di riuscita vanno di pari passo, e chi affronta questo percorso lo sa sin dal principio. Anche se le aspettative, è chiaro, sono sempre alle stelle. Dietro ogni dato statistico ci sono percorsi personali influenzati in maniera esponenziale da fattori biologici come l’età anagrafica, e da innovazioni medico-scientifiche che aumentano le percentuali di successo. Oggi, le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) sono tante -pensiamo alla FIVET e alla ICSI, ma anche all’inseminazione intrauterina. E tutte offrono possibilità concrete, seppur con esiti variabili a seconda di tempistiche e condizioni cliniche. È importante partire sempre con la consapevolezza che si tratta di percentuali, non di certezze. E a partire da questi dati statistici è possibile orientarsi meglio verso il tipo di tecnica a noi più affine, tenendo conto anche di stile di vita, sostenibilità e senza sottovalutare l’impatto emotivo di questo genere di percorso.  

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Le statistiche della fecondazione assistita

Il quadro è in evoluzione, e le statistiche non fanno che confermarcelo. Sia per quanto riguarda l’uso di tecniche di PMA, in crescita, sia per quanto riguarda i risultati, che comunque variano significativamente in base alla tecnica stessa e all’età, nonché dal contesto clinico. Secondo alcuni dati italiani aggiornati al 2023, l’attività di PMA mostra un aumento sia delle coppie trattate sia dei cicli eseguiti, con oltre 112.000 cicli complessivi e quasi 17.300 bambini nati vivi grazie alle procedure di FIVET, ICSI e altre tecniche di II e III livello. Le tecniche con gameti della coppia fanno la maggior parte dei casi, con circa il 60% dei cicli a fresco (FIVET/ICSI) effettuati in quello stesso anno.

A livello di risultati, le percentuali di successo differiscono in base alla metodologia e all’età materna. Dati europei mostrano che, per esempio, cicli di IVF/ICSI producono tassi di gravidanza sensibilmente più alti rispetto all’inseminazione intrauterina (IUI), con punte di oltre 30-40% in gruppi più giovani e in centri con performance elevate. Di contro, le tecniche come IUI tendono ad avere percentuali più basse, spesso sotto il 15% per ciclo nelle fasce più giovani. 

Cosa ci dicono questi dati? Soprattutto che l’età rimane uno dei fattori più determinanti. Nelle tecniche avanzate come ICSI, diversi centri di riferimento riportano tassi di successo tra il 40  e il 50% per donne tra i 30 e i 34 anni, con un graduale declino oltre i 38 o 40 anni. 

I dati ci parlano anche di una grande diffusione, ormai, di PMA. In Paesi come il Regno Unito, la diffusione della fecondazione in vitro è tale che in pratica 1 bambino su 32 nasce tramite IVF. Un aumento netto rispetto agli anni passati.

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Tipologie di fecondazione assistita e percentuale di successo

Le tecniche di procreazione medicalmente assistita non sono tutte equivalenti. Ogni tipologia di PMA si distingue per una metodologia ben precisa e per un proprio livello di complessità. Di conseguenza, si adatta meglio a specifiche indicazioni cliniche e prevede una diversa percentuale di successo. Sapere questo è essenziale per valutare in maniera realistica prospettive e scelte di trattamento. Perché magari da una parte abbiamo tassi di gravidanza più elevati, ma anche maggiori risorse e stimolazione ormonale più aggressiva. Vediamo dunque una panoramica delle principali tecniche di PMA con caratteristiche e probabilità di riuscita. 

FIVET percentuale di successo

Una delle tecniche di fecondazione assistita più consolidate è la FIVET, acronimo che sta per Fecondazione in Vitro con Embryo Transfer. Come dice il suo nome, consiste nel prelevare gli ovociti dalla donna, fecondarli in laboratorio con gli spermatozoi e trasferire gli embrioni che ne risultano in utero. 

I tassi di successo clinico nei centri di riferimento europei e italiani, aggiornati al 2025, sono promettenti. Mostrano infatti che i tassi di gravidanza per ciclo con FIVET si aggirano in media tra il 30 e il 40% per quanto riguarda le donne al di sotto dei 35 anni di età, con discese graduali che seguono l’avanzare dell’età materna. Dopo i 38 anni, i tassi possono ridursi progressivamente verso il 20% o meno per ciclo, dato che riflette la diminuzione fisiologica della qualità ovocitaria con l’età. Tradotto: sarebbe più difficile anche naturalmente, perché più l’età va avanti più le probabilità diminuiscono. 

