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Echinacea, tutte le proprietà della pianta scoperta dagli indiani d’America

Ottimo immunostimolante e antivirale, l'erbacea perenne è molto utilizzata in fitoterapia per aumentare la resistenza alle infezioni, soprattutto negli stati influenzali e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento

Maria Enza Giannetto
30 Ottobre 2020

Le sue tante proprietà benefiche e terapeutiche hanno incoronato l’echinacea tra le piante regine della fitoterapia. Ottimo immunostimolante e antivirale, l’echinacea è molto utilizzata, soprattutto con l’arrivo dei primi freddi, per aumentare la resistenza alle infezioni, soprattutto negli stati influenzali e nella prevenzione delle malattie da raffreddamento.

Che cos’è l’echinacea

Le echinacee sono piante erbacee perenni, alte poco meno di un metro, con rizoma cilindrico e fusti leggermente rossastri e acheni come frutti. Le foglie della pianta sono basali e lungamente picciolate, lanceolate percorse da nervature con peli rigidi. Ne esistono nove varietà in natura: purpurea, angustifolia, pallida, laevigata, paradoxa, tennesseensis, sanguinea, simulata, atrorubens, di cui solo le prime tre vengono utilizzate a scopi commerciali. In particolare sono l’Echinacea purpurea e l’Echinacea angustifolia ad avere potenti proprietà immunostimolanti.

Echinacea Purpurea

Foto di Stephan H. / Unsplash

L’habitat e la scoperta dell’echinacea

L’echinacea è originaria dell’America del Nord, Messico, Louisiana, Florida e l’uso terapeutico, in effetti, risale proprio agli Indiani d’America, che la usavano per favorire la cicatrizzazione delle ferite e curare sifilide, morsi di serpenti, ustioni, tosse e mal di gola.

La pianta fu studiata per la prima volta dal botanico svedese Liinnaeus e classificata dal farmacista tedesco Moench nel 1794. Il suo nome deriva dal greco echinos, ovvero riccio, proprio per la somiglianza a questo animale della parte centrale, mentre in America viene chiamata “Elk Root” (radice dell’alce) perché pare che fu proprio osservando gli alci mangiarle che ne furono apprese le grandi proprietà terapeutiche. In America, la pianta cresce spontanea e fiorisce tra giugno e luglio, mentre in Italia si trova solo in coltivazione e viene usata a scopo ornamentale e, appunto, a scopo fitoterapeutico. Le proprietà della pianta sono state evidenziate da studi clinici effettuati già dal 1915, che dimostrarono per la prima volta il meccanismo d’azione sul sistema immunitario.

L’echinacea purpurea viene studiata soprattutto da ricercatori tedeschi alla fine degli anni ’80 che ne hanno sottolineato le grandi proprietà riconosciute oggi.

Le proprietà terapeutiche dell’echinacea

«L’echinacea è una pianta molto eclettica – dice la dottoressa Michela Pessot, omeopata fitoterapeuta – ed è ricchissima di diversi principi attivi (contenuti nelle radici e nelle parti aeree) che le conferiscono un’azione immunostimolante, antinfiammatoria, antiossidante, antivirale e persino antibatterica. Quest’ultima è una caratteristica di cui ancora in pochi parlano».

Le proprietà dell’echinacea dipendono dall’insieme di più costituenti ovvero del fitocomplesso: l’insieme delle molecole estratte direttamente dalla fonte naturale, compreso il principio attivo.

L’azione immunostimolante dell’echinacea è determinata dalla frazione polisaccaridica che fa aumentare i leucociti, i macrofagi e la loro capacità di inglobare agenti patogeni e i linfociti che sanno riconoscere e distruggere cellule infettate da virus.

L’azione antivirale dell’echinacea è legata sia all’effetto immunostimolante, sia alla sua capacità di inibire l’enzima ialuronidasi che degrada l’acido ialuronico nei suoi costituenti fondamentali. Molti microrganismi patogeni come i virus, infatti, contengono l’enzima ialuronidasi che ne facilita la penetrazione nei tessuti. L’echinacea, inattivandolo, può essere un valido supporto all’organismo.

