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Credits4Health, il programma europeo che premia il tuo stile di vita

È in fase di sperimentazione in Italia il progetto europeo ispirato al principio del "nudge" di Richard H. Thaler. L'obiettivo è combattere le malattie croniche incentivando comportamenti corretti

Mariella Caruso
26 febbraio 2015

Logo Credits4HealthChi di noi non vorrebbe far proprio un sano stile di vita? Probabilmente tutti. Poi, però, l’abbonamento alla palestra rimane riposto nel fondo di un cassetto, i consigli del medico per migliorare l’alimentazione sono presto dimenticati e il sano stile di vita diventa l’ennesima strada lastricata di buone intenzione che non viene mai percorsa. A dimostrarlo ci sono i dati poco confortanti: il 35,6% di italiani sono in sovrappeso con il 10,4% di obesi; tra i 16,9 milioni che dichiarano di seguire una dieta soltanto 7,7 milioni lo fanno regolarmente. A dispetto delle raccomandazioni nutrizionali negli ultimi anni sono calati del 20% i consumi di frutta e verdura, mentre il 40% degli italiani non svolge alcuna attività sportiva.

A cercare di sparigliare le carte in tavola ci tenta Credits4Health, un progetto di innovazione sociale e promozione della salute 2.0 finanziato dall’Unione Europea con 6 milioni di euro. Alla base del progetto, gestito da un Consorzio a guida italiana che comprende istituzioni nazionali e locali (Ministero della Salute, Regione Puglia), aziende, organizzazioni no profit, università e autorevoli centri di ricerca italiani, spagnoli e greci, c’è una piattaforma web interattiva per computer, tablet e smartphone realizzata da medici, nutrizionisti, esperti di scienze motorie e di etica medica, psicologi e professionisti di scienza e tecnologia, per offrire un percorso di salute e benessere a 360°.

Il progetto si ispira al concetto del “nudge“, ovvero la “spinta gentile” (dall’omonimo bestseller di Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein, pubblicato in Italia nel 2009), principio di strettissima attualità che individua gli stimoli più efficaci per innescare nelle persone una spirale positiva verso il miglioramento, alla sua prima applicazione su larga scala in Italia.

Prof. Maria Luisa Brandi C4H project coordinator-1 (1)Il funzionamento è semplice. «Ci si iscrive alla piattaforma attraverso la quale viene costruito il profilo fisico e psicologico del fruitore che, poi, collegandosi – spiega la professoressa Maria Luisa Brandi, docente di endocrinologia all’Università di Firenze nonché coordinatrice del progetto per l’area fiorentina – ottiene suggerimenti e consigli personalizzati per seguire una corretta alimentazione e svolgere un’attività fisica regolare». La novità sta nel fatto che, a fronte della messa in pratica dei comportamenti corretti consigliati i partecipanti sono premiati con “crediti” a tema.

«Si tratta di un progetto innovativo il cui scopo è quello di prevenire le malattie croniche promuovendo uno stile di vita sano. Il fatto che a essere coinvolti saranno dei Paesi mediterranei come Italia, Grecia e Spagna, dimostra l’importanza della dieta mediterranea nei programmi di prevenzione – continua Brandi –. Lo sviluppo implica, però, temi etici perché, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti, in Europa non è ammesso premiare o retribuire chi partecipa a una sperimentazione. Questo è il motivo per il quale abbiamo impiegato un anno per lo sviluppo della piattaforma e per affrontare questo tipo di problematiche che sono tutte valutate da un apposito comitato etico. Lo stesso che al termine della sperimentazione valuterà i risultati».

Attualmente Credits4Health, o C4H come è stato amichevolmente definito dai suoi sviluppatori, è appena entrato nella fase della sperimentazione che coinvolge 450 persone, che diventeranno 3.000 entro la fine del 2016, selezionate tra Italia (nell’area metropolitana di Firenze e Salento e nelle province di Taranto, Brindisi e Lecce); Grecia (comune di Pylos-Nestoras) e Spagna (città di Girona).

Image by © Cathrine Wessel/CORBIS«Per l’elaborazione dei risultati, però, si dovrà attendere il 2018. Nel frattempo stiamo lavorando al meccanismo premiante e ai partner che ci accompagneranno che potranno essere, per esempio, organizzazioni ben riconoscibili e riconosciute e marchi della grande distribuzione alimentare», aggiunge Brandi più che soddisfatta dell’interesse al progetto del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin. Peccato che, al momento, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) la cui sede è a Parma non sia ancora riuscita a trovare uno spazio adeguato per la presentazione del progetto a Expo 2015. «Noi abbiamo fatto una richiesta e siamo in attesa di sapere se riusciremo ad avere uno spazio che vada al di là dell’esposizione di un poster – conclude la professoressa Brandi -. Il progetto, che a conclusione della sperimentazione potrebbe continuare a essere un “marchio di qualità” assegnabile dall’Italia, ha bisogno di essere spiegato: per questo abbiamo già accettato l’invito del padiglione tedesco e accetteremo tutti gli altri che arriveranno e attraverso i quali ci venga data la possibilità di farlo conoscere bene».

 

 

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