Wise Society : Ecco la app per misurare le radiazioni del cellulare
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Ecco la app per misurare le radiazioni del cellulare

L'ha messa a punto l'Arpa Piemonte. Il dispositivo riesce ad aiutare gli utenti a quantificare le emissioni elettromagnetiche del proprio cellulare

18 giugno 2014

Image by © Oliver Eltinger/CorbisIl cellulare, si sa, fa male. Mai usarlo troppo: pericoloso tenerlo vicino agli organi vitali, sconsigliato – soprattutto agli uomini – custodirlo in tasca (può generare infertilità), vietato appoggiarlo troppo vicino all’orecchio e nemmeno sul comodino la notte specialmente se collegato alla rete wireless WLAN.

I campi magnetici e le radiofrequenze, infatti, secondo una parte della comunità scientifica che appare ancora divisa, sono nocivi e l’Agenzia Nazionale per la Ricerca sul Cancro li ha classificati come possibilmente cancerogeni.

E se dalla scienza (e dalla medicina) non arriva ancora la prova che cellulare e tumori siano correlati, ci ha pensato l’Arpa del Piemonte che dopo aver pubblicato uno studio per quantificare le emissioni elettromagnetiche dei telefonini in funzione del tipo di rete utilizzata e delle condizioni di ricezione del segnale, ha creato una app, che segnala quando le radiazioni del telefonino raggiungono livelli troppo elevati.

Il dispositivo riesce ad aiutare gli utenti a quantificare le emissioni elettromagnetiche del proprio cellulare, suggerendo per esempio di selezionare la chiamata in 3G piuttosto che in 2G, poiché il 3G dà luogo ad esposizioni fino a 100 volte più basse rispetto al 2G.

«L’esposizione umana ai campi elettromagnetici a radiofrequenza è determinata da una molteplicità di sorgenti e il telefono cellulare ne rappresenta una tra le più significative – sottolinea il Direttore Generale dell’Agenzia Angelo Robotto – Per valutare l’esposizione alle radiazioni emesse dai telefonini, Arpa Piemonte ha messo a punto un sistema di misura ad hoc per rilevare la potenza in trasmissione. Tale approccio sperimentale risulta unico nel panorama scientifico internazionale, in quanto nelle altre poche indagini pubblicate la potenza trasmessa era determinata per mezzo di specifici software”.

Nello studio l’Arpa ha verificato che la potenza emessa dal telefonino si riduce fortemente all’aumentare del livello di segnale ricevuto. Telefonare in aree dove è presente un buon livello di ricezione (pieno campo) può condurre ad esposizioni dalle decine di volte alle diverse centinaia di volte più basse rispetto alle aree dove la ricezione del segnale è scarsa.

Intanto qualche precauzione come si accennava all’inizio è possibile prenderla. I livelli dei campi elettromagnetici emessi dai telefonini sono sì considerati potenzialmente cancerogeni e utilizzarli per circa 1.640 ore (l’uso medio nell’arco di dieci anni) aumenta del 40% il rischio di tumore al cervello. Ma si riducono rapidamente con la distanza dall’antenna: ecco perché l’utilizzo di auricolari permette di diminuire del 90% la pericolosa esposizione del cellulare a contatto con l’orecchio così come metterlo in modalità vivavoce aiuta a ridurne le conseguenze.

Image by © 237/Martin Barraud/Ocean/Corbis

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