Wise Society : Come funziona la donazione del sangue cordonale in Italia
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Come funziona la donazione del sangue cordonale in Italia

Una procedura diffusa ormai da un paio di decenni, considerata utile allo stoccaggio di cellule staminali emopoietiche da utilizzare in caso di compatibilità genetica per un trapianto di midollo osseo.

Fabio Di Todaro
25 settembre 2019

«Dov’è finito il sangue di mio figlio?». La domanda è quella che negli ultimi giorni si sono poste quindicimila famiglie italiane, che avevano affidato a una società svizzera («Cryo-Save») il sangue cordonale prelevato al momento del parto dai propri figli. Una procedura diffusa ormai da un paio di decenni, considerata utile allo stoccaggio di cellule staminali emopoietiche da utilizzare in caso di compatibilità genetica per un trapianto di midollo osseo. Questo è quello che si può fare con la donazione pubblica, partorendo in un centro che offre questa opportunità (clicca qui per scoprire quali sono: https://www.centronazionalesangue.it/node/64). Del tutto diverso invece è l’obbiettivo di chi ricorre alla conservazione privata. Ma andiamo con ordine.

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Il sangue del cordone ombelicale è una fonte preziosa di cellule staminali ematopoietiche (capaci di produrre tutte le cellule del sangue) da usare per il trapianto, Foto: Pixabay

PERCHÉ CONSERVARE IL SANGUE CORDONALE? – Il sangue del cordone ombelicale è una fonte preziosa di cellule staminali ematopoietiche (capaci di produrre tutte le cellule del sangue) da usare per il trapianto. La raccolta delle staminali del cordone ombelicale rappresenta un’importante risorsa alternativa al prelievo di staminali da midollo osseo o da sangue periferico. Attraverso il trapianto di cellule staminali ematopoietiche è possibile ricostituire il midollo osseo gravemente danneggiato a causa di patologie o di una chemioterapia ad alte dosi. In questo modo è possibile curare pazienti affetti da leucemie, linfomi, immunodeficienze ereditarie e altre malattie. L’importanza delle cellule staminali del cordone ombelicale è dovuta a diversi motivi: la loro elevata capacità di produrre cellule del sangue, la loro scarsa immunogenicità (che le rende particolarmente tollerate dall’organismo che le riceve, con reazioni di rigetto più limitate rispetto alle staminali prelevate da midollo o sangue adulto) e il fatto che si possono estrarre facilmente dal cordone ombelicale che altrimenti sarebbe gettato via. Nelle banche pubbliche del cordone ombelicale vengono accettati campioni di sangue cordonale di elevata qualità che contengono un alto numero di cellule staminali provenienti da parti oltre la trentaquattresima settimana di gestazione. L’esistenza di una rete di banche pubbliche preserva il principio di equità nell’accesso alla cura che ispira il nostro Servizio Sanitario Nazionale e garantisce la massima potenzialità d’uso di queste preziose cellule per i trapianti.

COSA PREVEDE LA LEGGE ITALIANA? – In Italia da anni è possibile raccogliere e conservare le cellule staminali del cordone ombelicale donate per uso allogenico, cioè altruistico, nelle strutture pubbliche che costituiscono la Rete italiana delle banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale, secondo criteri riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale. Tutte le banche di sangue cordonale operanti nel mondo, inviano, anche attraverso i rispettivi registri nazionali, informazioni sulle cellule staminali in esse conservate, a un registro Internazionale, al quale accedono tutti i centri Trapianto di midollo osseo per la ricerca di un donatore compatibile con un paziente in attesa di trapianto. La legge italiana consente di conservare il sangue cordonale «per uso allogenico, cioè in favore di persone diverse da quelle da cui le cellule sono prelevate, a fini solidaristici, nelle strutture pubbliche preposte». Poche le eccezioni che prevedono la conservazione ombelicale per uso dedicato al neonato stesso: salvo malattie in atto al momento della nascita o evidenziate in epoca prenatale, condizioni particolari che riguardano consanguinei per le quali risulti appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale o nel caso in cui la stessa famiglia rischi di avere un altro figlio affetto da una malattia genetica che possa richiedere il trapianto come trattamento.

LA CONSERVAZIONE NELLE BANCHE PRIVATE – La raccolta del sangue cordonale è

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Nelle banche pubbliche del cordone ombelicale vengono accettati campioni di sangue cordonale di elevata qualità che contengono un alto numero di cellule staminali provenienti da parti oltre la trentaquattresima settimana di gestazione, Foto: Pixabay

una manovra semplice, che viene eseguita dopo la nascita del bambino e il taglio del cordone e quindi non comporta nessun rischio né per la madre né per il neonato. La raccolta si effettua solo se in sala parto possono essere assicurati i massimi livelli assistenziali per la mamma e per il neonato. Non tutte le unità raccolte possono essere bancate, ovvero conservate per fini di trapianto, poiché devono rispondere a caratteristiche qualitative e quantitative utili per tale scopo. La legge italiana non consente la conservazione autologa di sangue da cordone perché si ispira a criteri di solidarietà e di evidenza scientifica. La probabilità di usare le proprie cellule cordonali è infatti bassissima, mentre la condivisione in una banca pubblica aumenta per tutti la possibilità di trovare cellule staminali compatibili nel caso di malattia. Diverso è invece il discorso delle banche private, tutte situate all’estero. I genitori che vogliono conservare le staminali del cordone ombelicale possono affidarsi solo alle bio-banche private straniere. Le più vicine si trovano a San Marino e in Svizzera. I costi sono variabili e non tutte le società hanno lo stesso listino. Alcune chiedono solo una cifra iniziale, mentre altre aggiungono un canone annuale per la conservazione delle provette, che può durare al massimo per 20 anni.

Twitter @fabioditodaro

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