Le possibili cause dei dolori pelvici tipo mestruali in menopausa
Con l’arrivo della menopausa, il dolore mestruale scompare. Sembra una conseguenza logica, eppure non è sempre così: il dolore al basso ventre in menopausa è più comune di quello che si possa pensare. Sintomi come pesantezza, gonfiore e persino dolore acuto si ripresentano anche in questa fase della vita di una donna, somigliando molto ai tipici fastidi premestruali. Ma perché accade? Le cause possono essere diverse, a volta ancora legate alla persistenza dell’attività ovarica. Altre volte, invece, è il caso di indagare più a fondo per escludere eventuali patologie. Scopriamo in questo articolo cosa c’è da sapere sui dolori pelvici in menopausa, dalle cause alle possibili cure, per vivere serenamente anche questo periodo.

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Dolori mestruali in menopausa, è possibile?
Molte donne restano sorprese dall’insorgenza di dolori pelvici, simili a quelli mestruali, anche a menopausa avviata. Perché sì, anche in questa fase della vita di una donna, che segna la fine dei cicli mestruali, sono in molte a sperimentare fastidi del genere.
Spesso, però, non si tratta ancora di menopausa, ma di una fase di transizione che la precede, e che può durare fino a diversi anni. Stiamo parlando della perimenopausa, un periodo caratterizzato da fluttuazioni dei livelli di estrogeni e progesterone, le quali causano sintomi come irregolarità mestruali, vampate di calore, sudorazioni notturne, irritabilità e disturbi del sonno.
La menopausa vera e propria, invece, viene ufficialmente diagnosticata quando una donna non ha avuto mestruazioni per 12 mesi di fila, e insorge di solito tra i 45 e i 55 anni, anche se non è raro che si verifichi prima o dopo a seconda di fattori genetici, salute generale e stile di vita.
Gli effetti della menopausa sui dolori pelvici
L’impatto della menopausa sulla salute femminile può essere davvero significativo: gli ormoni giocano un ruolo chiave nella nostra salute. Non è raro, infatti, sperimentare diversi cambiamenti fisici dovuti alla diminuzione della produzione di estrogeni, e in molti casi possono influire sulla zona pelvica. In particolare, attraverso la riduzione o l’aumento dei sintomi legati a condizioni preesistenti.
Ad esempio, per molte donne con endometriosi, la menopausa rappresenta una riduzione significativa del dolore pelvico, grazie alla cessazione dei cicli mestruali e alla conseguente riduzione dei livelli di estrogeni, che sono gli ormoni responsabili della crescita del tessuto endometriale. Si tratta, dunque, di un ritorno a respirare. Per molte, purtroppo non per tutte: alcune donne potrebbero continuare a sperimentare dolori pelvici anche dopo la menopausa, se l’endometriosi ha causato danni permanenti agli organi pelvici o se ci sono ancora focolai di endometriosi attivi o cicatrici.
In genere, però, con l’arrivo della menopausa i sintomi dell’endometriosi diminuiscono. D’altra parte, in questo periodo si può verificare anche l’amplificazione di altri tipi di dolore pelvico, come quello dovuto all’atrofia vaginale. La riduzione degli estrogeni comporta anche una maggiore secchezza vaginale, che a sua volta può rendere doloroso il rapporto sessuale o causare un disagio costante nella zona pelvica.
In generale, possiamo dire che la menopausa modifichi la percezione del dolore pelvico, con alcune modifiche eventuali: per alcune donne può portare a un miglioramento dei sintomi, mentre per altre può rendere il dolore più persistente o diffuso.
Ogni donna vive questa fase della vita in modo diverso, e molti fattori che contribuiscono o meno al dolore pelvico simil-mestruale in menopausa sono del tutto soggettivi, come l’alimentazione e lo stile di vita.

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Dolori al basso ventre in menopausa: le cause
Detto questo, va anche specificato che il dolore pelvico in menopausa può derivare da una moltitudine di cause, dal momento che non è, naturalmente, più associabile all’arrivo del ciclo mestruale. I cambiamenti ormonali e fisici che si verificano durante questa fase della vita sono diversi e, pertanto, è necessario valutare la propria situazione personale per individuare la causa.
Tra le tante possibili, l’atrofia vaginale è una delle più comuni. Si tratta di una condizione -anche detta vaginite atrofica- dovuta alla riduzione dei livelli di estrogeni, che a sua volta può portare a una diminuzione della lubrificazione vaginale, e ad un assottigliamento delle pareti vaginali. Questo può essere causa di dolore durante i rapporti sessuali, o anche di sensazioni di bruciore e dolore nella zona pelvica.
La menopausa può anche aumentare il rischio di infezioni urinarie, poiché la riduzione degli estrogeni può agire compromettendo la salute delle mucose urinarie. La conseguenza, in questo caso, sono dolori al basso ventre spesso accompagnati da frequente necessità di urinare o sensazione di bruciore durante la minzione.
Durante la menopausa, la tipica perdita di tono muscolare, combinata con la diminuzione degli estrogeni, può causare un prolasso degli organi pelvici, come la vescica, l’utero o il retto. Di conseguenza, dolore o sensazione di pressione nel basso ventre.
Sebbene i fibromi uterini siano più comuni durante gli anni fertili, poi, alcune donne potrebbero avere fibromi uterini mai diagnosticati prima della menopausa. Se non sono scomparsi nel tempo, questi possono continuare a causare dolore pelvico o pressione nell’addome inferiore. In questo periodo, inoltre, si possono influire anche sul sistema muscolare, causando tensioni o crampi nei muscoli pelvici.
Non solo cause dirette, però. La menopausa può influire sul sistema gastrointestinale: le donne che ne soffrono, potrebbero sperimentare un peggioramento della sindrome dell’intestino irritabile (IBS), la quale è nota per causare dolore al basso ventre, gonfiore e crampi.
Infine, è nota l’associazione tra menopausa e aumento del rischio di osteoporosi, una condizione che causa un indebolimento generale delle ossa. In alcuni casi, l’osteoporosi è causa di dolore nella zona pelvica e lombare, per via di fratture o lesioni alle vertebre.

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Come curare dolore al basso ventre in menopausa
È indubbio che il trattamento del dolore al basso ventre dipende dalla causa che lo scatena. Se il dolore è legato all’atrofia vaginale, l’uso di lubrificanti vaginali o estrogeni locali può alleviare il disagio.
In caso di infezioni urinarie, è necessario un trattamento antibiotico e una maggiore idratazione. Per il prolasso degli organi pelvici, invece, sarà necessario intervenire con la fisioterapia pelvica o l’uso di pessari per offrire sollievo, mentre nelle casistiche più gravi può rivelarsi necessaria un’operazione.
Se il dolore è causato da fibromi uterini, il medico potrà prescrivere farmaci per il controllo del dolore o una terapia ormonale, ma in alcuni casi anche qui potrebbe essere necessaria la chirurgia.
La sindrome dell’intestino irritabile può essere trattata con modifiche dietetiche, farmaci antispastici e probiotici. Per i dolori muscolari e articolari legati alla menopausa, l’esercizio fisico e, se necessario, farmaci per l’osteoporosi possono aiutare. In generale, la terapia ormonale sostitutiva può essere una soluzione per alleviare diversi sintomi associati alla menopausa, inclusi i dolori pelvici, ma è importante sempre consultare un medico per scegliere il trattamento più adatto.
In ogni caso, è fondamentale rivolgersi sempre a un medico per una valutazione accurata e per determinare il trattamento più appropriato in base alla causa del dolore, e condurre uno stile di vita equilibrato che comprenda una sana alimentazione e il giusto esercizio fisico.