Bisogna dire anche che l’efficacia della FIVET dipende molto anche dalla risposta ovarica alla stimolazione e dal protocollo di laboratorio adottato.

ICSI percentuale di successo

Una variante della fecondazione in vitro è poi la ICSI, ovvero Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi. In questo caso, lo spermatozoo selezionato viene iniettato direttamente all’interno dell’ovocita. Anche se l’iter di stimolazione ormonale e prelievo ovocitario è pressoché identico a quello della FIVET, la ICSI è considerata più invasiva a livello laboratoristico. 

Questa tecnica viene spesso indicata come miglior percorso da seguire nei casi di fattore maschile severo o in caso di precedenti fallimenti con FIVET standard. Anche qui, i dati fanno comunque ben sperare. Le statistiche cliniche degli ultimi anni mostrano infatti che i tassi di gravidanza con ICSI sono paragonabili a quelli della FIVET o leggermente superiori in contesti selezionati, oscillando tra circa 35% e oltre il 45% per ciclo nelle donne più giovani nei centri con expertise elevata. 

Anche per l’ICSI, in ogni caso, l’età della donna resta un fattore chiave. Dopo i 38-40 anni i risultati tendono a diminuire in maniera importante. Ad ogni modo, i recenti progressi nelle tecniche di coltura embrionale e nella selezione degli spermatozoi hanno contribuito ad aumentare sempre più la percentuale di impianto e di gravidanze cliniche registrate nei registri nazionali e internazionali.Il costo è simile tra ICSI e FIVET. Parliamo di prezzi compresi tra i 3.000 e i 6.000 euro a ciclo, e di solito si rivelano necessari almeno tre o quattro cicli. Tirando in ballo i dati, l’80% delle coppie riesce a ottenere una gravidanza entro il terzo tentativo

Inseminazione artificiale (IA/IUI)

Esiste poi l’inseminazione artificiale intrauterina (IUI), considerata una procedura meno invasiva rispetto a FIVET e ICSI. Per effettuarla, infatti, gli spermatozoi preparati in laboratorio vengono depositati direttamente nell’utero al momento dell’ovulazione, in modo da favorire la fecondazione naturale. Nella maggior parte dei casi di infertilità lieve o di incompatibilità di coppia non grave, la IUI rappresenta il primo passo terapeutico: si parte da qui e si spera che funzioni già così. Anche se le percentuali di successo dell’IUI sono generalmente più basse rispetto alle tecniche di fecondazione in vitro: nei soggetti ideali (donne giovani, buona riserva ovarica, partner maschile con parametri seminali nei limiti normali), i tassi di gravidanza per ciclo si collocano tipicamente tra il 10% e il 15%. 

A influenzare fortemente l’esito della IUI, diversi fattori. Età materna in primis, e poi: qualità degli spermatozoi e corretta determinazione del momento dell’ovulazione. In molti casi l’inseminazione artificiale intrauterina viene combinata con una stimolazione ovarica controllata per aumentare il numero di follicoli disponibili e, dunque, le probabilità di successo.

Differenze sostanziali nelle percentuali di successo tra le varie tecniche PMA, non riferite soltanto alle specificità delle procedure, ma anche alle condizioni cliniche del singolo e della coppia. Nonché, dalle strategie di trattamento adottate nei centri specializzati. Anche per questo è fondamentale scegliere solo tra i migliori centri PMA europei e pretendere sempre una valutazione personalizzata.

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Fecondazione assistita: probabilità di riuscita per età

Non è un mistero: l’età della donna è il fattore prognostico più determinante in assoluto nella fecondazione assistita, nonché uno dei più importanti anche per ottenere gravidanze naturalmente. La qualità e la quantità di ovociti, infatti, diminuiscono in maniera fisiologica con il tempo, e questo influenza indistintamente sia la probabilità di fecondazione sia quella di impianto dell’embrione e di gravidanza evolutiva. Facendo riferimento ai dati medi europei aggiornati al 2025 per tecniche di II e III livello (FIVET e ICSI), ecco quanto abbiamo scoperto. 

La fascia sotto i 35 anni è quella che gode delle probabilità più alte. I tassi di gravidanza clinica per ciclo si collocano mediamente tra il 35% e il 45%, con percentuali di nati vivi leggermente inferiori ma comunque molto elevate rispetto alle altre fasce. La qualità ovocitaria a quest’età è ancora generalmente buona e il rischio di anomalie cromosomiche più contenuto.

