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Dermatiti e allergie: i rischi in agguato della moda tossica

I residui del ciclo produttivo possono lasciare sugli indumenti tracce nocive da non sottovalutare. I capi più "pericolosi"? Jeans, t-shirt e biancheria intima femminile. Il consiglio per tutti è lavarli subito, anche più volte e rivolgersi al medico ai primi segni di irritazioni cutanee sospette

Rita Dalla Rosa
12 Febbraio 2013

I medici sgombrano subito il campo da idee preconcette. Non sono le fibre (naturali o sintetiche) a essere pericolose, ma i residui chimici rimasti alla fine del ciclo produttivo. Così il contatto con un indumento che contiene tracce di sostanze tossiche può provocare irritazioni, orticarie o, nei casi più gravi, vere e proprie reazioni cutanee di tipo allergico.

In Italia, dal 3 al 10% delle dermatiti allergiche da contatto (Dac) sono dovute proprio alle sostanze allergizzanti presenti nei capi d’abbigliamento. Tradotto in numeri, si tratta di circa 700 mila persone che hanno sviluppato un’allergia a una qualche sostanza presente in un indumento indossato. La cosiddetta Fast Fashion è sotto accusa.

sfilata di moda

Image by © HOW HWEE YOUNG/epa/Corbis

Moda tossica: abiti e scarpe che possono far male

Un monitoraggio condotto da Sidapa (Società italiana di dermatologia allergologica professionale e ambientale) sui casi più gravi ha rilevato che il 70,6% era causato da tessuti, il 17,1 per cento da accessori metallici (zip, bottoni, fibbie che contengono nichel) e il 12,3 per cento da scarpe.

Ma la correlazione tra dermatiti (sia irritative che allergiche) e indumenti è ancora sottostimata perché spesso le reazioni cutanee si limitano a un po’ di prurito, un leggero arrossamento o qualche bolla; fastidi che spariscono poco tempo dopo aver tolto il capo “incriminato” e che vengono quasi sempre imputati ad altri fattori: mi ha punto una zanzara… ho sudato troppo… basta cioccolata che mi fa venire l’orticaria…

Difficile stilare una graduatoria dei prodotti più a rischio, però i capi che più spesso risultano implicati nelle patologie cutanee sono camicie, jeans, t-shirt, collant e biancheria intima.

Image by © G. Jackson/Arcaid/Corbis

Abbigliamento e pelle sensibile: è necessaria cautela 

Perciò, chi sa di avere la pelle sensibile o di essere facile alle allergie dovrebbe evitare di indossare calze e magliette con colori scuri (blu, nero, viola, marrone). Soprattutto le donne dovrebbero stare attente alla biancheria troppo colorata. I ginecologi hanno riscontrato una relazione tra l’uso di slip di colore nero e l’insorgenza di infiammazioni vaginali.

Anche i jeans, specie se attillati, possono innescare reazioni cutanee violente, soprattutto tra chi è già allergico al nichel, perché i residui di coloranti possono contenere tracce di metalli pesanti.

L’accorgimento più banale ma efficace è quello di lavare il capo appena comprato e se perde colore, lavarlo un’altra volta. Inoltre, i risciacqui servono anche a togliere eventuali residui di detergenti, ammorbidenti e conservanti che quasi sempre contengono la formaldeide, molto irritante per le prime vie respiratorie.

Comunque, se vedete comparire reazioni cutanee e sospettate che siano correlate a un certo indumento, sarebbe bene che, oltre a rivolgervi al proprio medico, segnalaste il caso all’associazione Tessile e Salute che vi indirizzerà verso uno dei Centri che fanno parte dell’Osservatorio dermatologico Sidapa. Sono otto, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Foto di Muffet/flickr

A chi rivolgersi in caso di dermatiti da contatto causare dall’abbigliamento

Per il Nord Italia: Clinica dermatologica dell’Istituto Galeazzi dell’Università di Milano (tel.02/662141); Clinica dermatologica dell’Università di Verona (tel.045 8122547-045 8122635) Sezione di Dermatologia dell’Università di Ferrara (tel.0532-236244-237307).

Per il Centro Italia: UO di Dermatologia allergologica, Dipartimento Scienze dermatologiche dell’Università di Firenze (tel.055-2344422); Sezione di Dermatologia clinica allergologica dell’Università di Perugia (tel.0755-783452); Sezione di Dermatologia allergologica e professionale dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma (Info, IFO tel.06 52661-segreteria amministrativa 06-58543731).

Per il Sud Italia Clinica dermatologica dell’Università di Bari (tel.080-5592 680); Clinica dermatologica dell’Università di Messina (tel.090-3993566)

 

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