Wise Society : Come curare gli occhi stanchi da troppo pc e smartphone
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Come curare gli occhi stanchi da troppo pc e smartphone

I consigli della Società Oftalmologica Italiana per preservare soprattutto i più giovani da affaticamento della vista e miopia

Fabio Di Todaro
20 Maggio 2020

In tempi di pandemia da Covid-19, i problemi legati alla salute degli occhi rischiano di acuirsi con la prolungata quarantena che ha fatto lievitare il numero di ore trascorse davanti ai monitor, complice anche l’avvento della didattica a distanza. Motivo per cui prendersene cura – al di là del fatto che, come dimostrato, possano rappresentare la via d’accesso del virus all’interno del nostro organismo – è ancora più importante del solito.

Cura della vista: i consigli della Società Oftalmologica Italiana

Il rischio, diversamente, è quello di sovraccaricare il sistema muscolare che permette di mettere a fuoco le immagini. Più piccolo è l’oggetto della nostra osservazione, più ci avviciniamo, più forte è l’impegno della muscolatura oculare.

Prediligere il computer allo smartphone. Non avvicinarsi a meno di mezzo metro dallo schermo, fare una pausa di un minuto ogni venti passati davanti a uno schermo. Per rendere efficace l’intervento, spiegano gli esperti della Società Oftalmologica Italiana, occorre durante la pausa guardare verso l’orizzonte. E, comunque, oltre i tre metri.

L’ideale, secondo gli oculisti italiani, è alzarsi e guardare fuori dalla finestra. La pausa non ha alcuna efficacia se si smette di guardare il computer e ci si concentra sullo smartphone.

Uomo davanti al pc

Foto: ©123RF.com

L’aria aperta toccasana per gli occhi stanchi (soprattutto per i bambini)

Il provvedimento in assoluto più utile è passare almeno due ore all’aria aperta meglio quando i raggi della luce del sole sono perpendicolari come nelle ore del mezzogiorno. Il momento più delicato è quello tra gli 8 e i 13 anni, l’età durante la quale normalmente si sviluppa il difetto visivo più diffuso al mondo – la miopia -, che arriva a interessare circa una persona su due nei ventenni nel mondo occidentale, con punte di incidenza totalizzanti nel mondo asiatico orientale. «I bambini che stanno meno all’aria aperta sono più predisposti a far progredire la loro miopia – sottolinea Piovella -. Per questo è fondamentale, quando si svolge un’attività da vicino distogliere gli occhi dallo schermo ogni venti minuti, per fissare lo sguardo all’infinito in lontananza e rilassare la messa a fuoco prima di ritornare a lavorare. Nei piccoli, la messa a fuoco è automatica. E il mantenere questa tensione ininterrottamente, senza fare piccole pause prestabilite, pare collegato con l’aumento della miopia».

Miopia in aumento: ecco perché occorre farsi visitare periodicamente da un oculista

Il problema della miopia è purtroppo diventato un problema endemico. Nei paesi asiatici, negli ultimi 15 anni, quasi la totalità degli adolescenti indossa ormai gli occhiali. In Europa, i numeri stanno molto aumentando. Nella popolazione con età compresa tra 60 e 65 anni, i miopi sono il 16 per cento. Tra i 25 e i  29 anni, oltre il 47 per cento. E nelle generazioni più giovani, questa percentuale è in fase esponenziale di aumento. Per questo, Piovella raccomanda un radicale cambio di abitudini per l’impegno visivo da vicino di tutti i bambini. Ma resta fondamentale andare periodicamente dall’oculista: bisogna fare i controlli suggeriti perché queste visite hanno anche il compito di individuare, man mano che crescono, l’esistenza di piccoli difetti visivi che magari non vengono percepiti né dal ragazzo né dai genitori ma possono creare difficoltà e frequente affaticamento nel mettere a fuoco gli oggetti». Quanto alla preferenza per il pc piuttosto che per lo smartphone, l’esperto rimanda «alla maggiore distanza che, nel primo caso, ci separa dagli schermi e alla luce blu dei cellulari, che stanca di più gli occhi». Ma è anche una questione di dimensione dello schermo, dal momento che più questo è grande, meglio si tollera una distanza dagli occhi che non dovrebbe essere mai inferiore a 80 centimetri.

Twitter @fabioditodaro

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