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Donazioni di sangue in rialzo anche grazie agli anziani

L'Italia ha raggiunto l'autosufficienza e per il ministro della Salute Giulia Grillo" è un modello da seguire". Bisognerebbe però sensibilizzare i potenziali nuovi donatori.

Fabio Di Todaro
14 giugno 2019

Dopo anni con il segno meno, torna a salire il numero dei donatori di sangue. Nel 2018 coloro che si sono prestati alla donazione di sangue intero, globuli rossi, plasma e piastrine sono stati quasi 1.7 milioni di italiani: lo 0.2 per cento in più rispetto all’anno precedente, che oggi permette al nostro Paese di vantare un lieto primato all’interno dell’Unione Europea. Lo certificano i dati del Centro nazionale sangue, resi noti in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra come ogni anno il 14 giugno. «Il gesto compiuto almeno una volta dai donatori è caratterizzato da una straordinaria valenza etica – afferma il ministro della Salute, Giulia Grillo», ricordando come «queste persone concorrano al conseguimento delle finalità del Servizio Sanitario Nazionale», garantendo terapie sicure e disponibili  ai cittadini per emocomponenti e medicinali plasmaderivati.

DONAZIONI DI SANGUE: I NUMERI DEL 2018 – In crescita, nel 2018, sono risultati i dati relativi ai donatori complessivi (+0.15 per cento) e i periodici (+1.14 per cento: da 1.37 a 1.39 milioni). In calo, invece, i nuovi donatori (371mila, -3.7 per cento): al pari dei pazienti trasfusi (630mila, contro i 637mila dell’anno precedente), ma al contrario invece rispetto al totale delle trasfusioni effettuate durante l’anno (quasi tre milioni). Dati che hanno permesso di confermare l’autosufficienza, ma che ribadiscono comunque l’importanza di condurre attività finalizzate a sensibilizzare i potenziali nuovi donatori. «Le trasfusioni e le terapie salvavita rese possibili dai farmaci derivati del plasma sono garantite quotidianamente soltanto grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni – ricorda Grillo -. Dobbiamo sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, recentemente riconosciuto come un modello da seguire anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità». Una considerazione che ha portato l’Italia a essere scelta come Paese organizzatore dell’appuntamento mondiale previsto per il 14 giugno 2020.

donazioni di sangue, trasfusioni, plasma

In base ai dati del 2018 aumentano i donatori di sangue complessivi (+0.15 per cento) e i periodici (+1.14 per cento: da 1.37 a 1.39 milioni). In calo, invece, i nuovi donatori (371mila, -3.7 per cento). Image by iStock

I DONATORI INVECCHIANO E I MEDICI SCARSEGGIANODati dunque positivi, ma che non devono portare a sottovalutare alcuni potenziali campanelli d’allarme. Uno di questi, per esempio, rimanda al calo costante (dal 2013) dei donatori di età compresa tra 18 e 25 anni: poco più di 210mila nel 2018, pari al 12 per cento del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che lo scorso anno sono stati 290mila (il 17 per cento). In maniera speculare, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, sono aumentati invece i donatori nelle fasce più «anziane»: 36-45 (25 per cento) e 46-55 anni (29 per cento). A ciò occorre aggiungere il calo dei medici che lavorano negli oltre 270 centri di medicina trasfusionale sparsi sul territorio nazionale. Dal 2017 al 2018, il numero totale di professionisti si è ridotto di 64 unità. E nei prossimi dieci anni, a causa del turnover, potrebbe esserci bisogno di circa 500 nuove unità. «Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione – commenta Giancarlo Liumbruno, direttore generale del Centro Nazionale Sangue -. È importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue. Come? Diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per andare incontro alle esigenze dei donatori. Per quanto riguarda la carenza di medici, abbiamo chiesto agli assessorati regionali alla salute e ai docenti di ematologia e patologia clinica di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità».

Twitter @fabioditodaro

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