Wise Society : Fake news: occhio al proliferare delle bufale in ambito sanitario
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Fake news: occhio al proliferare delle bufale in ambito sanitario

Da una ricerca della Università Tor Vergata di Roma emerge che mediamente il 60% delle persone condividerebbero una notizia falsa

Fabio Di Todaro
18 novembre 2019

Quando si parla di salute e prevenzione siamo davvero capaci di distinguere una bufala da una notizia vera? Basta un titolo ammiccante o allarmista ed è subito «clic», immediata parte la girandola delle condivisioni. Il controllo delle fonti speso non esiste, mentre sale il profitto di chi lucra sulla pelle dei cittadini. Così finiamo per mettere a repentaglio la salute, nostra e di chi è più vicino. «L’impatto economico e sociale di una notizia falsa, soprattutto in sanità, lo si paga spesso in vite umane», afferma Francesco Saverio Mennini, docente di politiche economiche e sanitarie all’università di Roma Tor Vergata e coordinatore di un progetto di ricerca portato avanti in collaborazione con la Kingston University diLondra.

L’INCAPACITA’ DI FERMARE UNA FAKE-NEWS – L’indagine, realizzata dagli studiosi del centro per la valutazione economica e delle tecnologie sanitarie, ha coinvolto oltre 1.600 partecipanti, suddivisi in due gruppi. A tutti sono state mostrate delle notizie false relative al mondo della medicina, con una differenza sostanziale nell’approccio: l’indicazione o meno della mendacità dei contenuti. Il risultato, però, non è cambiato. I membri di entrambi le coorti hanno infatti condiviso le fake-news, senza particolari differenze. Quello che è emerso è che, di fronte a una platea di 100 persone, mediamente in 60 condividerebbero una notizia falsa. A compiere il gesto sarebbero anche i titubanti, coloro che in fondo non sono così convinti delle informazioni riportate. E più una notizia falsa circola, più acquisisce credibilità e consensi. Segno, secondo i ricercatori, della mancanza di strumenti per discernere un contenuto informativo di qualità da un altro.

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«L’impatto economico e sociale di una notizia falsa, soprattutto in sanità, lo si paga spesso in vite umane», afferma Francesco Saverio Mennini autore di uno studio scientifico sulle fake news in ambito sanitario, Foto: Pixabay

RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE – «L’analisi ha ottenuto l’esito più preoccupante che potessimo auspicare – aggiunge Mennini -. Appena diffusa, una fake news sta già sta producendo i suoi effetti negativi. La sua capacità di diventare virale non dipende dal grado di consapevolezza dei cittadini. Anche le persone informate, possono ritenere meritevoli dicondivisione informazioni false». Con una differenza, quando si parla di informazione medico-scientifica: che in ballo non c’è soltanto la credibilità, ma pure la salute delle persone. «L’impatto economico e sociale di una notizia falsa, soprattutto in sanità, lo si paga spesso in vite umane», aggiunge lo studioso, prima di catalogare le tematiche più esposte a questi rischi: l’informazione sui vaccini e gli screening oncologici. Come effetto si ha un aumento dei casi di malattie prevenibili e del rischio di confrontarsi con diagnosi tardive di malattie a elevata mortalità.

Twitter @fabioditodaro

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