Già dai 35-37 anni si osserva un primo calo fisiologico. Ora le probabilità di gravidanza per ciclo scendono in media tra il 30% e il 35%. La riserva ovarica può iniziare a ridursi, ma molte pazienti ottengono ancora risultati soddisfacenti, soprattutto se possono contare su protocolli personalizzati.

Nella fascia 38-40 anni la riduzione si fa più marcata. A questo punto i tassi medi di gravidanza per ogni ciclo si collocano tra il 20 e il 25%. In più, si verifica anche un aumento del rischio di aborto spontaneo legato alla maggiore incidenza di anomalie cromosomiche. Cosa che, ricordiamo, non è legata unicamente alla fecondazione con PMA, ma anche alle gravidanze fisiologiche avvenute naturalmente. In questa fascia, la risposta ovarica alla stimolazione può essere meno prevedibile.

Oltre i 40 anni, in particolare dopo i 41-42, le percentuali per ciclo con ovociti propri scendono frequentemente sotto il 15%, con un declino progressivo negli anni che seguono. È in questa fascia che molte coppie valutano (o viene suggerita loro) l’ovodonazione, un’opzione alternativa che presenta percentuali di successo nettamente più alte dal momento che dipendono non più dall’età materna, ma da quella della donatrice. Ci sarebbe poi anche la strada dell’adozione, anche se lo sappiamo: le famiglie che vogliono adottare si ritrovano sempre a dover affrontare percorsi lunghi e iter troppo complicati. 

In ogni caso, ricordiamo che questi dati non sono altro che medie statistiche. La prognosi individuale è estremamente soggettiva: dipende dalla riserva ovarica, dalla qualità del liquido seminale, dallo stile di vita. E ancora: BMI, presenza di patologie ginecologiche, cause dell’infertilità… Sono troppi i motivi per fasciarsi la testa prima di cominciare: una consulenza specialistica personalizzata rimane la prima cosa da fare per interpretare correttamente le probabilità di successo. 

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Altri fattori che influenzano il successo della fecondazione assistita

L’età materna è il fattore più determinante, ma non è assolutamente l’unico a cui badare. Anzi: sono tanti i fattori clinici, biologici e comportamentali che incidono in modo importante sulle probabilità di riuscita di un ciclo di PMA. La riserva ovarica e qualità ovocitaria, per esempio. Valori di AMH (ormone antimülleriano), conta dei follicoli antrali e risposta alla stimolazione ovarica sono indicatori fondamentali. Di fatto, una bassa riserva ovarica può ridurre il numero di ovociti recuperabili e, di conseguenza, le possibilità di ottenere embrioni vitali.

Le condizioni di utero ed endometrio sono un altro fattore da tenere in considerazione. Polipi, fibromi sottomucosi, adenomiosi, alterazioni della recettività endometriale: sono tante le cause che possono compromettere l’impianto embrionale. Anche lo spessore e la sincronizzazione dell’endometrio rispetto allo sviluppo embrionale fanno il loro. A questo, possono aggiungersi patologie concomitanti: endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) disturbi alla tiroide, diabete e malattie autoimmuni, che possono influenzare l’esito e richiedono un inquadramento specialistico prima ancora di iniziare il percorso.  

Conta anche lo stile di vita. Più di quanto immaginiamo. Fumo, consumo eccessivo di alcol, obesità o sottopeso marcato, sedentarietà e stress cronico: sono tutti fattori associati a una riduzione delle percentuali di successo. Il BMI ideale e una sana ed equilibrata alimentazione migliorano di netto la risposta ai trattamenti. E anche la qualità della vita. 

Oltre alle condizioni della donna, bisogna anche valutare la qualità del liquido seminaleParametri come concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi influenzano il tasso di fecondazione. Nei casi di fattore maschile severo si può superare parte delle criticità con percorsi come ICSI, ma la qualità genetica rimane un fattore rilevante. Ricordiamo anche che la probabilità cumulativa di gravidanza aumenta considerando più cicli consecutivi, anche se il successo per singolo ciclo può restare invariato. Da non sottovalutare, infine, la qualità del centro e del laboratorio. Ogni équipe, ogni protocollo di stimolazione, ogni tecnica messa in atto: tutto conta per il risultato. Quello della fecondazione assistita è a tutti gli effetti un processo multifattoriale.

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