«Si tratta – aggiunge Pessot – di benefici che erano stati empiricamente attribuiti dalle popolazioni indigene e che sono stati confermati dalla scienza. Io prescrivo l’echinacea ai miei pazienti per le sue proprietà immunostimolanti, è un ottimo rimedio fitoterapico.

L’Echinacea  presenta anche un’interessante attività antibiotica e batteriostatica. E’ un ottimo antibiotico naturale capace di contrastare le infezioni batteriche grazie alla sua capacità di inibire l’enzima ialuronidasi, che viene sfruttato dai batteri per diffondersi nei tessuti».

Echinacea: un close up sul fiore

Foto di Christian Papaux / Unsplash

Per cosa usarla: impiego della pianta

Grazie a tutte le sue proprietà, l’echinacea è indicata nella cura di raffreddore, influenza, herpes, bronchiti e come coadiuvante nel trattamento delle infezioni del tratto urinario.

Le sue proprietà antinfiammatorie, antivirali e antibatteriche possono essere impiegate contro la faringite mentre l’azione antivirale e immunostimolante la rende un ottimo ingrediente nella prevenzione e nel trattamento delle patologie da raffreddamento non complicate. L’Echinacea presenta anche una spiccata azione cicatrizzante che, insieme alla marcata azione antisettica e antiossidante, ne permettono l’impiego per la gestione di: ulcere, ferite infette, ustioni e dermatiti.

Assunzione, formulazione e dosaggio dell’Echinacea

L’echinacea è reperibile sul mercato in diverse formulazioni: tisane (a base di polvere di radice secca), succo di parti aeree, tintura ed estratti secchi.

«Le modalità e i tempi di somministrazione – spiega Pessot – variano da prodotto a prodotto e sicuramente l’echinacea va somministrata tenendo anche conto dell’anamnesi della persona, della sua storia clinica. L’utilizzo preventivo offre ottimi risultati ma solo uno specialista, conoscendo le eventuali patologie pregresse del paziente può prescrivere il giusto dosaggio».

L’attività terapeutica e l’efficacia dell’echinacea dipende, quindi, fortemente da come la pianta viene assunta. «L’Echinacea – aggiunge Pessot – può essere impiegata come: succo, ottenuto dalla spremitura delle foglie fresche, estratto secco, per esempio delle radici polverizzate, in capsule, decotto, gocce e pomate. Io ritengo che la migliore formulazione sia la soluzione idroalcolica perché l’alcol estrae più principi attivi e queste soluzioni risultano più potenti  se, però, non è consigliabile, come in casi di diabete conclamato, o epatopatie la soluzione idroalcolica si possono assumere gli estratti secchi con i dovuti cambiamenti di posologia e con altrettanto buoni risultati».

Tisana di echinacea

Foto di Nataliia Kuznetcova / Shutterstock

Controindicazioni

Prima di utilizzare l’echinacea, ricordiamo, è sempre meglio chiedere al proprio medico o a uno specialista che possa consigliare la giusta terapia, l’utilizzo e dare le dovute avvertenze.

L’utilizzo dell’echinacea è sconsigliato in caso di malattie autoimmuni, neoplasie, gravidanza ed allattamento e a chi ha dovuto ricorrere ad un trapianto d’organo o fa uso di terapie immunosoppressive per la cui cosa vengono fatti assumere farmaci come i corticosteroidi o la ciclosporina.

Sconsigliato anche l’uso insieme al paracetamolo perché potrebbe aumentare il rischio di tossicità epatica. L’echinacea non risulta avere controindicazioni nei bambini anche se, l’Agenzia britannica di controllo sui farmaci sconsiglia di somministrarla ai bambini con età inferiore ai 12 anni per il rischio di reazioni allergiche, come manifestazioni cutanee, problematiche respiratorie.

Echinacea e Coronavirus: i pareri sono discordanti

La proprietà immunostimolanti e la capacità dell’echinacea di inibire l’enzima ialuronidasi di alcuni patogeni la rendono un valido supporto per l’organismo contro le malattie virali.

Questo desta l’attenzione di alcuni specialisti che la prescrivono come rimedio immunostimolante per affrontare i primi freddi e rafforzare l’organismo contro l’attacco anche di virus Corona. Attenzione, però, perché i pareri sono discordanti e, come sappiamo, purtroppo, non esiste ancora la cura contro il Coronavirus né alcuna evidenza scientifica che l’echinacea possa essere d’aiuto contro il virus.

Un’alimentazione sana e uno stile di vita corretto, supportati da buoni integratori e da pratiche che rafforzano le difese immunitarie aiutano il corpo ad affrontare meglio gli attacchi di tutti i virus come abbiamo raccontato qui ma, sottolineiamo, il super rimedio o super farmaco contro il coronavirus non esiste ancora. 

«Durante la prima settimana dell’emergenza covid-19 – racconta la dottoressa Pessot – ho studiato quali terapie strutturare per poter aiutare i miei pazienti. Le strategie terapeutiche sono state: corretta alimentazione, fitoterapia, integrazione con vitamine e polissaccaridi e omeopatia. La scelta delle piante da inserire nel mio protocollo si è basata sulle mie conoscenze fitoterapiche e su studi pubblicati sulle piante efficaci nelle precedenti gravi infezioni da virus. Tra le piante che ho scelto, c’è anche l’Echinacea nelle varietà purpurea e angustifolia per le sue proprietà antivirali e antibatteriche».

Fiore di echinacea in primo piano

Foto di Stephan H. / Unsplash

Lo scorso 9 settembre il Virology Journal ha pubblicato un articolo scientifico su uno studio che ha dimostrato l’efficacia in vitro di una preparazione di Echinacea purpurea contro i coronavirus. L’articolo, però, riguarda solo i risultati di un test in-vitro da cui è emerso che gli estratti di echinacea riescano a disattivare i virus della SARS-CoV-2 all’interno della piastra e in laboratorio. Si tratta di risultati che non possono essere applicati direttamente all’utilizzo per le persone. Infatti, altre sostanze, nei mesi scorsi, anche se si sono rivelate efficaci in laboratorio, non hanno poi mostrato alcun effetto antivirale nelle applicazioni cliniche.
L’interpretazione errata di questa notizia ha creato, soprattutto in Svizzera, un vero assalto all’acquisto di preparati a base di echinacea, tanto da costringere l’istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic ad avviare un’indagine e a frenare questa corsa. La conclusione dell’istituto è, infatti, che: «Per mancanza di studi sull’esatto effetto degli estratti di echinacea sull’uomo e quindi per motivi di sicurezza dei pazienti la promozione dell’uso di Echinaforce (il preparato in questione) contro i virus corona non è consentita. Tale promozione è considerata ingannevole per i consumatori, poiché li porta a credere nell’efficacia sull’uomo, suscitando potenzialmente un falso sentimento di sicurezza».

Inoltre, ricordiamo anche che l’Agenzia per la sicurezza alimentare francese (Anses) ha pubblicato mesi fa un documento, che ricorda come alcune piante abbiano un’azione antinfiammatoria simile a quella dei farmaci FANS e quindi immunomodulante. In particolare, lo studio spiegava come contro il virus Sars-Cov-2 fossero controindicate tutte le piante che contengono acido salicilico (principio attivo dell’aspirina) tra cui proprio l’echinacea.

Attenzione quindi: ricordate che, al momento, non esistono vaccini e cure preventive accertate contro il Coronavirus. Le uniche armi preventive che abbiamo sono le buone pratiche  e le Raccomandazioni generali alla popolazione da Ministero salute e ISS: dall’igiene delle mani, all’uso della mascherina passando per il distanziamento.

Maria Enza Giannetto

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